Il Giovane Irrequieto e la Nascita di una Vocazione
Nato ad Asti nel 1749 da nobile famiglia, Alfieri visse un’infanzia segnata da un’educazione rigida e da un senso di soffocamento che alimentò la sua indole ribelle. I suoi celebri viaggi in Europa, intrapresi con lo spirito del “gran tour”, lungi dal placare la sua irrequietezza, acuirono un profondo senso di *tedio* e di disillusione verso le corti e le convenzioni sociali dell’epoca. Fu proprio in questo peregrinare, in questa ricerca di un senso, che si manifestò in lui un’avversione quasi fisica per ogni forma di tirannide e una crescente consapevolezza della propria “virtù”. La sua vocazione letteraria, inizialmente confusa e tormentata, si cristallizzò intorno al 1775, quando decise di dedicare la propria vita alla scrittura, rinnegando le agiatezze della sua condizione nobiliare per abbracciare l’impegno intellettuale e morale.
Il Tragediografo della Libertà e delle Passioni
L’essenza del genio alfieriano si manifesta appieno nelle sue tragedie, vere e proprie architetture drammatiche concepite per scuotere le coscienze. Con una scrittura scabra, energica e potente, Alfieri ridusse il numero dei personaggi e degli atti, focalizzando l’azione sul conflitto psicologico e morale. Il suo teatro è un’arena dove si scontrano titaniche volontà, dove l’individuo, animato da una *virtù* indomita, sfida il *potere* oppressivo, sia esso incarnato da un tiranno politico o da un destino avverso. Tragedie come il Filippo, dove il tiranno incarna la negazione di ogni libertà e affetto, o il Mirra, capolavoro di scavo psicologico sulla passione incestuosa e il tormento interiore, dimostrano la sua maestria. Ma è con il Saul che Alfieri raggiunge forse l’apice,描绘 un re