Itinerario: Casinò storici
Storia dei quattro casinò legali d’Italia – Venezia, Sanremo, Campione, Saint-Vincent – e del Casinò di Baden bei Wien, con le date di apertura.
5 tappe
In Italia il gioco d'azzardo in sale pubbliche è vietato per legge, salvo un'eccezione tassativa: le quattro case da gioco storiche di Venezia, Sanremo, Campione d'Italia e Saint-Vincent, ciascuna autorizzata da un provvedimento legislativo specifico. Non esiste un sistema di licenze per l'apertura di nuovi casinò fisici: l'ultima delle quattro autorizzazioni risale al 1946 e da allora nessuna quinta casa da gioco è stata aperta sul territorio nazionale. Una logica per certi versi simile vale per il Casinò di Baden bei Wien, in Austria, nato nel 1934 come primo stabilimento a funzionamento continuativo del monopolio statale austriaco del gioco.
Le quattro autorizzazioni italiane
La più antica delle quattro è il Casinò di Venezia, che fa risalire la propria origine al Ridotto di San Moisè, aperto nel 1638 dal Maggior Consiglio della Repubblica come casa da gioco pubblica durante il Carnevale. Il Ridotto chiuse nel 1774 per volontà del riformatore Giorgio Pisani. L'attuale sede invernale, Ca' Vendramin Calergi sul Canal Grande, fu acquistata dal Comune di Venezia nel 1946; l'autorizzazione del Ministero dell'Interno che riconosce al Comune l'esclusiva del gioco in Italia risale al 16 luglio 1936, anno in cui aprì anche la sede estiva al Lido.
Il Casinò di Sanremo nacque come Kursaal, inaugurato il 14 gennaio 1905 su progetto dell'architetto francese Eugène Ferret, sotto il sindaco Augusto Mombello: in origine un centro di intrattenimento in stile Liberty, senza una vera autorizzazione al gioco. Questa arrivò solo con il Regio Decreto-Legge 22 dicembre 1927, n. 2448 – convertito nella legge 27 dicembre 1928, n. 3125 – che consentì al Comune di finanziare opere pubbliche con i proventi del gioco; il Casinò aprì ufficialmente il 21 gennaio 1928.
Il Casinò di Campione occupa una posizione particolare: Campione d'Italia è un'enclave italiana in territorio svizzero, sul Lago di Lugano. Il primo Casinò Municipale aprì nel 1917, in piena Prima guerra mondiale, con un obiettivo più strategico che ludico – creare un contesto plausibile per attività di intelligence in territorio neutrale – e chiuse nel 1919. Riaprì definitivamente il 2 marzo 1933 in base al decreto-legge n. 201 del 1933, che autorizzava il Ministero dell'Interno a concedere deroghe alla normativa vigente purché senza oneri per il bilancio dello Stato.
Il Casinò de la Vallée di Saint-Vincent è il più recente dei quattro. Una prima richiesta di autorizzazione, nel 1921, non ebbe seguito. Nel dopoguerra, il presidente della Valle d'Aosta Federico Chabod firmò il decreto di apertura il 3 aprile 1946, basandosi sull'articolo 12 del decreto luogotenenziale n. 545 del 7 settembre 1945, che aveva concesso l'autonomia alla regione; la concessione ebbe durata ventennale. Il Casinò aprì il 29 marzo 1947 nelle sale del Grand Hotel Billia.
Baden bei Wien: il modello austriaco
Il Casinò di Baden occupa il Kurhaus della città termale, costruito tra il 1884 e il 1886 dagli architetti Eugen Faßbender e Maximilian Katscher al posto dell'antico Bagno Teresiano. Il gioco d'azzardo a concessione statale nasce in Austria nel 1934, quando le prime sale da gioco autorizzate aprirono quasi contemporaneamente a Baden, Semmering, Salisburgo e Kitzbühel: quella di Baden, inaugurata il 12 aprile 1934, fu la prima a funzionare tutto l'anno. Rimase parzialmente attiva anche durante la guerra e poté riaprire pienamente solo il 9 luglio 1955, dopo il ritiro delle truppe di occupazione sovietiche.
Come leggere l'elenco
Le quattro sedi italiane sono ordinate da est a ovest lungo l'arco alpino settentrionale – Venezia, Campione d'Italia, Saint-Vincent, Sanremo – mentre il Casinò di Baden bei Wien, in Austria, chiude il percorso come termine di confronto con un modello di licenza diverso da quello italiano. La mappa interattiva qui sotto ne mostra la posizione geografica e il rapporto con i confini nazionali e regionali che ne hanno reso possibile, o necessaria, l'apertura.
Le tappe
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Casinò di Venezia
Venezia, Italia
Il casinò più antico del mondo affonda le radici nel Ridotto di San Moisè, aperto nel 1638 e chiuso nel 1774. Dal 1946 la sede invernale è Ca' Vendramin Calergi, palazzo rinascimentale sul Canal Grande iniziato nel 1481 su progetto di Mauro Codussi, dove morì Richard Wagner nel 1883.
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Casinò di Campione
Campione d'Italia, Italia
Aperto nel 1917 in piena guerra come copertura per attività di spionaggio in un'enclave italiana neutrale sul Lago di Lugano, chiuse due anni dopo. Riaprì il 2 marzo 1933 in base al decreto-legge n. 201/1933 sulle deroghe ministeriali alla normativa sul gioco d'azzardo.
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Casinò de la Vallée, Saint-Vincent
Saint-Vincent, Italia
Autorizzato dal presidente della Valle d'Aosta Federico Chabod il 3 aprile 1946, in forza dell'autonomia regionale concessa l'anno precedente, aprì il 29 marzo 1947 nelle sale del Grand Hotel Billia – ultimo dei quattro casinò italiani, dopo una prima richiesta respinta nel 1921.
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Casinò di Sanremo
Sanremo, Italia
Inaugurato il 14 gennaio 1905 come Kursaal in stile Liberty su progetto dell'architetto francese Eugène Ferret, ospitava concerti e balli senza autorizzazione al gioco. La licenza arrivò con il Regio Decreto-Legge n. 2448 del 1927; il Casinò aprì ufficialmente il 21 gennaio 1928.
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Casinò di Baden
Baden bei Wien, Austria
Occupa il Kurhaus termale costruito tra il 1884 e il 1886 dagli architetti Eugen Faßbender e Maximilian Katscher. Il 12 aprile 1934 vi aprì la prima sala da gioco a concessione statale austriaca attiva tutto l'anno; chiuso parzialmente in guerra, riaprì pienamente il 9 luglio 1955.