Lorenzo Campeggi nacque a Milano nel 1474. Formatosi come giurista, insegnò diritto all’Università di Bologna, dove costruì una solida reputazione accademica prima di intraprendere la carriera ecclesiastica in seguito alla morte della moglie, avvenuta nel 1509.
Prima di entrare nello stato clericale, Campeggi era stato sposato con Francesca Guastavillani, dal 1500, da cui ebbe tre figli; tra questi, Alessandro Campeggi seguì le orme paterne fino a diventare a sua volta cardinale e vescovo di Bologna.
Dal foro ecclesiastico alla diplomazia pontificia
La formazione giuridica di Campeggi, maturata nell’insegnamento universitario bolognese, gli garantì un accesso rapido ai vertici della curia romana una volta intrapresa la via ecclesiastica: la sua competenza in materia di diritto canonico lo rese uno dei consulenti più richiesti nelle cause più delicate trattate dalla Santa Sede nei primi decenni del Cinquecento, in un periodo segnato dalle crescenti tensioni religiose in Europa centrale.
L’ingresso nella carriera ecclesiastica
Entrato nello stato clericale, Campeggi si distinse rapidamente come abile diplomatico al servizio della Santa Sede. Nel 1512 fu nominato vescovo di Feltre e l’anno seguente fu inviato in Germania con il compito di sollecitare l’imperatore a intraprendere una crociata contro i turchi, una missione che consolidò la sua reputazione di negoziatore di fiducia della curia romana.
Negli anni seguenti Campeggi fu impiegato ripetutamente come legato pontificio nelle diete imperiali tedesche, dove rappresentò gli interessi della Santa Sede nei confronti dei principi territoriali dell’Impero in un periodo di crescente instabilità religiosa, segnato dalla rapida diffusione delle tesi di Martin Lutero a partire dal 1517, lo stesso anno in cui Campeggi fu elevato al cardinalato.
Cardinale e legato in Inghilterra
Fu creato cardinale nel 1517 e già l’anno seguente venne inviato in Inghilterra con analoghi obiettivi diplomatici legati alla crociata antiturca. Il 22 gennaio 1523 Enrico VIII lo nominò cardinale protettore d’Inghilterra, carica che avrebbe mantenuto fino alla rottura tra la corona inglese e Roma, di cui fu l’ultimo titolare prima della soppressione della dignità.
Vescovo di Bologna e legato in Germania
Dal 1523 Campeggi resse anche la diocesi di Bologna. L’anno seguente fu di nuovo in Germania, dove tentò di arginare la diffusione del movimento della Riforma protestante: la rivolta dei contadini, esplosa nel novembre di quello stesso anno, vanificò in gran parte i suoi sforzi di mediazione religiosa e politica.
Alla dieta di Norimberga del 1524, Campeggi non riuscì a ottenere dagli stati tedeschi un impegno comune per la difesa contro i turchi, ma organizzò poco dopo la conferenza di Ratisbona, convincendo i duchi di Baviera e i vescovi della Germania meridionale a formare una lega contro le dottrine luterane e a osservare l’editto di Worms. Alla dieta di Augusta del 1530 sostenne inizialmente i tentativi di riconciliazione promossi da Filippo Melantone, ritenendo ancora possibile ricondurre il movimento riformatore verso la Chiesa di Roma, ma finì per approvare la Confutatio che condannava la dottrina luterana, chiudendo di fatto le trattative: un’decisione di cui, secondo le fonti, si sarebbe in seguito rammaricato.
Il processo per il divorzio di Enrico VIII
L’episodio per cui Campeggi è maggiormente ricordato risale al 1528, quando fu inviato nuovamente in Inghilterra come legato pontificio per esaminare, insieme al cardinale Thomas Wolsey, la richiesta di annullamento del matrimonio tra Enrico VIII e Caterina d’Aragona. Nonostante l’abilità diplomatica dimostrata in precedenti missioni, Campeggi non riuscì a impedire che la vicenda precipitasse verso la rottura definitiva tra la corona inglese e la Chiesa di Roma, un processo che nel giro di pochi anni avrebbe portato allo scisma anglicano.
Gli ultimi anni
Lorenzo Campeggi morì a Roma nel 1539, dopo una carriera ecclesiastica che lo aveva visto protagonista di alcuni dei momenti più delicati dei rapporti tra la Santa Sede e le grandi monarchie europee del primo Cinquecento, dalla questione della Riforma in Germania fino alla crisi dinastica e religiosa inglese sfociata nello scisma anglicano.