Della Robbia
Foto: Lalupa · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Della Robbia

Scultori, inventori e maestri della terracotta invetriata policroma nel Rinascimento fiorentino.

Nato: c. 1400 Morto: 1482

Della Robbia: L'Incanto della Terracotta Invetriata nel Rinascimento Fiorentino Nel cuore del Rinascimento fiorentino, un'epoca di fervida creatività e innovazione artistica, emerse una famiglia di scultori che avrebbe lasciato un'impronta indelebile nell'arte italiana: i Della Robbia.

Della Robbia: L’Incanto della Terracotta Invetriata nel Rinascimento Fiorentino

Nel cuore del Rinascimento fiorentino, un’epoca di fervida creatività e innovazione artistica, emerse una famiglia di scultori che avrebbe lasciato un’impronta indelebile nell’arte italiana: i Della Robbia. Il loro nome è indissolubilmente legato a una tecnica rivoluzionaria, la terracotta invetriata policroma, che seppe unire la scultura alla pittura, infondendo nuova vita e colori vibranti a opere destinate a decorare chiese, palazzi e ospedali.

Curiosamente, il cognome “Della Robbia” si pensa derivi da “robbia”, una pianta da cui si estraeva un pigmento rosso, suggerendo che la famiglia, documentata a Firenze fin dal XIII secolo, potesse avere radici nell’Arte dei Tintori. Questa connessione con il colore e la trasformazione della materia sembra quasi una premonizione del loro destino artistico, tanto che ancora oggi le maioliche invetriate alla fiorentina sono comunemente definite “robbiane”.

Luca Della Robbia: Il Genio dell’Invenzione

La storia dei Della Robbia come dinastia artistica inizia con Luca (di Simone) della Robbia (c. 1400-1482). La sua carriera prese avvio come scultore, operando al fianco di giganti del calibro di Donatello, in un periodo di straordinaria sperimentazione materica. Fu proprio in questo contesto che Luca compì la sua più grande intuizione: la messa a punto di una tecnica per rendere la terracotta non solo più durevole e resistente agli agenti atmosferici, ma anche splendidamente colorata e lucida.

Abbandonando progressivamente la scultura tradizionale, Luca si dedicò anima e corpo alla terracotta invetriata. Questa tecnica consisteva nel rivestire le sculture in argilla con uno smalto a base di stagno, che, una volta cotto, conferiva alle superfici un aspetto lucido e vitreo. La palette iniziale, caratteristica e iconica, si limitava principalmente al bianco o avorio per le figure e all’azzurro per gli sfondi, creando un contrasto di grande purezza e impatto visivo. L’invenzione fu un successo strepitoso, non solo per la bellezza intrinseca delle opere, ma anche per la loro relativa rapidità di esecuzione e il costo più contenuto rispetto a marmo o bronzo. La bottega di Luca a Firenze divenne un centro di produzione fiorente, e la sua maestria fu tramandata ai familiari, assicurando la prosperità artistica per generazioni.

Andrea Della Robbia: L’Espansione e la Diffusione

L’eredità di Luca fu raccolta e amplificata da suo nipote, Andrea della Robbia (1435-1525), figlio di suo fratello Marco. Andrea non solo assimilò la tecnica dello zio con rara perizia, ma la perfezionò e la portò a una diffusione senza precedenti. Sotto la sua guida, la bottega dei Della Robbia si trasformò in una sorta di laboratorio “proto-industriale”. Grazie a un’organizzazione efficiente e a innovazioni che snellivano il processo creativo, Andrea riuscì a soddisfare una domanda crescente, producendo opere su larga scala per committenti in tutta la Toscana e oltre.

Le sue creazioni, spesso caratterizzate da una maggiore complessità compositiva e una delicatezza espressiva, ornarono facciate di ospedali (celebre il fregio degli innocenti all’Ospedale degli Innocenti a Firenze), altari di chiese e tabernacoli votivi, diventando un elemento distintivo del paesaggio artistico rinascimentale.

Giovanni Della Robbia: Sperimentazione e Ultimi Splendori

La terza generazione di maestri fu rappresentata da Giovanni della Robbia (1469-1529), figlio di Andrea. Giovanni ereditò una tecnica ormai consolidata e una bottega affermata, ma non si limitò a replicare. Egli sperimentò ampliando la gamma cromatica disponibile, introducendo nuovi colori e usandoli con maggiore enfasi rispetto ai toni più sobri dei suoi predecessori. Le sue opere mostrano una notevole perizia tecnica e artistica, ma, in un’epoca di cambiamenti stilistici e l’avvento del Manierismo, il suo stile, pur raffinato, iniziò a mostrare segni di una certa convenzionalità, talvolta percepito come più “appiattito” rispetto alla freschezza inventiva di Luca e all’eleganza di Andrea.

Con la scomparsa di Giovanni, la dinastia artistica dei Della Robbia giunse al suo epilogo. La bottega di famiglia, non trovando eredi in grado di mantenere lo stesso livello di innovazione e maestria, cessò la sua attività, segnando la fine di un’epoca gloriosa per la terracotta invetriata.

Un’Eredità Luminosa

Nonostante la conclusione dell’attività della bottega, l’eredità dei Della Robbia è rimasta vivida nei secoli. Le loro opere, con la loro inconfondibile lucentezza e i loro colori brillanti, continuano a incantare, testimoniando un’epoca in cui l’ingegno tecnico e la sensibilità artistica si fusero per creare qualcosa di eternamente bello. Attraverso la loro terracotta invetriata, i Della Robbia non solo decorarono il Rinascimento, ma lo illuminarono con una luce propria, rendendo accessibile la bellezza a un pubblico più vasto e lasciando un segno indelebile nella storia dell’arte.