Campione d’Italia è una piccola exclave italiana sulla sponda orientale del Lago di Lugano, interamente circondata da territorio svizzero. Dal 1917 la sua vita pubblica è legata a un unico edificio: il Casinò di Campione d’Italia, chiuso, riaperto e ricostruito più volte in oltre cent’anni.
Il primo casinò, dal 1917 al 1933
Il Casinò Municipale originario aprì nel 1917, in piena Prima guerra mondiale, quando la particolare condizione di Campione, territorio italiano circondato dalla Svizzera, la rese un punto d’incontro utile e neutrale. Rimase attivo solo due anni, chiudendo il 19 luglio 1919. Il casinò non riaprì fino al 2 marzo 1933, in base a un decreto del governo italiano. Da allora operò per decenni sotto proprietà statale, gestito dal Comune, e i suoi proventi divennero la base finanziaria della città: Campione d’Italia non ha mai imposto tasse locali ai propri residenti, basandosi invece sui ricavi del casinò.
L’edificio di Mario Botta
Il casinò di inizio Novecento fu infine sostituito interamente. Il 9 maggio 2007 aprì un nuovo edificio, progettato dall’architetto svizzero Mario Botta, in prossimità del sito originario. Copre circa 55.000 metri quadrati su nove piani, con altri tre livelli interrati destinati al parcheggio, e la sua costruzione costò circa 193 milioni di franchi svizzeri complessivi. Il volume squadrato dell’edificio, illuminato di rosso di notte, ne fece uno dei punti di riferimento più visibili lungo la costa di Lugano. Le sue dimensioni, rilevanti rispetto a una città di meno di 2.000 abitanti, attirarono le critiche di alcuni osservatori come un’aggiunta sovradimensionata al paesaggio lacustre.
Fallimento e riapertura
Le finanze del casinò peggiorarono nel corso degli anni 2010. Il 27 luglio 2018 il Tribunale di Como dichiarò il fallimento della società di gestione, con debiti stimati intorno a 132 milioni di euro, di cui 22 milioni dovuti allo stesso Comune. La chiusura costò 109 posti di lavoro e mise in seria difficoltà finanziaria l’amministrazione comunale di Campione d’Italia, costringendola a tagli ai servizi pubblici. Dopo tre anni e mezzo di chiusura, l’edificio riaprì il 26 gennaio 2022, con circa 174 dipendenti richiamati.
Visitare oggi
Campione d’Italia si trova sulla sponda del lago di fronte a Lugano, raggiungibile su strada attraverso il territorio svizzero o in battello. L’edificio di Botta resta la struttura dominante della piccola città, con la sua sagoma squadrata visibile da gran parte della costa circostante. La sua storia dal 1917 a oggi è strettamente legata a quella di Campione d’Italia stessa: un’exclave italiana le cui finanze pubbliche hanno dipeso, tra guerre, chiusure e fallimenti, dalle sorti di un unico grande edificio sulla riva del lago.
L’exclave precede il casinò di secoli: Campione d’Italia divenne territorio italiano isolato attraverso una concessione medievale di terre e mantenne questo status anche quando i confini moderni tra Svizzera e Italia si consolidarono intorno a essa, restando dipendente da accordi con la Svizzera per strade, valuta e vita quotidiana ben prima dell’apertura del primo casinò. Anche oggi il territorio comunale resta inserito nel sistema doganale e stradale svizzero, un’anomalia geografica che continua a definire la vita quotidiana della città tanto quanto la presenza del casinò.