Il Santuario di Vicoforte: Un Capolavoro Barocco ai Piedi delle Alpi
Nel cuore del Piemonte, a breve distanza da Cuneo, sorge un monumento di straordinaria grandezza e bellezza: il Santuario della Natività di Maria Santissima, universalmente noto come Santuario di Vicoforte. Questa basilica, con la sua imponente cupola ellittica, la più grande del mondo, non è solo un luogo di profonda spiritualità, ma anche una testimonianza eccezionale dell’ingegno architettonico e della fervida devozione che hanno plasmato il territorio nei secoli. Un viaggio a Vicoforte è un’immersione in una storia ricca di miracoli, ambizioni ducali e sfide ingegneristiche superate con audacia.
Un’Epopea tra Fede e Grandezza Sabauda: La Storia del Santuario
Le origini del Santuario di Vicoforte affondano nel Medioevo, in un contesto di fede popolare e semplicità. Tutto ebbe inizio con un modesto pilone votivo, eretto da un fornaciaio per propiziare la buona cottura dei mattoni, e adornato da un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna con il Bambino. La svolta che avrebbe trasformato questo umile luogo in un cantiere monumentale avvenne nel 1592. Si narra che un cacciatore, Giulio Sargiano, durante una battuta, colpì accidentalmente l’immagine sacra con un colpo d’archibugio. Secondo la tradizione, la Vergine avrebbe sanguinato. Al di là del prodigio, il gesto scosse profondamente il cacciatore, che in segno di penitenza appese la sua arma al pilone e promosse una grande raccolta fondi per riparare il danno e espiare il peccato. L’archibugio, simbolo di questo evento fondativo, è ancora oggi custodito all’interno del Santuario, nelle sale museali, a testimonianza di quel momento cruciale.
La risonanza dell’accaduto e la crescente affluenza di pellegrini attirarono l’attenzione di Carlo Emanuele I di Savoia. Il Duca, con la sua visione grandiosa, nel 1596 incaricò l’architetto di corte Ascanio Vittozzi di progettare un santuario di dimensioni colossali. Le intenzioni del sovrano erano duplici: da un lato, creare un centro di pellegrinaggio capace di accogliere le folle di fedeli; dall’altro, destinare la basilica a mausoleo della Casa Savoia, un compito che, come sappiamo, sarebbe poi stato assunto dalla Basilica di Superga sulla collina torinese.
La morte di Vittozzi nel 1615, quando l’edificio era stato eretto solo fino al cornicione, dove avrebbe dovuto innestarsi il tamburo della cupola, e quella del Duca quindici anni dopo, lasciarono l’opera incompiuta e scoperchiata per lungo tempo. La costruzione riprese slancio solo nel 1682, in occasione della solenne incoronazione della Vergine del pilone, gesto di ringraziamento per la fine della Guerra del Sale. Fu il reggiano Francesco Gallo, architetto e ingegnere di straordinaria audacia, che, incoraggiato da Filippo Juvarra, si avventurò nell’impresa a partire dal 1728. Sopra la possente base manierista, Gallo innalzò con sorprendente rapidità il tamburo, dalle evidenti linee barocche, e la colossale cupola, terminata nel 1732, che ancora oggi sfida la gravità con la sua forma ellittica. Le magnifiche decorazioni ad affresco, che ricoprono oltre seimila metri quadrati di superficie, furono poi completate tra il 1746 e il 1748 da Mattia Bortoloni e Felice Biella, trasformando l’interno in un trionfo di luce e colore.
In tempi più recenti, il Santuario ha assunto un nuovo e significativo ruolo storico. Il 15 dicembre 2017, infatti, ha accolto le spoglie di Elena del Montenegro, seconda Regina d’Italia e consorte di Vittorio Emanuele III, seguite due giorni dopo da quelle dello stesso Re, provenienti dalla Cattedrale Latino-Cattolica di Alessandria d’Egitto.
L’Architettura: Un Miracolo di Equilibrio e Audacia
Il Santuario di Vicoforte è un prodigio architettonico che fonde la severità manierista della base, progettata da Vittozzi, con l’esuberanza e la dinamicità del Barocco piemontese, magistralmente interpretato da Gallo. La sua caratteristica più distintiva è senza dubbio la **cupola ellittica**, la più grande del mondo per questa tipologia, un’opera di ingegneria che all’epoca rappresentò una sfida senza precedenti. Con le sue dimensioni imponenti – 36 metri sull’asse minore e 25 sull’asse maggiore – e un’altezza che supera i 75 metri, la cupola domina il paesaggio circostante, invitando alla contemplazione.
L’interno è un trionfo di spazialità e luce. Le immense superfici affrescate da Bortoloni e Biella narrano storie sacre e allegorie, creando un effetto di profondità e illusione che eleva lo sguardo verso l’alto, verso il cielo. I colori vivaci e le prospettive ardite trasformano l’ambiente in un’esperienza visiva avvolgente, dove ogni dettaglio contribuisce a un senso di meraviglia e sacralità. La struttura si articola attorno all’altare maggiore, che custodisce il prezioso pilone originario con l’immagine miracolosa della Madonna, cuore pulsante della devozione vicofortese.
Il Santuario Oggi: Un Centro di Fede, Cultura e Memoria
Oggi il Santuario di Vicoforte continua a essere un vivace centro di pellegrinaggio, attirando fedeli da ogni dove che cercano conforto e ispirazione. Ma la sua importanza va oltre l’aspetto religioso; è un sito di straordinario interesse storico-culturale. I visitatori possono ammirare la magnificenza architettonica, perdersi nella contemplazione degli affreschi e ripercorrere le tappe di una storia affascinante che ha visto coinvolti duchi, architetti geniali e umili pellegrini.
Le sale espositive interne offrono un percorso museale dove è possibile approfondire la storia del Santuario, ammirare manufatti e, naturalmente, vedere da vicino l’archibugio di Giulio Sargiano, simbolo di un miracolo e di un’espiazione che diedero il via a questa grandiosa impresa. La presenza delle tombe reali, poi, aggiunge un ulteriore strato di significato storico, rendendo Vicoforte un custode della memoria della Casa Savoia. Un luogo dove arte, fede e storia si intrecciano indissolubilmente, offrendo un’esperienza profonda e memorabile.