Federico IV d’Asburgo nacque nel 1382, ultimo figlio del duca Leopoldo III d’Asburgo e di Viridis Visconti, figlia del signore di Milano. Dal 1402 amministrò come duca titolare i territori asburgici anteriori (i cosiddetti Vorlande), e nel 1406, a ventiquattro anni, divenne conte del Tirolo.
Origini familiari
Federico apparteneva al ramo leopoldino della casa d’Asburgo: il padre Leopoldo III era caduto nel 1386 nella battaglia di Sempach contro i confederati svizzeri, mentre la madre Viridis Visconti, figlia del signore di Milano Bernabò Visconti, portava con sé i legami della dinastia asburgica con le corti dell’Italia settentrionale. Fin dalla giovinezza Federico dovette dunque gestire in prima persona i rapporti complessi tra i domini asburgici alpini, i cantoni svizzeri in espansione e le potenze italiane vicine.
I domini della linea leopoldina della casa d’Asburgo, separatasi da quella albertina nel 1379, furono in seguito suddivisi tra i figli superstiti di Leopoldo III: a Federico toccò il governo del Tirolo e dei territori anteriori, mentre al fratello Ernesto, detto il Ferreo, spettarono i domini della cosiddetta Austria Interna, comprendenti Stiria, Carinzia e Carniola, dando origine a due rami distinti della dinastia che avrebbero seguito percorsi politici in parte autonomi nei decenni successivi.
Il sostegno a papa Giovanni XXIII
Nel 1415 Federico si schierò a fianco dell’antipapa Giovanni XXIII, aiutandolo a fuggire dal Concilio di Costanza il 20 marzo di quell’anno. La decisione ebbe conseguenze immediate e gravissime: l’imperatore Sigismondo di Lussemburgo lo dichiarò decaduto dai suoi diritti e lo pose sotto il bando imperiale (Reichsacht).
Il soprannome “dalla tasca vuota”
Il 7 maggio 1415 Federico fu costretto a cedere ai confederati svizzeri ampi territori, tra cui l’Argovia bernese, i Cantoni liberi, Baden e il Kelleramt, e a porre altri possedimenti sotto il controllo imperiale diretto. Fu in questo periodo di perdite territoriali che gli oppositori gli affibbiarono il soprannome beffardo di “Friedl mit der leeren Tasche”, Federico dalla tasca vuota, rimasto legato al suo nome nella tradizione storica, anche se l’origine esatta dell’espressione resta discussa tra gli storici.
La prigionia e la ripresa del potere
Dopo quasi undici mesi da ostaggio, Federico riuscì a fuggire da Costanza il 30 marzo 1416 e a riprendere gradualmente il controllo dei propri domini. La sua posizione si consolidò negli anni successivi, favorita anche dalla scoperta di importanti giacimenti d’argento a Schwaz e Gossensass, che a partire dal 1425 rimpinguarono considerevolmente le casse del suo governo, smentendo nei fatti il soprannome che lo aveva accompagnato.
I giacimenti di Schwaz, in particolare, divennero nel corso del XV secolo tra i più produttivi d’Europa, e le entrate che ne derivarono permisero ai successori di Federico di finanziare per generazioni l’apparato di corte e le imprese politiche della linea tirolese della casa d’Asburgo.
Innsbruck nuova capitale del Tirolo
Durante il suo governo, nel 1420, la sede ducale fu trasferita da Merano a Innsbruck, che da allora assunse il ruolo di capitale del Tirolo, funzione che avrebbe mantenuto nei secoli successivi. Fu l’inizio della fortuna della città come centro politico e residenziale della dinastia asburgica nella regione alpina.
Morte ed eredità
Federico IV morì a Innsbruck il 24 giugno 1439, lasciando alla sua morte un patrimonio considerevole, in netto contrasto con il soprannome che ne aveva segnato la fama. Gli succedette il figlio Sigismondo, detto “il Danaroso”, che governò il Tirolo fino al 1496, chiudendo con la sua epoca la breve linea tirolese più antica della casa d’Asburgo, fondata proprio da Federico.
Il Tirolo restò comunque, anche dopo l’estinzione di questa prima linea, un possedimento centrale della casa d’Asburgo, e Innsbruck, elevata da Federico al rango di capitale, avrebbe conservato quel ruolo fino all’epoca moderna.