Ludwig Jonathan Winter nacque il 9 agosto 1846 a Heidelberg, nel Granducato di Baden, figlio del libraio Anton Winter e della pittrice Emilie Christiane Brönner. Trasferitasi la famiglia a Lipsia, vi compì i primi studi di botanica, che completò dopo un periodo di due anni come giardiniere a Erfurt e la frequenza della scuola di orticoltura di Potsdam.
La formazione tra Bonn, Parigi e le Tuileries
Winter fu capo giardiniere presso l’orto botanico di Bonn, partecipò all’Esposizione universale di Parigi del 1867 e lavorò come capo giardiniere ai giardini delle Tuileries, un percorso che lo mise in contatto con le principali tradizioni europee dell’arte dei giardini del secondo Ottocento.
Una formazione tra botanica e paesaggio
Il percorso di Winter, tra scuole di orticoltura tedesche, orti botanici universitari e i grandi giardini pubblici parigini, riflette la formazione tipica dei paesaggisti professionisti dell’Europa del secondo Ottocento, capaci di unire competenze botaniche rigorose a un gusto compositivo maturato a contatto con le principali scuole nazionali di giardinaggio, dalla tradizione tedesca a quella francese.
Gli anni ai giardini Hanbury
Nel 1869 l’imprenditore inglese Thomas Hanbury avviò la realizzazione del proprio giardino botanico alla Mortola, presso Ventimiglia, e chiamò Winter come esperto botanico. Winter vi lavorò per cinque anni, occupandosi dell’importazione e dell’acclimatazione in Liguria di un’ampia varietà di piante provenienti dall’Australia, dalla Nuova Zelanda e dalla California, contribuendo a fare dei giardini della Mortola uno dei riferimenti botanici della Riviera.
Il vivaio di Bordighera
Completati i lavori alla Mortola nel 1874, Winter si trasferì a Bordighera, dove l’anno seguente aprì un proprio vivaio nella zona del Vallone del Sasso, specializzato in specie tropicali, in particolare palme e piante da frutto esotiche. Da questa base progettò e curò numerosi giardini e parchi privati lungo la Riviera ligure e la Costa Azzurra, oltre a dedicarsi all’introduzione e alla selezione di rose, acacie e altre specie ornamentali.
I giardini delle grandi ville della Riviera
Tra i suoi lavori più noti figurano il giardino di Villa Garnier a Bordighera, realizzato in collaborazione con l’architetto Charles Garnier, i giardini di Villa Zirio a Sanremo e di Villa Bischoffsheim a Bordighera, oltre al giardino fatto realizzare per l’imperatrice Eugenia de Montijo nella sua villa di Cap Martin, sulla costa francese appena oltre il confine. Il suo nome resta legato in modo particolare al paesaggio botanico che ancora oggi caratterizza il tratto di costa tra Bordighera e Mentone.
L’attività di Winter contribuì in modo determinante all’introduzione sulla Riviera di specie vegetali provenienti da climi lontani, dall’Australia al Sudafrica, che trovarono nel microclima mite della costa ligure di ponente condizioni particolarmente favorevoli all’acclimatazione, ponendo le basi per la fama di “Riviera dei fiori” che la zona avrebbe conservato nei decenni successivi.
Accanto all’attività di progettazione, Winter si dedicò anche alla selezione di nuove varietà ornamentali, in particolare di rose e di piante da fiore adatte al clima mediterraneo, un lavoro che affiancò la sua produzione vivaistica a Bordighera e che contribuì a diffondere, tra i proprietari delle ville della Riviera, l’uso di specie esotiche fino ad allora poco note in Europa.
Ancora oggi il paesaggio botanico della costa tra Bordighera e Ventimiglia, con i suoi giardini storici aperti al pubblico, riflette in larga parte le scelte compositive introdotte da Winter e dai paesaggisti che ne proseguirono l’attività nei primi decenni del Novecento.
Morte ed eredità
Ludwig Winter morì il 12 luglio 1912 a Mannheim. La sua opera, proseguita da altri paesaggisti attivi sulla Riviera nei decenni successivi, ha lasciato un’impronta duratura sul paesaggio dei giardini storici liguri, a partire dai giardini Hanbury della Mortola, ancora oggi tra i più visitati della regione, fino ai numerosi parchi privati che portano, spesso in forma non documentata pubblicamente, il segno del suo lavoro di progettazione botanica.