Una villa acquisita, poi trasformata dagli affreschi
Villa Valmarana ai Nani sorge in campagna ai margini di Vicenza, vicino alla città il cui volto urbano fu plasmato nel Cinquecento dall’architetto Andrea Palladio. L’edificio principale risale alla metà del Seicento; la famiglia Valmarana, casata nobile vicentina, acquisì la proprietà nel 1720. Fu Giustino Valmarana a commissionare, decenni dopo, la decorazione che rese celebre la villa, incaricando Giambattista Tiepolo e il figlio Giandomenico di affrescarne gli interni in un’intensa campagna di lavoro nel 1757, una commissione che portò il più richiesto pittore decoratore dell’epoca in una villa suburbana relativamente modesta piuttosto che in un grande palazzo cittadino.
La leggenda dei nani
Il nome della villa, “ai Nani”, deriva da una serie di statue in pietra raffiguranti nani che corrono lungo il muro di cinta. Secondo una leggenda locale, la figlia della famiglia, affetta da nanismo, veniva tenuta entro i confini della proprietà per proteggerla dal mondo esterno, e le statue di nani furono collocate intorno alla tenuta perché non si sentisse sola nella propria statura; quando un principe entrò nel giardino e la giovane comprese la propria condizione, si sarebbe gettata da una torre per la disperazione, e le statue si sarebbero pietrificate per il dolore. La vicenda non è storicamente verificata, ma resta strettamente associata alla villa e alle sue sculture, ed è raccontata a quasi ogni visitatore che costeggia il muro prima di raggiungere l’ingresso. Le statue, diciassette in tutto, erano in origine disperse nel parco come nani da giardino e furono in seguito allineate sul muro di cinta, dove si trovano ancora oggi. Il viale d’accesso alla villa prosegue verso est lungo una stradina non asfaltata che conduce, a poche centinaia di metri, alla Rotonda di Palladio, anch’essa proprietà di un altro ramo della famiglia Valmarana e aperta al pubblico.
Due pittori, due edifici
La villa comprende due edifici: la Palazzina, residenza principale, e la Foresteria, costruita per ospitare gli ospiti. Nella Palazzina, Giambattista Tiepolo dipinse grandi scene mitologiche e letterarie tratte dall’Iliade, dall’Eneide, dall’Orlando Furioso e dalla Gerusalemme Liberata, utilizzando una prospettiva illusionistica per aprire le sale su visioni di eroi e divinità. Nella Foresteria, il figlio Giandomenico lavorò in un registro più intimo e quotidiano, dipingendo scene di feste popolari, figure della Commedia dell’Arte e cineserie; la Stanza dei Pagliacci e la Stanza del Carnevale sono tra le più note di queste sale, offrendo un contrasto marcato con il registro epico della Palazzina e mostrando la varietà di una stessa famiglia di artisti al lavoro fianco a fianco sotto un unico tetto.
Villa Valmarana ai Nani oggi
La villa resta di proprietà della famiglia Valmarana ed è aperta al pubblico, permettendo ai visitatori di vedere entrambi i cicli di affreschi uno accanto all’altro. Oltre agli interni affrescati, i giardini all’italiana e il parco circostante offrono vedute su Vicenza e sul vicino Santuario di Monte Berico, e la villa continua a ospitare eventi culturali, concerti e mostre, mantenendo i due cicli di affreschi in uso attivo invece che come semplice esposizione museale sigillata.