Castel del Monte

Foto: ParisTaras · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Puglia Castello

Castel del Monte

Castel del Monte è il castello a pianta ottagonale fatto costruire da Federico II di Svevia presso Andria, in Puglia, iscritto dal 1996 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.

Castel del Monte sorge nel territorio del comune di Andria, in Puglia, su un rilievo che domina la Murgia circostante. È un edificio a pianta ottagonale in pietra calcarea locale, con elementi decorativi in breccia corallina e marmo, fatto costruire da Federico II di Svevia nel XIII secolo. Dal 1996 è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

La costruzione voluta da Federico II (c. 1240-1250)

Il primo documento noto relativo a Castel del Monte è una lettera di Federico II datata 29 gennaio 1240, inviata da Gubbio, con cui l’imperatore ordina la prosecuzione dei lavori presso “Sancte Marie de Monte”. Da questa lettera deriva la datazione convenzionale della costruzione, collocata tra il 1240 e il 1250. Federico II morì nel 1250, probabilmente prima che l’edificio fosse completato. Il castello mantenne il nome di “Castello di Santa Maria del Monte” per oltre due secoli, fino a un decreto del re Ferdinando d’Aragona del 1° dicembre 1463 che lo indica per la prima volta semplicemente come “Castel del Monte”.

La pianta ottagonale e le otto torri

L’edificio è costruito su una pianta ottagonale regolare, con un cortile centrale anch’esso ottagonale e otto torri angolari in pietra calcarea innestate sugli otto vertici dell’ottagono esterno. Sulle dimensioni complessive dell’edificio le fonti disponibili non concordano: alcune indicano un diametro complessivo di circa 56 metri, altre di circa 40 metri. Anche l’altezza delle torri varia a seconda della fonte, tra 23 e 26 metri. Il modello in mattoncini qui sotto ricostruisce la geometria dell’ottagono, dal cortile centrale alle otto torri angolari, seguendo l’ordine reale di costruzione dell’edificio.

I due piani e le sedici sale trapezoidali

Secondo la scheda ufficiale del Ministero della Cultura, l’edificio è composto da sedici stanze a forma trapezoidale, otto per piano, disposte a corona attorno al cortile centrale. Il cortile ottagonale ha un diametro di circa 17,86-17,87 metri e un’altezza originaria della parete di 20,50 metri. Le sale sono coperte da volte a crociera nel settore centrale, con due spicchi di volta a botte laterali; le chiavi di volta sono decorate con elementi antropomorfi, zoomorfi e fitomorfi. Le scale a chiocciola che collegano i due piani si trovano in tre delle otto torri, non in tutte: le altre torri ospitano le cisterne del sistema idrico o vani di servizio. Ogni scala è composta da 44 gradini trapezoidali disposti attorno a una colonna centrale.

Il portale in breccia corallina

Il portale principale si apre sul lato dell’edificio rivolto a valle ed è realizzato in breccia corallina, una pietra che assume una tonalità rosata quando è colpita dal sole. Ha pilastri scanalati e capitelli di gusto classico, sormontati da un timpano; due rampe di scale simmetriche, ricostruite nel 1928, salgono verso l’ingresso. Ogni lato dell’ottagono presenta finestre allineate su asse verticale: monofore o bifore al piano inferiore e superiore, e una trifora al piano superiore orientata verso Andria, con sedili ricavati nello spessore del muro. Le cornici delle finestre sono anch’esse in breccia corallina, sorrette da colonnine in marmo bianco.

Il sistema idrico

Il castello raccoglieva l’acqua piovana dalle terrazze di copertura, leggermente inclinate, tramite canalizzazioni che la convogliavano in cisterne poste nelle torri e in una cisterna centrale sotto il pavimento del cortile. Oggi risulta ancora funzionante solo la cisterna centrale.

Dopo la morte di Federico II

Nel 1246 il castello fu sede del matrimonio tra Violante, figlia naturale di Federico II, e Riccardo Sanseverino, conte di Caserta. Sotto Manfredi di Sicilia fu utilizzato anche come prigione: vi fu rinchiuso Marino da Eboli dopo una congiura del 1253. Durante il regno di Carlo I d’Angiò vi furono tenuti in custodia, in via segreta, i figli di Manfredi, Enrico, Federico ed Enzo, insieme a Corrado di Caserta ed Enrico di Castiglia.

Nel 1528 il castello fu devastato da truppe francesi in campagna in Puglia. L’8 settembre 1552 fu venduto a Fabrizio Carafa, conte di Ruvo, per 100.000 ducati; la famiglia Carafa vi installò un forno, un mulino e un frantoio, usando la struttura come residenza di villeggiatura. Dal Seicento in poi seguì un lungo periodo di abbandono: il castello fu spogliato delle decorazioni marmoree e divenne rifugio per pastori, briganti e profughi politici. Nel 1876 lo Stato italiano lo acquistò, in condizioni di grave degrado, per 25.000 lire, avviando i restauri dal 1879. Nel 1928 l’architetto Quagliati diresse un intervento di restauro esteso, che comprese anche la ricostruzione delle rampe di accesso al portale. Un ulteriore intervento di restauro fu condotto tra il 1975 e il 1981.

L’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (1996)

Castel del Monte è iscritto dal 1996 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, con il numero di riferimento 398, come esempio unico di architettura medievale che unisce elementi dell’Europa del Nord, del mondo islamico e dell’antichità classica.

Castel del Monte oggi

Il monumento è aperto al pubblico ed è gestito dalla Direzione regionale Musei Puglia del Ministero della Cultura. A settembre 2026 la pagina ufficiale del monumento rimanda alla piattaforma di biglietteria ufficiale per gli orari di apertura e i prezzi aggiornati, senza indicarli direttamente. Dal 1998 l’immagine del castello compare sulla versione italiana della moneta da 1 centesimo di euro.

Domande frequenti

Chi ha costruito Castel del Monte?

Il castello fu fatto costruire da Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero. Il primo documento noto che lo riguarda è una lettera dell’imperatore datata 29 gennaio 1240; la datazione convenzionale della costruzione è collocata tra il 1240 e il 1250, anno della morte di Federico II.

Perché Castel del Monte è ottagonale?

Le fonti storiche coeve non spiegano direttamente la scelta della pianta ottagonale. Studiosi e ricercatori hanno proposto nel tempo diverse ipotesi legate alla geometria e al simbolismo medievale, ma nessuna interpretazione è accolta in modo unanime.

Castel del Monte è sulla moneta da un centesimo?

Sì. Dal 1998 l’immagine di Castel del Monte è stata scelta per la versione italiana della moneta da 1 centesimo di euro. In passato l’edificio era già comparso su alcuni francobolli italiani, tra cui uno da 200 lire del 1977 e uno da 20 lire del 1980.

Quando è diventato patrimonio dell’UNESCO?

Castel del Monte è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1996, con il numero di riferimento 398.

Castel del Monte in mattoncini

Un modello in 5.283 pezzi, dieci sezioni nell’ordine in cui l’edificio si legge: basamento, piano terra con le otto sale, portale, solaio, piano nobile, torri e terrazze. Si può ruotare, esplodere e ricostruire passo per passo.

Apri a schermo intero · Istruzioni di montaggio

Modello in mattoncini di Castel del Monte visto di tre quarti
Il modello completo: otto torri ottagonali sui vertici dell’ottagono.
Modello di Castel del Monte visto dall’alto
Dall’alto: il cortile ottagonale al centro.
Vista esplosa del modello di Castel del Monte
Vista esplosa: ogni colore è una sezione del montaggio.

Dove si trova

AndriaNatural Earth
Piazza Federico II di Svevia, SNC, Andria, Italia · Apri in OpenStreetMap