Vittorio Emanuele III di Savoia
Foto: Mario Nunes Vais · Public domain · Wikimedia Commons

Vittorio Emanuele III di Savoia

Re d'Italia dal 1900 al 1946

Nato: 11 novembre 1869 Morto: 28 dicembre 1947

Re d'Italia dal 1900 al 1946: 46 anni di regno tra età giolittiana, ascesa del fascismo, Seconda guerra mondiale e la fine della monarchia.

Vittorio Emanuele III di Savoia (Napoli, 11 novembre 1869 – Alessandria d’Egitto, 28 dicembre 1947) fu re d’Italia dal 1900 al 1946. Il suo regno, il più lungo della storia italiana unitaria, attraversò l’età giolittiana, la Prima guerra mondiale, l’ascesa e la caduta del fascismo e si concluse con l’abdicazione e la fine della monarchia.

Quanto era alto Vittorio Emanuele III

Vittorio Emanuele III era alto 1,52 metri, una statura ridotta anche per gli standard del suo tempo, dovuta con ogni probabilità alla consanguineità tra i genitori. Per questo fu conosciuto con il soprannome popolare di “Re Sciaboletta”: “sciaboletta” è il diminutivo di “sciabola”, termine che nel linguaggio comune allude a qualcosa di piccole dimensioni.

L’ascesa al trono e l’età giolittiana (1900-1914)

Salì al trono nel 1900, dopo l’assassinio del padre Umberto I a Monza. Nei primi anni di regno, affidando il governo a figure come Giuseppe Zanardelli e Giovanni Giolitti, il paese visse un periodo di crescita economica e riforme sociali noto come “età giolittiana”.

La guerra di Libia (1911-1912)

Nel settembre 1911 l’Italia avviò la campagna militare per la conquista della Libia, allora provincia ottomana. Il 5 novembre dello stesso anno la Tripolitania e la Cirenaica furono annesse per decreto regio; il conflitto si chiuse con il trattato di Losanna del 18 ottobre 1912, con cui l’Impero ottomano riconobbe all’Italia il possesso delle due colonie nordafricane, mentre l’Italia acquisiva anche il controllo del Dodecaneso.

La Prima guerra mondiale

Nel maggio 1915 l’Italia abbandonò la Triplice Alleanza per schierarsi con l’Intesa. Durante il conflitto il re assunse il ruolo di comandante supremo delle forze armate, visitando ripetutamente il fronte: un comportamento che gli valse il soprannome di “Re Soldato”.

La marcia su Roma e il rifiuto della firma (1922)

Nell’ottobre 1922, di fronte alla minaccia della marcia su Roma dei fascisti, il presidente del Consiglio Luigi Facta propose la firma del decreto di stato d’assedio. Vittorio Emanuele III si rifiutò di firmarlo, aprendo la strada alla nomina di Benito Mussolini a capo del governo.

Il ventennio fascista e le leggi razziali (1922-1943)

Per oltre vent’anni il re rimase sul trono mentre il potere reale passava progressivamente nelle mani del regime. Accettò i Patti Lateranensi del 1929, assunse nel 1936 il titolo di Imperatore d’Etiopia e nel 1939 quello di Re d’Albania. Nel 1938 firmò le leggi razziali fasciste, un atto che segna in modo indelebile il giudizio storico sulla sua figura.

La caduta di Mussolini e l’armistizio (1943)

Il 25 luglio 1943, dopo il voto contrario del Gran Consiglio del Fascismo, Vittorio Emanuele III fece arrestare Mussolini e affidò il governo al maresciallo Pietro Badoglio. L’8 settembre 1943 firmò l’armistizio con gli Alleati; la fuga della famiglia reale e del governo da Roma verso Brindisi fu percepita da larga parte dell’opinione pubblica come un abbandono della capitale.

L’abdicazione, l’esilio e la morte

Il 9 maggio 1946 abdicò in favore del figlio Umberto, che regnò per poco più di un mese come Umberto II prima del referendum del 2 giugno 1946, con cui gli italiani scelsero la Repubblica. Vittorio Emanuele III partì per l’esilio in Egitto, dove morì ad Alessandria il 28 dicembre 1947, per congestione polmonare. Fu sepolto nella cattedrale di Santa Caterina ad Alessandria; le sue spoglie sono state rimpatriate in Italia nel 2017 e tumulate nel santuario di Vicoforte.

Un re numismatico

Al di là del ruolo istituzionale, Vittorio Emanuele III coltivò per tutta la vita una profonda passione per la numismatica: fu autore del “Corpus Nummorum Italicorum”, un’imponente catalogazione della monetazione italiana dall’Alto Medioevo in poi, e frequentava abitualmente le sedute dell’Accademia Nazionale dei Lincei, coltivando interessi anche per la storia e la geografia.

I figli di Vittorio Emanuele III

Dal matrimonio con Elena del Montenegro nacquero cinque figli: Iolanda (1901), Mafalda (1902), Umberto, poi Umberto II (1904), Giovanna, poi regina di Bulgaria (1907), e Maria Francesca (1914).

Il regno più lungo dell’Italia unita

Con quarantasei anni sul trono, dal 1900 al 1946, Vittorio Emanuele III resta il sovrano che ha regnato più a lungo nella storia dell’Italia unita, attraversando l’intero arco che va dall’età giolittiana alla nascita della Repubblica.

Domande frequenti

Quanto era alto Vittorio Emanuele III?

1,52 metri: una delle stature più basse tra i sovrani europei della sua epoca.

Perché Vittorio Emanuele III era chiamato “Re Sciaboletta”?

Il soprannome, diffuso già in vita, allude alla sua bassa statura.

Di cosa morì Vittorio Emanuele III?

Morì ad Alessandria d’Egitto il 28 dicembre 1947, per congestione polmonare, durante l’esilio seguito all’abdicazione.

Quanti figli ebbe Vittorio Emanuele III di Savoia?

Cinque: Iolanda, Mafalda, Umberto (futuro Umberto II), Giovanna e Maria Francesca.