Il Casino de la Vallée è una delle case da gioco più grandi e prestigiose d’Europa. Immersa nella cornice di Saint-Vincent e circondata da quattro delle più alte montagne del continente — il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino e il Gran Paradiso — la struttura si contraddistingue per la sua posizione privilegiata nel cuore della Valle d’Aosta, a soli 90 km da Torino e 150 km da Milano.
Le Origini Termali: dalla “Fons Salutis” ai Reali di Savoia
L’inizio delle fortune turistiche della cittadina valdostana ha origini molto antiche e una data precisa: 20 luglio 1770. Quel giorno l’abate Jean-Baptiste Perret, appassionato di chimica e mineralogia, scoprì una sorgente d’acqua dalle virtù terapeutiche. Le analisi confermarono le aspettative del prelato e la “Fons Salutis” divenne un richiamo per i villeggianti.
Durante le estati dal 1827 al 1829 la regina Maria Teresa, moglie di Vittorio Emanuele I di Sardegna, e le sue tre figlie seguirono la cura termale soggiornando al castello Challant della vicina Châtillon. Da allora l’alta società dell’Italia settentrionale cominciò a frequentare Saint-Vincent. Nel 1850 la casa parrocchiale ospitò Silvio Pellico, venuto a rimettersi dopo la prigionia nello Spielberg. Nel 1898 la regina Margherita di Savoia apprezzò le virtù terapeutiche della sorgente e la cittadina venne ribattezzata “la Karlsbad italiana”.
Il Primo Tavolo da Roulette
Nel 1921 il sindaco Elia Page chiese al Sotto Prefetto di Aosta il permesso di aprire un tavolo di roulette per i mesi estivi. Nel salone del Kursaal si iniziò a giocare soldi, e a settembre l’amministrazione riuscì a saldare interamente i debiti contratti per i lavori del canale della montagna. Quel primo esperimento avrebbe cambiato per sempre il destino di Saint-Vincent.
Il Decreto del 1946 e l’Apertura Ufficiale
Alla fine della Seconda guerra mondiale il Comitato di Liberazione Nazionale nominò nuovamente sindaco Elia Page. Il 6 novembre 1945, Page scrisse al Ministro degli Interni chiedendo la concessione per l’esercizio dei giochi d’azzardo in forma esclusiva per la Valle d’Aosta. Nonostante la legge italiana proibisse espressamente il gioco d’azzardo, il Presidente Federico Chabod emanò il 3 aprile 1946 il decreto d’apertura del Casinò de la Vallée, appoggiandosi all’art. 12 del decreto legge luogotenenziale n. 545 del 7 settembre 1945 che concedeva l’Autonomia alla Valle d’Aosta. Una forzatura, senz’altro, ma anche un colpo da maestro.
“Messieurs, Faites Vos Jeux”: La Prima Serata
Alle 21 precise del 29 marzo 1947 il capo tavolo Robert Semeghini diede il fatidico annuncio: “Messieurs, faites vos jeux”. I primi tre clienti — un industriale tessile biellese, un avvocato casalese e un commerciante di Torino — annunciarono le loro puntate. Gettoni bianchi da 100 lire e rossi da 200 andarono a infiorare il tappeto verde. L’impiegato Antonio Rolleri prese la pallina d’avorio, diede al cilindro della roulette una spinta in senso orario e avviò la sfera. Dopo alcuni giri, la pallina si fermò sul numero nove. “Neuf, rouge, impair et manque”: la casa da gioco aveva cominciato ufficialmente a portare benessere alla Valle d’Aosta.
Il Casinò Oggi: Grande Hotel, Spa e Sale da Gioco
Oggi il Saint-Vincent Resort & Casino è un complesso integrato che comprende oltre alle sale da gioco anche il Grand Hotel Billia, ristoranti stellati, un centro congressi e il Parc Hotel Billia. La sala principale ospita decine di tavoli di roulette francese, roulette americana, black jack, chemin de fer, punto banco e poker, affiancati da oltre 400 slot machine. Un’istituzione che unisce la tradizione termale dell’Ottocento con l’offerta ludica contemporanea, in uno scenario alpino unico al mondo.