Perché i casinò storici d'Europa sono dove sono
Un divieto generale e poche eccezioni scritte città per città: la mappa dei casinò storici è la mappa delle deroghe.
Nel 1806 Napoleone vieta il gioco d'azzardo pubblico in tutto l'Impero.
Il 24 giugno 1806 un decreto imperiale francese proibisce le case da gioco pubbliche su tutto il territorio controllato da Napoleone. È il punto di partenza della legislazione europea moderna sul gioco: la regola è il divieto. Delle sedi raccolte nella tabella, in quell'anno ne resta attiva una sola, a Spa; il Ridotto di Venezia era già stato chiuso nel 1774. Quasi ogni casinò storico visitabile oggi nasce da un'eccezione scritta a questa regola.
L'art. 4 esenta le città d'acque: nasce il modello del casinò termale.
Lo stesso decreto del 1806 prevede, all'articolo 4, un'eccezione: nei luoghi con acque minerali il gioco resta ammesso «durante la sola stagione delle acque», oltre che a Parigi. Spa, dove La Redoute apre nel 1763 per iniziativa dei borgomastri Lambert Xhrouet e Gérard de Leau, è il prototipo di questo modello. Il casinò non nasce come attrazione autonoma, ma come servizio annesso alla cura termale, per trattenere i frequentatori delle acque.
Il Kurhaus di Baden-Baden ospita il gioco dal 1838; il divieto tedesco lo chiude nel 1872.
Nel 1838 il concessionario Jacques Bénazet porta il gioco nel Kurhaus di Baden-Baden, costruito nel 1824 su progetto di Friedrich Weinbrenner; gli interni vengono rinnovati fino al 1853. Qui l'eccezione termale vale fuori dalla Francia, nel Granducato di Baden. L'unificazione tedesca cambia il quadro: nel 1872 il nuovo Impero vieta le case da gioco su tutto il suo territorio. Baden-Baden chiude insieme a Wiesbaden e riapre solo nel 1933.
A Monte-Carlo il divieto francese non si applica: Monaco è un altro Stato.
Nel 1863 la Société des Bains de Mer, guidata da François Blanc, apre il casinò sulla collina che prenderà il nome di Monte-Carlo. Non si tratta di un'eccezione al divieto francese del 1836: il Principato di Monaco è uno Stato sovrano confinante con la Francia, fuori dalla giurisdizione di quella legge. L'edificio attuale, firmato da Charles Garnier, architetto dell'Opéra di Parigi, viene inaugurato tra il 1878 e il 1879.
L'Italia vieta il gioco ovunque; Sanremo ottiene la prima deroga nel 1927.
La legge penale italiana vieta l'esercizio del gioco d'azzardo su tutto il territorio nazionale. La prima deroga arriva con il Regio Decreto-Legge 22 dicembre 1927 n. 2448, «Provvedimenti a favore del comune di San Remo»: non una legge sul gioco, ma un provvedimento per il bilancio del Comune. Il Kursaal in stile Liberty, costruito nel 1905 su progetto di Eugène Ferret e fino ad allora privo di autorizzazione statale, diventa così una sala da gioco legale.
Campione, Venezia e Saint-Vincent ottengono ciascuno la propria deroga.
Campione, enclave italiana circondata dal territorio svizzero, ottiene il proprio decreto nel 1933, dopo una prima sala aperta nel 1917 e chiusa nel 1919. Venezia riceve nel 1936 l'estensione del decreto di Sanremo; dal 1946 la sede invernale è Ca' Vendramin Calergi. Saint-Vincent segue con un decreto del presidente della Valle d'Aosta, Federico Chabod, dell'aprile 1946, reso possibile dall'autonomia regionale; la sala apre il 29 marzo 1947. Quattro comuni, quattro provvedimenti separati.
Dal confine più vicino: Campione 0 km, Sanremo 20, Saint-Vincent 20, Venezia 104.
La pagina misura in linea d'aria, con la formula dell'ortodromia, la distanza di ogni sede italiana dal confine terrestre più vicino, sul tracciato di Natural Earth, e da un valico di riferimento: Ponte San Luigi per Sanremo, il traforo del Monte Bianco per Saint-Vincent, Gorizia per Venezia. Campione coincide con il confine. Sanremo e Saint-Vincent risultano alla stessa distanza da un confine, eppure le loro deroghe nascono da provvedimenti di natura diversa: la geografia da sola non le distingue.
Tolto il meccanismo dell'eccezione, l'Italia avrebbe zero casinò legali.
Se nessuno dei quattro decreti fosse stato firmato, il divieto penale varrebbe senza deroghe: in Italia nessuna sala da gioco legale, e le quattro sedi sulla mappa resterebbero edifici senza gioco. In Germania è accaduto davvero: fra il 1872 e il 1933, per 61 anni, il divieto imperiale senza eccezioni locali ha tenuto chiuso anche Baden-Baden. I casinò storici italiani esistono solo dove qualcuno ha scritto un'eccezione a un divieto generale.
Fonti
- Regio Decreto-Legge 22 dicembre 1927, n. 2448 (Normattiva)
- Regio Decreto-Legge 2 marzo 1933, n. 201 (Normattiva)
- Regio Decreto-Legge 16 luglio 1936, n. 1404 (Normattiva)
- Decreto Legislativo Luogotenenziale 7 settembre 1945, n. 545 (Gazzetta Ufficiale)
- Codice Penale, art. 718 (Brocardi)
- Treccani, «Gioco d'azzardo», Lessico del XXI secolo
- Pouvoirs (Cairn.info), storia del gioco in Francia e decreto del 1806
- Comune di Sanremo, storia del Casinò
- Kurhaus Baden-Baden, storia dell'edificio
- Société des Bains de Mer, storia (Monte-Carlo)
- Austria-Forum, Casinos Austria (fondazione 1934)
- Wikipedia, Casinò di Venezia
- Wikipedia, Casinò di Sanremo
- Wikipedia, Casinò di Campione
- Wikipedia, Kurhaus of Baden-Baden
- Wikipedia, Grand Hotel Billia
- Casinò di Campione, pagina «Storia»
- Casino de la Vallée, pagina «Storia»
- Natural Earth, Admin 0 Countries 1:50m e Admin 0 Boundary Lines 1:10m (dominio pubblico)