Il Burg Mauterndorf sorge su un colle roccioso sopra l’omonimo villaggio, nel distretto del Lungau, in Salisburghese, e controlla l’accesso al passo del Radstädter Tauern. La sua posizione ne fece un punto di controllo importante sulle vie commerciali che attraversavano le Alpi, in particolare per il trasporto di sale, ferro e oro.
Una roccaforte degli arcivescovi di Salisburgo
Il castello è documentato per la prima volta nel 1253, anno a cui risale la costruzione del suo maschio centrale. Fin dall’origine appartenne all’Arcivescovado di Salisburgo, che amministrava il Lungau circostante attraverso funzionari chiamati Pfleger, con sede proprio nel castello. I Pfleger esercitavano l’autorità civile, giudiziaria e militare per conto dell’arcivescovo, rendendo il castello tanto un centro amministrativo quanto una fortezza.
L’ampliamento sotto gli arcivescovi
Il castello fu ampliato nei secoli successivi, con importanti lavori nel XV secolo sotto gli arcivescovi Burkhard von Weißpriach e Leonhard von Keutschach. Fu quest’ultimo, in particolare, a trasformare la fortezza in una residenza più rappresentativa, aggiungendo la torre che porta ancora il suo nome, il Keutschacher Turm, che conferisce a Mauterndorf un ruolo insieme difensivo e di rappresentanza della ricchezza degli arcivescovi salisburghesi. La pianta irregolare del castello, plasmata dallo sperone roccioso di gneiss su cui sorge, unisce queste aggiunte tardogotiche e rinascimentali a tratti murari più antichi e sobri.
Il complesso comprendeva anche una cappella e diversi cortili interni, spazi che riflettono il duplice ruolo del castello come fortezza e come sede amministrativa. Le mura perimetrali, rinforzate a più riprese, seguono l’andamento irregolare dello sperone roccioso, mentre le finestre e i portali aggiunti in epoca tardogotica testimoniano il passaggio da una funzione puramente difensiva a un uso più rappresentativo, coerente con il ruolo degli arcivescovi come signori temporali oltre che spirituali del Lungau.
Il declino e la proprietà privata
L’importanza militare e amministrativa del castello diminuì dopo il XVI secolo, e nel XIX secolo l’edificio versava in cattivo stato di conservazione. Dopo le guerre napoleoniche, passò al possesso dello stato austriaco nel 1806, senza che questo ne fermasse il deterioramento. Nel 1894 il medico militare prussiano Hermann von Epenstein acquistò e restaurò l’edificio ormai fatiscente, un intervento che gli valse nel 1908 un piccolo titolo nobiliare dall’imperatore Francesco Giuseppe I. Alla morte di Epenstein, nel 1934, il castello passò infine al suo figlioccio, il gerarca nazista Hermann Göring. La proprietà tornò allo stato austriaco dopo la Seconda guerra mondiale, in seguito a una disputa legale, e nel 1968 il Land Salisburgo ne assunse formalmente il controllo.
Un museo regionale oggi
Oggi il Burg Mauterndorf è gestito come sito culturale. Un museo del castello ha aperto nel 2003, seguito nel maggio 2007 dal museo regionale del Lungau, che insieme presentano la storia del castello stesso e la vita degli amministratori Pfleger che un tempo lo governavano. Le sue sale espongono reperti archeologici, armi, utensili e arredi d’epoca, e il Keutschacher Turm resta aperto ai visitatori, con vedute sulla valle del Lungau dai piani superiori. Il castello ospita inoltre mercatini medievali, rievocazioni storiche e spettacoli di falconeria durante l’anno, è stato utilizzato come location cinematografica, tra cui un adattamento televisivo del 2008 della Bella Addormentata, ed è comparso sulla banconota austriaca da 50 scellini della serie del 1956, a testimonianza del suo posto tra i castelli medievali meglio conservati del paese.