Ferdinando III di Toscana
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Ferdinando III di Toscana

Granduca di Toscana in due regni separati, 1790-1801 e 1814-1824

Nato: 6 maggio 1769 Morto: 18 giugno 1824

Granduca di Toscana in due regni separati, prima e dopo l'epoca napoleonica, Ferdinando III perse il proprio stato nel 1801 e vi fu restaurato nel 1814, governando fino alla morte nel 1824.

Matrimoni e discendenza

Ferdinando si sposò due volte. La prima moglie fu la principessa Luisa di Napoli e Sicilia (1773-1802), sua cugina di primo grado doppia, dalla quale ebbe cinque figli, di cui solo tre sopravvissero all’infanzia: il futuro Leopoldo II, l’arciduchessa Maria Luisa e l’arciduchessa Maria Teresa. Dopo la morte di Luisa nel 1802, Ferdinando restò vedovo per quasi vent’anni prima di sposare, a Firenze il 6 maggio 1821, la principessa Maria Ferdinanda di Sassonia (1796-1865), unione dalla quale non nacquero figli.

Successione e prime riforme

Ferdinando III d’Asburgo-Lorena nacque a Firenze il 6 maggio 1769, secondogenito di Pietro Leopoldo, allora Granduca di Toscana, e dell’infanta Maria Luisa di Spagna. Divenne Granduca il 22 luglio 1790, quando il padre lasciò Firenze per diventare imperatore del Sacro Romano Impero come Leopoldo II. Nei primi anni di governo proseguì le politiche riformatrici associate al governo paterno e nel 1792 fu il primo sovrano europeo a riconoscere formalmente la nuova Prima Repubblica francese. Mentre la Francia rivoluzionaria e poi napoleonica ridisegnava il continente, cercò di tenere la Toscana fuori dal conflitto, dichiarandone la neutralità in un proclama del 1° marzo 1795.

Esilio e compensazioni

La neutralità non protesse a lungo la Toscana. Le truppe francesi occuparono il granducato nel 1799 e Ferdinando fuggì a Vienna mentre amministrazioni repubblicane prendevano il controllo del territorio. Il Trattato di Aranjuez del 1801 formalizzò la perdita del trono, trasferendo la Toscana al neonato Regno d’Etruria sotto un sovrano borbonico-parmense. Come compenso, Napoleone assegnò a Ferdinando il Principato Elettorale di Salisburgo, che governò dal 1803 al 1805. Quando il Trattato di Presburgo cedette Salisburgo all’Austria nel 1805, fu nuovamente compensato, questa volta con il neocostituito Granducato di Würzburg, che governò fino al 1814. Sia a Salisburgo sia a Würzburg, Ferdinando perseguì lo stesso stile di riforma amministrativa già praticato in Toscana, nonostante la natura temporanea e incerta di ciascun incarico.

La restaurazione in Toscana

La sconfitta di Napoleone e l’assetto stabilito dal Congresso di Vienna restaurarono Ferdinando sul suo trono originario nel 1814, uno dei pochi sovrani dell’epoca a riottenere esattamente lo stato perduto. Il suo secondo regno fu segnato dalla moderazione più che dalla reazione: invece di rovesciare le riforme legali e amministrative introdotte durante il dominio francese, mantenne gran parte del codice civile, l’abolizione dei privilegi feudali e la libertà di commercio stabiliti negli anni intercorsi, evitando le restaurazioni più dure viste in altri stati italiani. Si concentrò invece sul risanamento delle finanze pubbliche e sul sostegno all’agricoltura e all’industria.

Morte e successione

Ferdinando III morì a Firenze, la città natale, il 18 giugno 1824, a 55 anni, e fu sepolto nella Basilica di San Lorenzo, tradizionale luogo di sepoltura dei Medici e dei loro successori. Gli succedette il figlio, che regnò come Leopoldo II, continuando il governo della linea Asburgo-Lorena sulla Toscana fino alla metà dell’Ottocento. Attraverso due regni separati interrotti dall’esilio, la Toscana di Ferdinando si distinse tra gli stati italiani dell’epoca della Restaurazione per aver mantenuto gran parte dell’eredità riformatrice ereditata dall’epoca napoleonica, dando al granducato una reputazione di relativa moderazione e stabilità in un panorama politico altrimenti frammentato e spesso repressivo.