Teatro Massimo Bellini

Foto: Berthold Werner · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Sicilia Teatro

Teatro Massimo Bellini

Il Teatro Massimo Bellini di Catania, la cui prima pietra risale al 1812, aprì il 31 maggio 1890 con Norma, realizzato dall'ingegnere Carlo Sada in stile eclettico francese.

Quasi un secolo di gestazione

La discussione su un grande teatro d’opera per Catania iniziò nei primi dell’Ottocento, quando la borghesia cittadina cercò un teatro capace di competere con quelli delle città europee più grandi. Un progetto iniziale dell’architetto Salvatore Zahra Buda, noto come “Teatro Nuovaluce”, seguì la posa della prima pietra nel 1812, ma problemi di finanziamento fecero slittare il progetto più volte. Nel 1870 l’architetto Carlo Sada fu incaricato di individuare un sito adeguato, e la città decise infine di costruire un teatro d’opera dedicato anziché una sala polivalente, una scelta che rifletteva l’ambizione di Catania di eguagliare i teatri d’opera di Palermo e Napoli anziché accontentarsi di una sala civica generica. Avviati i lavori, la costruzione procedette in modo relativamente rapido, e il teatro aprì il 31 maggio 1890 con una rappresentazione della Norma di Bellini, in omaggio al compositore nato a Catania.

Un progetto eclettico di fine Ottocento

Il progetto del teatro si ispira all’eclettismo francese dell’epoca, in particolare al modello dell’Opéra di Parigi. La facciata, ispirata al tardo Rinascimento, accoglie i visitatori con un portico a tre arcate sormontato da statue allegoriche, coronato da una scultura di Bellini rivolta verso l’ingresso, una facciata pensata per annunciare le ambizioni civiche e artistiche del teatro ancora prima che il visitatore vi entri. All’interno, un elegante foyer in marmo con una statua del compositore conduce alla sala a ferro di cavallo tipica dei teatri d’opera italiani, con quattro ordini di palchi rifiniti in velluto rosso e dorature, per una capienza di circa 1.200 posti. La pianta a ferro di cavallo, standard nei teatri d’opera italiani del periodo, fu scelta tanto per le sue proprietà acustiche quanto per la visuale che offriva a ogni ordine di palchi verso il palcoscenico.

L’affresco del soffitto

Il soffitto della sala porta un grande affresco di Ernesto Bellandi, “Il Trionfo di Bellini”, che raffigura scene tratte da diverse delle opere più note del compositore accanto a figure mitologiche e allegoriche, e resta l’elemento decorativo singolo più impressionante del teatro, che porta lo sguardo dai palchi e dalla platea verso un’unica immagine che unifica la figura del compositore a cui il teatro è intitolato.

Il Bellini oggi

Il teatro continua a mettere in scena opera, concerti sinfonici e balletto, e ha ospitato cantanti e direttori di primo piano in oltre un secolo di programmazione, comprese esibizioni di Maria Callas nella Norma nei primi anni Cinquanta, in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita di Bellini. Il suo repertorio continua a dare particolare rilievo alle opere dello stesso Bellini, mantenendo il legame tra il compositore e il teatro che ne porta il nome, mentre la sua programmazione si estende anche alla più ampia tradizione lirica italiana e internazionale. Il teatro sorge vicino alla casa dove Bellini nacque, offrendo a Catania un’area compatta in cui i visitatori possono ripercorrere il legame del compositore con la sua città natale, dalla casa natale al palcoscenico costruito in sua memoria.

Il ritardo di quasi ottant’anni tra la prima pietra del 1812 e l’apertura del 1890 rese il Teatro Massimo Bellini uno dei progetti civici più lungamente attesi della Catania ottocentesca, un’attesa che il successo dell’inaugurazione con Norma contribuì a far dimenticare in fretta.

Dove si trova

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