Salzburg Castello

Schloss Klessheim

A pochi chilometri dal cuore pulsante di Salisburgo, si erge maestoso e carico di storia Schloss Klessheim, una residenza che, con la sua architettura barocca e i suoi giardini incantevoli, narra secoli di vicende europee.

Descrizione Storica

A pochi chilometri dal cuore pulsante di Salisburgo, si erge maestoso e carico di storia Schloss Klessheim, una residenza che, con la sua architettura barocca e i suoi giardini incantevoli, narra secoli di vicende europee. Nato come sontuoso rifugio per principi-arcivescovi, ha attraversato epoche di splendore e ombre, trasformandosi da dimora aristocratica a palcoscenico di eventi cruciali, fino a divenire oggi la sede di uno dei più eleganti casinò d’Austria, offrendo ai suoi visitatori un’esperienza che fonde lusso, cultura e un pizzico di mistero.

Una Storia Plurisecolare: Dalle Origini Arcivescovili alle Svolte del XX Secolo

La genesi di Schloss Klessheim affonda le radici in un modesto possedimento rurale, il “Kleshof”, acquisito nel 1690 dall’allora principe-arcivescovo di Salisburgo, Johann Ernst von Thun. Fu proprio von Thun a intuire il potenziale di questo luogo, commissionando all’illustre architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach, mente geniale del Barocco austriaco, il compito di trasformare la tenuta in una grandiosa residenza estiva. I lavori, avviati intorno al 1700, furono però interrotti dalla morte prematura del prelato nel 1709 e dalla successiva decisione del suo erede, Franz Anton von Harrach, di privilegiare altri progetti, come il Castello di Mirabell.

Fu il principe-arcivescovo Leopold Anton von Firmian, figura chiave anche nella costruzione di Schloss Leopoldskron, a riprendere e portare a termine l’opera, completando non solo le strutture esterne ma anche gli sfarzosi interni e i giardini. Verso la fine del XVIII secolo, un’ulteriore trasformazione interessò il parco, che per volere dell’arcivescovo Hieronymus von Colloredo assunse l’aspetto più naturale e romantico dello stile all’inglese, sostituendo le rigide geometrie barocche.

Con la secolarizzazione del principato arcivescovile di Salisburgo e la dissoluzione del Sacro Romano Impero nel 1803, Schloss Klessheim entrò a far parte del patrimonio della dinastia asburgica. Nel 1866, divenne la residenza permanente dell’arciduca Ludovico Vittorio d’Asburgo-Lorena, fratello minore dell’Imperatore Francesco Giuseppe. L’arciduca, che vi risiedette fino alla sua morte nel 1919, commissionò ulteriori estensioni del castello, affidandone il progetto all’architetto Heinrich von Ferstel. Dopo la sua scomparsa, gli eredi cedettero la proprietà allo stato federale di Salisburgo.

Il capitolo più oscuro della storia di Klessheim si aprì dopo l’Anschluss del 1938. La sua vicinanza al Berghof di Adolf Hitler lo rese un luogo di importanza strategica per il regime nazista. Il castello divenne sede di importanti conferenze e ospitò figure di spicco dell’Asse, tra cui Benito Mussolini, Miklós Horthy, Ion Antonescu e Ante Pavelić. Fu proprio tra le sue mura che, nel marzo 1944, Hitler concepì segretamente l’“Operazione Margarethe”, l’invasione dell’Ungheria finalizzata alla deportazione degli ebrei ungheresi ad Auschwitz. A testimonianza di quel periodo, rimangono alcune enigmatiche statue in arenaria che decorano ancora oggi la tenuta.

Nel dopoguerra, Schloss Klessheim fu oggetto di un’attenta opera di restauro. Durante la Guerra Fredda, in virtù della sua posizione in un’Austria neutrale, continuò a svolgere un ruolo diplomatico, ospitando incontri di alto livello, come quello del 1972 con il presidente statunitense Richard Nixon. Dal 1993, le sue sale storiche accolgono il Casinò di Salisburgo, inaugurando un nuovo capitolo nella sua lunga e affascinante esistenza.

L’Architettura: Un Trionfo Barocco e le Sue Evoluzioni

L’architettura di Schloss Klessheim è un inno al Barocco, frutto della visione di Johann Bernhard Fischer von Erlach. Il suo design originario prevedeva una struttura armoniosa e imponente, pensata per incantare e stupire. Le facciate, pur nella loro eleganza, celano una ricchezza di dettagli e proporzioni che riflettono il gusto dell’epoca per la grandiosità controllata. Gli interni, completati sotto von Firmian, sfoggiano affreschi, stucchi e decorazioni che creano un’atmosfera di lusso raffinato, tipica delle residenze principesche del Settecento.

I giardini, elemento imprescindibile di ogni dimora barocca, hanno subito una notevole evoluzione. Inizialmente concepiti con la simmetria e la teatralità tipiche del Barocco, furono poi trasformati in un parco all’inglese nel tardo XVIII secolo, con sentieri sinuosi, boschetti e vedute pittoresche che invitavano alla contemplazione e alla passeggiata. Le successive estensioni, come quelle volute dall’arciduca Ludovico Vittorio su progetto di Heinrich von Ferstel, hanno ulteriormente arricchito il complesso, pur mantenendo un dialogo rispettoso con lo stile originale.

Un dettaglio architettonico di particolare interesse storico sono le già menzionate statue in arenaria aggiunte durante il periodo nazista. Queste sculture, pur non integrandosi stilisticamente con l’estetica barocca, rappresentano una stratificazione storica tangibile, un monito silenzioso di un’epoca che ha lasciato il segno anche sulle pietre di Klessheim.

Schloss Klessheim Oggi: Tra Gioco, Storia e Splendore

Oggi, Schloss Klessheim offre ai suoi visitatori un’esperienza unica, in cui la magnificenza storica si fonde con il fascino contemporaneo. Dal 1993, le sue sale ospitano il Casinò di Salisburgo, un luogo che ha saputo valorizzare l’ambiente storico senza snaturarlo. I visitatori sono accolti in un’atmosfera elegante, dove elementi barocchi si combinano armoniosamente con un design moderno e sofisticato. Giocare alla roulette o al blackjack in una sala che ha visto principi, imperatori e figure storiche di calibro mondiale, aggiunge un tocco di esclusività all’intrattenimento.

Ma Klessheim non è solo un casinò. È un monumento vivente, un luogo dove la storia può essere respirata in ogni angolo, dai giardini che invitano a passeggiate meditative, agli interni che raccontano storie di potere, arte e destini incrociati. È un’opportunità per immergersi nella ricchezza culturale di Salisburgo, scoprendo un gioiello architettonico che ha saputo reinventarsi pur conservando intatta la sua anima. Un’esperienza che delizia non solo gli amanti del gioco, ma anche e soprattutto gli appassionati di storia e architettura, offrendo uno sguardo privilegiato su un passato glorioso e, a tratti, controverso.