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Nuovo Circolo Degli Scacchi

Dal 1916, Palazzo Rondanini sul Corso ospita il Nuovo Circolo degli Scacchi: uno dei più esclusivi cenacoli aristocratici di Roma, nato dall'unione di due storiche istituzioni.

Descrizione Storica

Al civico 518 di Via del Corso, dove la maestosa arteria romana si prepara a sfociare in Piazza del Popolo, la facciata di Palazzo Rondanini si impone con la sua sobria eleganza tardo-barocca. Dietro il suo portone, protetto da una discreta targa marmorea, si cela dal 1916 uno dei salotti più esclusivi e storici della capitale: il Nuovo Circolo degli Scacchi, un’istituzione che è testimone e protagonista di oltre un secolo di storia italiana.

Le Origini: Due Circoli, una Tradizione

La nascita del Nuovo Circolo degli Scacchi, ufficializzata nel 1916, non fu una fondazione ex novo, ma la sintesi strategica di due mondi fino ad allora separati. Da un lato vi era il prestigioso Circolo degli Scacchi, fondato nel 1872 dal Principe Don Giulio Torlonia, roccaforte dell’aristocrazia “nera”, quella legata al Papato e rimasta fedele alla Santa Sede dopo la breccia di Porta Pia. Dall’altro, il più recente Nuovo Circolo, sorto nel 1906 per volontà dell’aristocrazia “bianca” e della nuova élite borghese, vicine invece a Casa Savoia e al Regno d’Italia.

La fusione rappresentò un evento di grande portata simbolica: il superamento delle divisioni post-unitarie e la creazione di un unico, grande sodalizio per l’intera classe dirigente romana. Il nome stesso, “Nuovo Circolo degli Scacchi”, fu un omaggio a entrambe le anime fondatrici, unendo la modernità del “Nuovo” alla tradizione nobiliare degli “Scacchi”.

Palazzo Rondanini: Scrigno Barocco sul Corso

La scelta di Palazzo Rondanini come sede definitiva consacrò il prestigio del sodalizio. Edificato su progetto di architetti del calibro di Alessandro Dori e Carlo Rainaldi, il palazzo è un magnifico esempio di architettura tardo-barocca. I suoi interni custodiscono un patrimonio artistico di inestimabile valore: saloni affrescati, soffitti a cassettoni, stucchi dorati e arredi d’epoca creano un’atmosfera sospesa nel tempo, un rifugio di quiete e bellezza nel caos del centro cittadino.

Tra gli ambienti più celebri spiccano la sontuosa Sala da Biliardo, con le sue imponenti boiserie e i tavoli storici, e la preziosa Biblioteca. Quest’ultima non è un semplice locale di lettura, ma un vero e proprio archivio della cultura e del costume, che conserva migliaia di volumi, alcuni dei quali rari, e collezioni complete di periodici storici, offrendo uno spaccato unico sulla vita sociale dal tardo Ottocento a oggi.

Un Secolo di Vita Sociale e Culturale

Per tutto il Novecento, le sale del Circolo sono state il palcoscenico discreto della vita politica, economica e culturale di Roma e d’Italia. Lontano dai clamori della cronaca, tra una partita a bridge e una discussione letteraria, qui si sono incontrati aristocratici, diplomatici, intellettuali, alti funzionari e capitani d’industria. Il Circolo divenne il “salotto buono” per eccellenza, un cenacolo riservato dove si stringevano alleanze, si coltivavano relazioni e si commentavano i grandi eventi della storia.

La sua atmosfera ovattata ha garantito la privacy necessaria a generazioni di soci, facendone un punto di riferimento insostituibile per l’élite nazionale. Essere ammessi al Nuovo Circolo degli Scacchi non significava solo accedere a un luogo esclusivo, ma entrare a far parte di una tradizione di eleganza, cultura e potere.

Il Circolo Oggi

Pur mantenendo intatto il suo carattere di esclusività e il profondo legame con la tradizione, il Nuovo Circolo degli Scacchi è oggi un’istituzione viva e dinamica. La sua storica Biblioteca continua a essere un punto di riferimento per studiosi e soci, mentre il suo rinomato restaurant offre un’esperienza culinaria di altissimo livello. Il calendario è animato da un fitto programma di eventi culturali: concerti, conferenze, presentazioni di libri e mostre d’arte. E, naturalmente, non manca l’attività che gli dà il nome: i tornei di scacchi, che ancora oggi riuniscono appassionati e maestri in un omaggio costante alla nobile arte che ispirò i suoi fondatori.