Schloss Klessheim

Foto: Andreas Weigel. Popmuseum at German Wikipedia · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Salisburgo Castello

Schloss Klessheim

Schloss Klessheim, palazzo barocco fuori Salisburgo iniziato intorno al 1700 per i principi-arcivescovi della città, fu utilizzato per funzioni di stato durante il periodo nazista e ospita dal 1993 il Casinò di Salisburgo.

A pochi chilometri a ovest del centro storico di Salisburgo, Schloss Klessheim è uno dei principali palazzi barocchi della città, frutto di tre secoli d’uso da parte dei principi-arcivescovi, di un arciduca austriaco e, nel suo capitolo più oscuro, dello stato nazista.

Le origini sotto i principi-arcivescovi

Il palazzo nacque da un modesto possedimento rurale, il “Kleshof”, acquisito nel 1690 da Johann Ernst von Thun, allora principe-arcivescovo di Salisburgo. Von Thun commissionò a Johann Bernhard Fischer von Erlach, principale architetto del barocco austriaco, il progetto di una grande residenza estiva sul sito, con i lavori avviati intorno al 1700. La morte di von Thun, nel 1709, interruppe la costruzione, e il suo successore scelse di dare priorità ad altri progetti, tra cui Schloss Mirabell. Toccò a un successivo principe-arcivescovo, Leopold Anton von Firmian, responsabile anche di Schloss Leopoldskron, completare sia la struttura esterna sia la decorazione interna e i giardini. Verso la fine del Settecento, l’arcivescovo Hieronymus von Colloredo fece rimpiantare i giardini barocchi formali nello stile inglese più naturalistico allora in voga.

Da residenza arciducale a proprietà statale

La secolarizzazione dell’arcivescovado di Salisburgo e la dissoluzione del Sacro Romano Impero nel 1803 fecero entrare Klessheim tra i possedimenti della dinastia asburgica. Dal 1866 fu la residenza salisburghese permanente dell’arciduca Ludovico Vittorio, fratello minore dell’imperatore Francesco Giuseppe, che commissionò all’architetto Heinrich von Ferstel l’aggiunta di un’ala invernale accanto all’edificio esistente. Negli anni Venti i terreni ospitarono un collegio inglese per l’infanzia e una scuola di danza diretta da Elizabeth Duncan, che attirò visitatori come lo scrittore James Joyce nel 1928.

Il periodo nazista

Dopo l’annessione dell’Austria alla Germania nazista nel 1938, Klessheim fu ristrutturato per funzioni di stato e ospitò incontri diplomatici tra figure di rilievo delle potenze dell’Asse, tra cui Benito Mussolini. La vicinanza al Berghof di Hitler gli conferì particolare importanza strategica in questo periodo, uno dei capitoli più cupi della lunga storia dell’edificio.

Il restauro postbellico e il Casinò di Salisburgo

Dopo la Seconda guerra mondiale, Klessheim fu restaurato e passò in proprietà al Land di Salisburgo, che lo utilizzò per un periodo come foresteria di stato. Dal 1993 le sue sale storiche ospitano il Casinò di Salisburgo, e parte del complesso è utilizzata anche da un istituto turistico. L’edificio unisce oggi l’architettura barocca dell’epoca di Fischer von Erlach, le successive aggiunte arciducali di Ferstel e il giardino paesaggistico in stile inglese introdotto sotto Colloredo, offrendo ai visitatori un percorso stratificato attraverso oltre trecento anni di storia ecclesiastica e dinastica salisburghese.

I giardini del palazzo, disegnati dapprima secondo il modello formale francese e in seguito rimodellati in stile paesaggistico inglese, restano oggi aperti intorno all’edificio, offrendo ai visitatori un’idea del parco che ha accompagnato la residenza in ciascuna delle sue fasi, dai principi-arcivescovi all’arciduca fino al Land di Salisburgo. La vicinanza al centro storico, raggiungibile in pochi minuti, rende Klessheim una tappa agevole per chi visita Salisburgo, pur restando in un contesto rurale ben distinto dal cuore barocco della città, con i propri giardini e la propria quiete separati dal traffico turistico del centro.

Dove si trova

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