Dalla funicolare a fune alla tranvia elettrica
La linea che collega Sassi, ai margini di Torino, alla collina di Superga aprì il 27 aprile 1884, in coincidenza con l’Esposizione Generale Italiana di quell’anno. Fu costruita come funicolare con sistema Agudio, la prima linea del suo genere, in cui un cavo d’acciaio disposto lungo il binario azionava ruote dentate sulle vetture per gestire la forte pendenza. Inizialmente a vapore, divenne rapidamente un punto fermo della vita torinese, portando residenti e visitatori fino alla basilica e alle sue vedute sulla città.
Nei primi del Novecento il vecchio sistema a fune era ormai datato, e la linea chiuse nell’autunno del 1934 per un rifacimento completo. Riaprì il 16 aprile 1935 come tranvia elettrica a cremagliera, sostituendo il meccanismo a fune e contrappesi con una rotaia centrale dentata e trazione elettrica, una tecnologia più affidabile per lo stesso terreno scosceso. Parte del materiale rotabile originale fu adattato e mantenuto in servizio durante la conversione, così che il carattere distintivo della linea sopravvisse al cambio di tecnologia.
La salita della collina
Il percorso copre 3,1 chilometri e sale di 425 metri di dislivello, con una pendenza massima del 21 per cento nel tratto più ripido. Una rotaia centrale dentata, posta tra le due rotaie convenzionali, ingrana con una ruota dentata sotto il tram, offrendo l’aderenza necessaria per salire e scendere in sicurezza su pendenze troppo ripide per le ferrovie ad aderenza ordinaria. Le stazioni di Sassi e di Superga mantengono uno stile semplice e funzionale, coerente con l’architettura delle prime ferrovie di montagna, e le vetture restaurate, con le loro rifiniture in legno, conservano ancora qualcosa dell’aspetto della linea di inizio Novecento.
L’arrivo alla Basilica di Superga
La linea termina accanto alla Basilica di Superga, progettata dall’architetto Filippo Juvarra e costruita tra il 1717 e il 1731 per Vittorio Amedeo II di Savoia. La sua cupola si ispira al lavoro di Michelangelo per San Pietro a Roma, e la chiesa serve dal XVIII secolo come luogo di sepoltura della Casa Savoia, la cui cripta reale custodisce le tombe di duchi e, in seguito, re della dinastia. La parete posteriore della basilica segna anche il luogo del disastro aereo del 1949 in cui perse la vita la squadra di calcio del Grande Torino, una tragedia tuttora commemorata sul posto.
Il viaggio oggi
La salita da Sassi resta in funzione sia come trasporto pubblico sia come percorso panoramico, offrendo ai passeggeri una lenta ascesa attraverso il versante boscoso della collina con vedute che si allargano su Torino, sui fiumi Po e Dora e, nelle giornate limpide, sulle Alpi oltre la città. La combinazione di una ferrovia a cremagliera storica ancora funzionante e la basilica al suo capolinea rende questa linea uno degli accessi più caratteristici a un monumento collinare in tutta la regione.
A più di 140 anni dalla sua apertura come funicolare a vapore, la linea resta una delle poche ferrovie a cremagliera storiche d’Italia ancora in servizio regolare, un caso raro in cui un mezzo di trasporto ottocentesco continua a svolgere una funzione pratica oltre che turistica.