Carlo Alberto di Savoia
Foto: Ferdinando Cavalleri · Public domain · Wikimedia Commons

Carlo Alberto di Savoia

Re di Sardegna, concesse lo Statuto Albertino

Nato: 2 ottobre 1798 Morto: 28 luglio 1849

Re di Sardegna dal 1831 al 1849, concesse lo Statuto Albertino e guidò il Piemonte nella Prima guerra d'indipendenza; noto come il Re Tentenna.

Carlo Alberto di Savoia-Carignano (Torino, 2 ottobre 1798 – Oporto, 28 luglio 1849) fu re di Sardegna dal 1831 al 1849. Concesse lo Statuto Albertino e guidò il Piemonte nella Prima guerra d’indipendenza contro l’Austria; per la sua indole incerta fu soprannominato “Re Tentenna”.

Perché Carlo Alberto è chiamato “Re Tentenna”

Il soprannome nacque nel 1821, quando Carlo Alberto, allora principe di Carignano, si mostrò inizialmente favorevole ai moti carbonari che chiedevano una Costituzione a Vittorio Emanuele I, per poi ritirare rapidamente il proprio appoggio, lasciando i rivoltosi senza guida. Da quella oscillazione tra sostegno e ritrattazione derivò il nomignolo “Re Tentenna”, che lo accompagnò per il resto della vita.

Origini e formazione tra Torino e la Francia

Nato a Torino, nel Palazzo Carignano, il 2 ottobre 1798, apparteneva al ramo cadetto dei Savoia, quello di Carignano. Trascorse gran parte dell’infanzia e della giovinezza in Francia durante il periodo napoleonico, un’esperienza che lo espose a ideali liberali in contrasto con l’ambiente conservatore della corte sabauda.

Dai moti del 1821 alla spedizione di Spagna

Dopo l’episodio del 1821, forse per riabilitarsi agli occhi della fazione conservatrice, nel 1823 partecipò alla spedizione legittimista in Spagna, schierandosi contro i liberali spagnoli.

L’ascesa al trono e i primi anni di regno conservatore

Nel 1831, alla morte dello zio Carlo Felice senza eredi diretti, Carlo Alberto divenne re di Sardegna. I primi anni di regno furono improntati a una politica conservatrice, in continuità con gli ambienti legittimisti europei.

Le riforme legali prima del 1848

Nonostante l’impostazione conservatrice dei primi anni di regno, Carlo Alberto promosse anche alcune riforme amministrative e legali: promulgò un nuovo codice civile il 20 giugno 1837 e un codice penale il 26 ottobre 1839, seguiti nel 1842 dai codici di commercio e di procedura penale. Istituì inoltre un Consiglio di Stato di quattordici membri, abolì la tortura e la confisca dei beni dei condannati, e ridusse i dazi doganali su grano, carbone, tessuti e metalli per favorire i commerci. Al tempo stesso represse con durezza le associazioni legate a Giuseppe Mazzini, negando qualunque clemenza ai condannati per attività rivoluzionarie, al punto che gli ambasciatori di Francia e Gran Bretagna a Torino protestarono ufficialmente per la severità delle condanne.

Lo Statuto Albertino (4 marzo 1848)

Il fervore rivoluzionario del 1848 spinse Carlo Alberto a una svolta: il 4 marzo 1848 concesse lo Statuto Albertino, una carta costituzionale che, pur mantenendo ampi poteri al sovrano, introduceva principi liberali fondamentali. Restò la legge fondamentale del Regno di Sardegna e poi del Regno d’Italia fino al 1947.

La Prima guerra d’indipendenza e la sconfitta

Sull’onda delle Cinque giornate di Milano, Carlo Alberto guidò le truppe piemontesi contro l’Austria nella Prima guerra d’indipendenza. Abbandonato da alleati come papa Pio IX e Ferdinando II di Borbone, subì pesanti sconfitte a Custoza nel 1848 e, dopo un secondo tentativo, a Novara il 23 marzo 1849, di fronte alle forze del maresciallo austriaco Josef Radetzky.

L’abdicazione e la morte in esilio

Il giorno stesso della disfatta di Novara, il 23 marzo 1849, abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II. Morì pochi mesi dopo, il 28 luglio 1849, in esilio a Oporto, in Portogallo, senza fare più ritorno in Piemonte.

L’eredità: “Italo Amleto”

Il poeta e premio Nobel Giosuè Carducci lo definì “Italo Amleto” per la sua natura enigmatica e combattuta. Nonostante le incertezze e la sconfitta militare, la concessione dello Statuto Albertino resta il suo lascito più duraturo, un passo decisivo verso l’unificazione che il figlio Vittorio Emanuele II avrebbe poi portato a compimento, e che il nipote Vittorio Emanuele III avrebbe ereditato decenni più tardi.

Carlo Alberto e il Palazzo Carignano

Il Palazzo Carignano di Torino, dove Carlo Alberto nacque nel 1798, resta legato al nome della famiglia Savoia-Carignano, il ramo cadetto della dinastia sabauda a cui apparteneva; l’edificio sarebbe in seguito diventato anche sede del primo Parlamento del Regno d’Italia.