Wolf Dietrich von Raitenau
Foto: Hans Caspar Memberger the Elder · Public domain · Wikimedia Commons

Wolf Dietrich von Raitenau

Principe-arcivescovo di Salisburgo, promotore della trasformazione barocca della città e costruttore del castello di Mirabell

Nato: 26 marzo 1559 Morto: 16 gennaio 1617

Wolf Dietrich von Raitenau, principe-arcivescovo di Salisburgo dal 1587, diede alla città il suo volto barocco prima di essere deposto e imprigionato.

Wolf Dietrich von Raitenau nacque il 26 marzo 1559 a Castel Hofen, presso Lochau sul lago di Costanza, figlio di Hans Werner von Raitenau ed Helene von Hohenems. Attraverso la madre era imparentato con papa Pio IV, e lo zio, il cardinale Marco Sittico d’Altemps, lo introdusse fin da giovane agli ambienti della Roma rinascimentale, dove assorbì il gusto per l’architettura e lo sfarzo delle corti italiane.

Gli anni di formazione a Roma e Pavia

Il soggiorno romano accanto allo zio permise a Wolf Dietrich di osservare da vicino i grandi cantieri della Roma di fine Cinquecento, un’esperienza che avrebbe influenzato in modo diretto il programma edilizio realizzato in seguito a Salisburgo. Gli studi giuridici compiuti a Pavia negli anni Settanta del Cinquecento, seguiti dal periodo formativo al Collegium Germanicum di Roma tra il 1576 e il 1581, completarono una formazione insieme giuridica, teologica e artistica non comune tra i principi-vescovi tedeschi del suo tempo.

Formazione ed elezione ad arcivescovo

Studiò diritto all’Università di Pavia nei primi anni Settanta del Cinquecento e frequentò poi il Collegium Germanicum in Vaticano tra il 1576 e il 1581. Ottenuto un canonicato a Salisburgo nel 1578, fu eletto principe-arcivescovo della città il 2 marzo 1587, assumendo così anche il governo temporale del principato ecclesiastico.

La trasformazione barocca di Salisburgo

Fin dai primi anni del suo governo, Wolf Dietrich avviò un ambizioso programma di rinnovamento urbano, facendo demolire interi isolati della città medievale per fare spazio a nuovi edifici in stile italiano. Commissionò all’architetto Vincenzo Scamozzi il progetto per la nuova cattedrale, poi portato a termine da Santino Solari, e fece ricostruire la Residenz arcivescovile come sua sede di rappresentanza, ponendo le basi per l’immagine barocca che la città avrebbe conservato nei secoli successivi.

Il programma edilizio di Wolf Dietrich non si limitò alla cattedrale: fece riorganizzare le principali piazze cittadine secondo il modello delle città italiane, con la creazione di ampi spazi di rappresentanza pensati per esaltare la nuova immagine barocca del principato ecclesiastico, in netta discontinuità con l’aspetto medievale che Salisburgo aveva conservato fino ad allora.

Salome Alt e il castello di Altenau

Wolf Dietrich ebbe una relazione duratura con Salome Alt, figlia di un ricco mercante salisburghese, da cui ebbe circa quindici figli. A partire dal 1606 fece costruire per lei e per la famiglia il castello di Altenau, appena fuori le mura cittadine, che sotto il suo successore Markus Sittikus von Hohenems avrebbe assunto il nome di Schloss Mirabell, oggi uno dei simboli architettonici di Salisburgo.

Il conflitto con la Baviera e la caduta

Le tensioni con il vicino Ducato di Baviera per il controllo del commercio del sale e per i possedimenti di Berchtesgaden sfociarono nell’ottobre 1611 in un intervento armato del duca Massimiliano I di Baviera. Wolf Dietrich, colto in fuga, fu catturato il 27 ottobre 1611 e costretto a rassegnare le dimissioni nelle mani del nunzio pontificio il 7 marzo 1612. Il suo successore, Markus Sittikus, lo fece rinchiudere nella Fortezza di Hohensalzburg, dove Wolf Dietrich rimase prigioniero fino alla morte, avvenuta il 16 gennaio 1617.

Un’eredità architettonica duratura

Nonostante la fine drammatica del suo governo, l’impronta di Wolf Dietrich sulla città di Salisburgo restò indelebile: la cattedrale, la Residenz rinnovata e il castello che sarebbe diventato Mirabell fanno ancora oggi parte del centro storico barocco della città, inserito dal 1996 nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Ancora oggi il centro storico salisburghese, con le sue piazze e i suoi palazzi barocchi, è in larga parte il risultato diretto del programma edilizio avviato da Wolf Dietrich più di quattro secoli fa. La sua vicenda personale, sospesa tra ambizione politica, mecenatismo artistico e caduta improvvisa, resta uno dei capitoli più raccontati della storia di Salisburgo in età moderna.