Salisburgo Fortezza

Schloss Hohenwerfen

Schloss Hohenwerfen domina la valle del Salzach dal 1075, costruito dall'arcivescovo Gebhard di Salisburgo durante la Lotta per le Investiture; oggi è un museo con centro di falconeria.

Su uno sperone roccioso circa quaranta chilometri a sud di Salisburgo, Schloss Hohenwerfen sorveglia da quasi mille anni la valle del Salzach, una fortezza la cui costruzione, le cui prigionie e il cui quasi incendio distruttivo ripercorrono gran parte della storia turbolenta dell’arcivescovado che un tempo difendeva.

Costruito in una lotta tra papa e imperatore

La costruzione iniziò tra il 1075 e il 1078, ordinata da Gebhard, principe-arcivescovo di Salisburgo, nel pieno della Lotta per le Investiture, il lungo conflitto tra il papato e il Sacro Romano Impero sulla nomina dei vescovi. Gebhard, alleato convinto di papa Gregorio VII e del re rivale Rodolfo di Svevia, scelse un promontorio naturalmente difendibile che dominava un ampio tratto della valle del Salzach, rendendo Hohenwerfen una delle tre roccaforti fortificate, insieme a Hohensalzburg e al castello di Petersberg in Carinzia, che ancoravano le difese del suo arcivescovado. La resistenza di Gebhard all’imperatore Enrico IV lo costrinse comunque all’esilio, e l’arcivescovo morì a Hohenwerfen non molto dopo essere riuscito a tornare a Salisburgo.

Ampliamento, guerra e prigione di stato

La fortezza crebbe attraverso ulteriori campagne costruttive nel XII e nel XVI secolo, assumendo gradualmente il carattere di residenza e di riserva di caccia per i principi-arcivescovi accanto al suo ruolo militare originario. Durante la Guerra dei contadini tedeschi del 1525-1526, Hohenwerfen servì come avamposto difensivo contro i contadini e i minatori ribelli che avanzavano verso Salisburgo. La sua fama più cupa derivò però dal lungo uso come prigione di stato: le sue celle ospitarono arcivescovi, nobili e funzionari nel corso dei secoli, tenuti in condizioni che i contemporanei descrivevano come severe, indipendentemente dal rango del prigioniero.

Incendio, vendita e uso bellico

Un grave incendio nel 1931 distrusse gran parte delle sezioni orientale e meridionale del castello, imponendo un ampio restauro. L’arciduca Eugenio d’Austria, proprietario dell’epoca, vendette la proprietà nel 1938 al Reichsgau nazista di Salisburgo; durante la Seconda guerra mondiale il castello ospitò una scuola di formazione per la dirigenza nazista. Dopo la guerra servì, fino al 1987, come centro di addestramento per la gendarmeria federale austriaca, prima di essere convertito all’attuale uso turistico e culturale.

Architettura

L’architettura di Hohenwerfen riflette la sua lunga e stratificata costruzione: massicce mura perimetrali, torri angolari e un maschio centrale, il Bergfried, si ergono sopra cortili e cappelle aggiunti man mano che la fortezza si evolveva da roccaforte puramente militare a residenza più abitabile, senza mai perdere il proprio carattere difensivo.

La visita oggi

Il castello funziona oggi come museo, con un’armeria che espone armi e armature medievali tra le sue attrazioni principali. Il suo elemento più noto è però un centro di falconeria che offre dimostrazioni quotidiane di volo con aquile, falchi e gufi, un legame vivo con le tradizioni venatorie un tempo praticate dai principi-arcivescovi. Una taverna sul posto serve piatti tradizionali, e il castello offre anche visite guidate e mostre temporanee, richiamando visitatori tanto per la sua ambientazione alpina quanto per la sua storia lunga e spesso violenta.

La posizione del castello, sospesa tra le Alpi di Berchtesgaden e i monti del Tennengebirge, continua a offrire ai visitatori un punto di osservazione sulla valle del Salzach non molto diverso da quello che ne aveva motivato la costruzione novecento anni fa.

Dove si trova

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