Un caffè veneziano dal 1720
Il Caffè Florian aprì in Piazza San Marco il 29 dicembre 1720, con il nome di “Alla Venezia Trionfante”. Prese in seguito il nome del proprietario, Floriano Francesconi, ed è riconosciuto come il più antico caffè d’Italia rimasto sempre in attività. La sua posizione sulla piazza, sotto i portici di fronte alla Basilica, lo rese fin dai primi anni un naturale punto d’incontro della società veneziana, in un’epoca in cui i caffè erano ancora una novità relativamente recente nella vita delle città europee.
Avventori di tre secoli
Nei secoli successivi il locale attirò un lungo elenco di scrittori, artisti e viaggiatori. Carlo Goldoni, frequentatore abituale, vi avrebbe tratto ispirazione per la commedia “La bottega del caffè”, e Giacomo Casanova figurava tra i suoi primi avventori. Tra i visitatori più tardi si contano Ugo Foscolo, Lord Byron, Goethe, Charles Dickens e Marcel Proust; il Florian fu anche uno dei pochi caffè veneziani che nel Settecento ammetteva le donne, un elemento che ne rafforzò il ruolo di autentico luogo di incontro pubblico e non di semplice circolo maschile. Durante il moto insurrezionale del 1848 contro il dominio austriaco, il locale servì i patrioti veneziani e fu utilizzato in alcuni momenti come ospedale di fortuna, un ruolo che lo pose per un breve periodo al centro della vita politica cittadina oltre che di quella sociale.
Un interno costruito nel tempo
Le sale del Florian non furono decorate tutte insieme. In seguito a un restauro del 1858 curato dall’architetto Lodovico Cadorin, il caffè fu ampliato con una sequenza di sale a tema, tra cui la Sala Orientale e la Sala degli Uomini Illustri, le cui pareti ospitano ritratti di veneziani noti, e in seguito la Sala Cinese. Una sala in stile Liberty, nel gusto dell’Art Nouveau, fu aggiunta nel 1920, dando al caffè la sua attuale sequenza di piccoli salotti decorati singolarmente invece di un’unica grande sala. Specchi, pannellature in legno intagliato, stucchi dorati e tappezzerie d’epoca arredano gli ambienti, dando a ciascuno un carattere distinto ma conservando un linguaggio ottocentesco condiviso.
Un legame con la Biennale
Dal 1893 il Florian è legato alla Biennale di Venezia e dal 1988 ospita periodicamente mostre d’arte contemporanea legate al programma della Biennale, unendo le sue sale storiche al ruolo continuo di Venezia come centro dell’arte contemporanea oltre che al suo passato settecentesco. Grazie a questo legame, i salotti decorati del caffè, rimasti in gran parte fissati nella loro forma ottocentesca, espongono periodicamente opere di artisti contemporanei accanto ai ritratti e alle dorature di un’epoca precedente.
Il Florian oggi
Il caffè continua a operare negli stessi locali porticati di Piazza San Marco, servendo pasticceria prodotta sul posto e miscele di caffè in vendita per i visitatori, oltre ai tavolini all’aperto sotto il portico affacciato sulla piazza. La combinazione di una storia commerciale ininterrotta di tre secoli e di una sequenza di sale d’epoca decorate ne fa uno degli esempi meglio conservati di interno di un caffè veneziano settecentesco ancora in uso commerciale.