Wachau Castello

Burg Oberranna

Immerso nel cuore del suggestivo Wachau, a breve distanza dalla pittoresca Spitz an der Donau e adagiato sulle ripide pendici della Mühltal, si erge il Burg Oberranna.

Descrizione Storica

Immerso nel cuore del suggestivo Wachau, a breve distanza dalla pittoresca Spitz an der Donau e adagiato sulle ripide pendici della Mühltal, si erge il Burg Oberranna. Questa imponente sentinella di pietra, le cui radici affondano profondamente nel Medioevo, non è solo una testimonianza silente di secoli di storia, ma anche un luogo dove il passato e il presente si fondono armoniosamente, offrendo un’esperienza unica ai suoi visitatori. Un tempo roccaforte difensiva e dimora nobiliare, oggi Oberranna accoglie i suoi ospiti come una pensione raffinata, custode di un patrimonio architettonico e narrativo di inestimabile valore.

Un Viaggio Attraverso i Secoli: La Storia di Burg Oberranna

Le origini di Burg Oberranna sono avvolte nel velo del tempo, tanto da precedere le prime menzioni documentate. Si stima che la sua esistenza risalga a ben prima del 1070, anno che segna un punto di svolta cruciale: l’acquisizione della proprietà e dell’intera area di Ranna da parte dei potenti signori di Grie. Furono loro i primi a fregiarsi del nome “von Ranna” o “von Rannah”, adottando come simbolo araldico un fiero grifone d’oro su campo nero, emblema della loro nobile discendenza bavarese, giunta in queste terre al seguito dei conti di Formbach di Rotgau.

La storia del castello si arricchisce di episodi degni di una saga medievale. Tra i primi e più noti rappresentanti di questa stirpe vi fu Waldo von Reun, successore di Pellegrino von Grie-Rauhnah. La sua vicenda è un intrico di fede, eredità e potere: gravemente malato, Waldo dispose che le sue proprietà fossero devolute al sovrano, il Principe Conte Leopoldo III il Santo. Contro ogni aspettativa, si riprese miracolosamente e, in seguito al suo matrimonio, decise di modificare il testamento a favore della moglie e della figlia. Leopoldo III, non disposto a rinunciare a quanto riteneva suo di diritto, convocò un processo presso la sua residenza, il Castello di Gars, dove la disputa si risolse a suo favore. Alla morte di Waldo, Leopoldo assegnò parte dei beni alla sorella Gerbirg, la quale, trasferendosi a Ranna e Purk nel 1120, non solo occupò il castello ma commissionò anche la costruzione di una chiesa fortificata in stile romanico, un gioiello architettonico che ancora oggi testimonia quell’epoca.

Tuttavia, il destino delle proprietà di Ranna era lungi dall’essere definitivo. Nello stesso 1120, un’altra assemblea giudiziaria a Gars vide Pellegrino II, figlio di Pellegrino I, riuscire a recuperare il possesso del castello, segnando il ritorno della stirpe originaria. Seguì un lungo intervallo di oltre un secolo, durante il quale le cronache tacciono, lasciando spazio all’immaginazione.

La narrazione riprende con vigore nel 1370, con il matrimonio tra Agnes von Ranna e Ulrich von Neidegg. Questa unione non fu solo un legame sentimentale, ma un’alleanza strategica che diede vita a un nuovo stemma, combinando il grifone dei Ranna-Grie con tre conchiglie rosse su sfondo argenteo dei Neidegger. Fu il figlio di questa unione, Hans von Neidegg, a consolidare il dominio della sua famiglia su Ranna, un’egemonia che si estese per un lungo periodo. Nel 1560, Georg von Neidegg promosse un’importante opera di ampliamento, conferendo al castello la forma e le dimensioni che in gran parte ammiriamo ancora oggi. I Neidegger, spesso ricoprendo cariche di rilievo, furono figure centrali nella regione fino all’ultimo membro menzionato, Jonas, nel 1617.

Con il XVII secolo, Burg Oberranna entrò in un periodo di rapidi cambiamenti di proprietà, passando di mano in mano tra diverse famiglie nobiliari. Alla fine del XVIII secolo, il castello giunse persino in possesso della famiglia imperiale austriaca, un segno della sua perdurante importanza. Il XX secolo portò ulteriori trasformazioni: nel 1901, l’Abbazia di Göttweig acquisì significative porzioni della tenuta, mentre nel 1905 il Barone Hammerstein divenne il nuovo proprietario del castello. La sua morte, tuttavia, segnò un triste capitolo: la vedova, l’attrice Anny Diekens, si trovò in difficoltà economiche e fu costretta a vendere pezzo dopo pezzo l’arredamento, arrivando persino a cedere l’altare della chiesa del cast