Tra le valli del Trentino e del Tirolo, pochi nomi nobiliari ricorrono quanto Thun und Hohenstein, una famiglia la cui storia va da una roccaforte locale in Val di Non fino ad alcuni dei più alti ranghi dell’aristocrazia imperiale asburgica.
Radici in Val di Non
Le origini della famiglia si trovano in Val di Non, in Trentino, dove il loro nome compare nei documenti locali a partire dal XII secolo, in grafie varianti tra cui Thunne e Tunnum. La loro prima sede nota si trovava a Dosso del Castelletto, sul sito oggi occupato dalla chiesa di Santa Margherita; nel Quattrocento si trasferirono in quella che sarebbe diventata la loro roccaforte più celebre, Castel Thun, edificato dai Thun già verso la metà del Duecento e noto fino al Quattrocento anche come Castrum Novesini o Belvesini, che domina ancora oggi la valle. Rimasto proprietà della famiglia fino al 1982, è oggi un museo che conserva gli arredi originari.
Riconoscimento formale e il nome Hohenstein
Una svolta nello status formale della famiglia si ebbe nel 1407, quando Simon von Thun ottenne l’iscrizione ufficiale nella matricola nobiliare tirolese. La famiglia ricevette il rango baronale dall’imperatore Carlo V nel 1530, e il rango comitale seguì tra il 1628 e il 1629, quando la famiglia assunse anche il nome aggiuntivo “Hohenstein”, tratto da una contea acquisita l’anno precedente, diventando Thun und Hohenstein.
Servizio di corte presso i principi-vescovi
L’ascesa della famiglia si costruì tanto sul servizio di corte quanto sulla terra. Dal 1469, generazioni di membri della famiglia Thun ricoprirono la carica di “coppiere” presso la corte del principe-vescovo di Trento, un ruolo di fiducia e prossimità al potere; dal 1558 la famiglia detenne la posizione equivalente presso il vescovado di Bressanone. Questa vicinanza prolungata a due delle corti ecclesiastiche più importanti della regione, unita a una duratura strategia di matrimoni vantaggiosi a partire dal Quattrocento, permise alla famiglia di accumulare terre e influenza in Trentino e in Tirolo.
Distinzioni successive
Nei secoli successivi la famiglia Thun und Hohenstein espresse numerosi cardinali, principi-vescovi e alti funzionari in tutto il territorio asburgico. Guidobald von Thun und Hohenstein (1616-1668), principe-arcivescovo di Salisburgo, fu elevato al cardinalato nel 1667. Altri membri della famiglia ressero per generazioni le cattedre vescovili di Trento e di Passavia, tra cui Sigmund Alphons, Dominikus Anton, Peter Michael Vigil ed Emanuel Maria a Trento. Franz von Thun und Hohenstein fu primo ministro austriaco nel 1898 e nel 1899, e Galeazzo von Thun und Hohenstein ricoprì la carica di Gran Maestro dell’Ordine di Malta. Nel 1911 un ramo boemo della famiglia fu elevato al rango principesco dall’imperatore Francesco Giuseppe I.
Un’eredità nel paesaggio
Castel Thun resta l’eredità più visibile della famiglia in Val di Non, una presenza lacustre e collinare che ricorda le origini della famiglia anche dopo che i suoi membri erano saliti ai più alti uffici della corte asburgica. Il lungo servizio della famiglia presso i principi-vescovi di Trento e di Bressanone, e la sua eventuale proiezione nella politica imperiale, la segnalano come uno degli esempi più riusciti di una casata nobile alpina capace di tradurre un prestigio regionale in un’influenza estesa a tutto l’impero.