Un teatro per un’accademia
Il Teatro Bibiena di Mantova, ufficialmente Teatro Scientifico dell’Accademia Virgiliana, fu costruito per l’Accademia Virgiliana cittadina, allora ancora nota come Accademia dei Timidi, per ospitare sotto un unico tetto lezioni scientifiche, concerti e incontri letterari. Il progetto fu affidato ad Antonio Galli da Bibbiena, membro della nota dinastia bolognese di architetti e scenografi il cui lavoro aveva già plasmato teatri in tutta Europa. La costruzione si svolse tra il 1767 e il 1769, e l’edificio aprì ufficialmente il 3 dicembre 1769.
Una sala a pianta campanulata
Bibbiena diede al teatro una pianta a forma di campana, una scelta inconsueta per l’epoca pensata per unire una forte acustica a una buona visibilità da ogni ordine di posti, un netto scostamento rispetto alla pianta a ferro di cavallo più comune nei teatri d’opera italiani del periodo. Quattro ordini di palchi lignei si innalzano attorno alla sala, decorati con intagli raffinati e inseriti in un interno che unisce gli ornamenti del tardo barocco alla sobrietà nascente del primo neoclassicismo. Questa disposizione è stata accreditata di aver dato alla sala la sua fama di acustica eccezionale, una qualità legata direttamente ai materiali e alle proporzioni scelte da Bibbiena.
La visita di un giovane Mozart
Poche settimane dopo l’inaugurazione, il 16 gennaio 1770, il teatro ospitò un concerto del tredicenne Wolfgang Amadeus Mozart, già affermato come giovane prodigio in tournée dopo anni di esibizioni nelle corti d’Europa insieme al padre e alla sorella. Il padre Leopold, scrivendo del teatro in seguito, lo giudicò tra i più belli del suo genere che avesse mai visto, un elogio significativo da parte di un musicista che, a quel punto, aveva già girato molte delle sale da concerto e dei teatri d’opera più importanti del continente. L’esibizione resta l’episodio singolo più noto della storia del teatro, legandolo in modo permanente alla giovane carriera di Mozart anche se il suo soggiorno a Mantova fu breve.
Un interno ben conservato
L’interno è cambiato relativamente poco dal Settecento. Alcune modifiche esterne furono realizzate nel corso dell’Ottocento, adattando l’aspetto esteriore dell’edificio al mutare del gusto architettonico, ma la sala vera e propria, i suoi palchi, le decorazioni e il palcoscenico sopravvivono vicini alla loro forma originaria, permettendo ai visitatori odierni di vedere pressoché lo stesso spazio in cui si esibì Mozart.
Il Teatro Bibiena oggi
Il teatro resta in uso attivo anziché funzionare solo come reperto storico. Ospita regolarmente concerti di musica classica, convegni accademici e cerimonie formali, proseguendo quella combinazione di studio e spettacolo che ne caratterizzò lo scopo originario di sede tanto per le lezioni quanto per la musica. Le visite al Teatro Bibiena danno accesso a un raro interno teatrale settecentesco rimasto in gran parte intatto, e il suo ruolo ancora attivo come sala da concerto lo mantiene legato alla stessa istituzione accademica per cui fu costruito più di due secoli e mezzo fa, con l’Accademia Virgiliana tuttora associata all’edificio.
Il nome con cui il teatro è oggi conosciuto, “Bibiena”, richiama direttamente il suo architetto, mentre la denominazione ufficiale, Teatro Scientifico, conserva il ricordo dello scopo originario dell’edificio come sede tanto per la scienza quanto per la musica.