Un casino di caccia per gli arcivescovi
Schloss Fuschl sorge su una penisola all’estremità occidentale del Fuschlsee, nella regione austriaca del Salzkammergut, circa a metà strada tra Salisburgo e il suo entroterra montano. Fu costruito intorno al 1450 dai principi-arcivescovi di Salisburgo, che esercitavano autorità sia religiosa sia civile sul territorio circostante, e lo utilizzavano come base per le battute di caccia nei boschi intorno al lago. Per gli arcivescovi e la loro corte, Fuschl univa la funzione pratica di base venatoria al prestigio di una proprietà di rappresentanza, separata dal centro amministrativo di Salisburgo e utilizzata come ritiro dagli impegni di governo dell’arcivescovado.
Il declino dopo il 1816
Le sorti del castello furono legate direttamente allo status politico di Salisburgo stessa, seguendone l’ascesa e il declino insieme all’autorità degli arcivescovi che lo avevano costruito. Quando il Principato Arcivescovile di Salisburgo fu soppresso nel 1816 e il suo territorio assorbito nell’Impero austriaco, Fuschl perse il proprietario istituzionale che lo aveva mantenuto per oltre tre secoli e mezzo. Senza il sostegno della corte arcivescovile, il castello cadde in stato di abbandono, e sarebbe passato oltre un secolo prima che recuperasse la sua importanza precedente.
Confisca e restituzione
Negli anni Trenta del Novecento, la proprietà di Schloss Fuschl era passata a Gustav Edler von Remiz (1888-1939). Durante il periodo nazista fu imprigionato a Dachau, dove morì, e la proprietà fu confiscata alla sua famiglia, una delle numerose espropriazioni avvenute nella regione in quegli anni. Il castello divenne in seguito la residenza estiva di Joachim von Ribbentrop, ministro degli Esteri del Terzo Reich, che vi organizzò ricevimenti diplomatici per gli alleati della Germania. Solo nel 1955, un decennio dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il castello fu formalmente restituito alla famiglia von Remiz.
Da castello a hotel
La famiglia trasformò Schloss Fuschl in hotel negli anni Cinquanta, dando all’edificio una nuova destinazione commerciale dopo il lungo declino. Oggi opera come hotel a cinque stelle, con le sale storiche adattate all’ospitalità ma conservando gran parte del carattere originario del castello. La proprietà ospita anche collezioni d’arte accumulate nel corso della sua storia e un piccolo museo dedicato ai film di Sissi, alcune scene dei quali furono girate sul posto negli anni Cinquanta, aggiungendo un ulteriore e più recente strato di richiamo popolare al passato arcivescovile del castello.
Schloss Fuschl oggi
Ciò che distingue Schloss Fuschl da molti castelli riconvertiti è la nettezza della sua storia: un casino di caccia religioso, privato della propria funzione dai cambiamenti politici del primo Ottocento, confiscato sotto un regime totalitario, restituito alla famiglia dopo anni di incertezza e infine trasformato in hotel di lusso. Ogni fase resta visibile in parti diverse della proprietà, dalla muratura più antica dell’epoca arcivescovile alle aggiunte del secondo Novecento che lo trasformarono in un luogo per ospiti paganti invece che per battute di caccia, con il lago a restare l’unica costante attraverso tutte queste fasi, dagli arcivescovi che vi cacciavano fino agli ospiti che oggi vi soggiornano per ammirarne il panorama sul lago e sulle montagne circostanti.