Alfredo Ildefonso Schuster
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Alfredo Ildefonso Schuster

Arcivescovo di Milano dal 1929 al 1954, beatificato nel 1996

Nato: 18 gennaio 1880 Morto: 30 agosto 1954

Monaco benedettino nato a Roma, Alfredo Ildefonso Schuster fu arcivescovo di Milano dal 1929 fino alla morte, nel 1954, e fu beatificato da Giovanni Paolo II nel 1996.

Dalle origini romane alla vita benedettina

Alfredo Ildefonso Schuster nacque a Roma il 18 gennaio 1880, figlio di un sarto bavarese e di una madre originaria della zona del Renon, presso Bolzano. Entrò nell’Ordine di San Benedetto il 13 novembre 1898, assumendo il nome religioso di Ildefonso, e professò i voti monastici nel 1900. Fu ordinato sacerdote il 19 marzo 1904 nella Basilica di San Giovanni in Laterano, per mano del cardinale Pietro Respighi. La sua carriera nell’ordine benedettino proseguì con regolarità: il 6 aprile 1918 fu eletto abate della Basilica di San Paolo fuori le Mura, un incarico di grande rilievo che mantenne per oltre un decennio, prima del trasferimento a Milano.

Arcivescovo di Milano

Il 26 giugno 1929 Papa Pio XI nominò Schuster arcivescovo di Milano, succedendo a Eugenio Tosi. Fu creato cardinale nello stesso anno e consacrato vescovo dallo stesso Pio XI nella Cappella Sistina il 21 giugno 1929, assumendo la guida di una delle diocesi più grandi e influenti d’Italia. Nel corso del quarto di secolo successivo si distinse per un’intensa attività di visite pastorali in tutta la diocesi, per la promozione della formazione religiosa del clero e per la riorganizzazione dei seminari milanesi, un impegno che portò avanti insieme ai suoi interessi di studioso, coltivati fin dagli anni da abate benedettino.

Gli anni della guerra

Il sostegno iniziale di Schuster al governo fascista mutò dopo il 1938, quando l’annessione dell’Austria e l’introduzione delle leggi razziali in Italia irrigidirono la sua opposizione alla direzione presa dal regime. Il 25 aprile 1945, negli ultimi giorni di guerra in Italia, ospitò nella residenza arcivescovile un incontro tra i rappresentanti della Resistenza e Benito Mussolini, nel tentativo di negoziare una tregua mentre il governo fascista crollava attorno a Milano. Negli anni del dopoguerra parlò pubblicamente dei pericoli dei regimi totalitari, portando la testimonianza diretta dei due decenni precedenti.

Beatificazione e morte

Schuster morì il 30 agosto 1954, a 74 anni, a Venegono Inferiore, sede del seminario alla cui fondazione aveva contribuito, e fu sepolto nel Duomo di Milano. Fu beatificato da Papa Giovanni Paolo II in una cerimonia svoltasi in Piazza San Pietro il 12 maggio 1996, dopo il riconoscimento di un miracolo legato alla guarigione di una suora affetta da un grave glaucoma.

Luoghi legati alla sua vita

La biografia di Schuster è legata a luoghi precisi. A Roma, la Basilica di San Paolo fuori le Mura segnò la sua formazione monastica e il suo servizio come abate; la Basilica di San Giovanni in Laterano ospitò la sua ordinazione sacerdotale; la Cappella Sistina, in Vaticano, fu la sede della sua consacrazione episcopale. A Milano, il Duomo fu il centro del suo ministero arcivescovile per venticinque anni e ne custodisce oggi la tomba, meta di pellegrinaggio legata direttamente alla sua beatificazione.

Eredità

La beatificazione di Schuster ha confermato una reputazione costruita nel corso di un lungo episcopato: quella di un monaco benedettino colto, capace di unire la riforma amministrativa della propria diocesi a una presa di posizione sempre più pubblica contro la politica totalitaria del suo tempo. La sua tomba nel Duomo di Milano resta un punto di riferimento per chi ne ricorda tanto gli anni difficili della guerra quanto i decenni precedenti di studio monastico a Roma.