Lodron

Dinastia feudale trentina, Conti dell'Impero dal 1452

I Lodron, documentati in Val di Chiese, in Trentino, dal 1086, divennero Conti dell'Impero nel 1452 ed espansero i propri domini in Vallagarina nel 1456, dando in seguito a Salisburgo uno dei suoi principi-arcivescovi.

Origini in Val di Chiese

La famiglia Lodron prende il nome dalla piana di Storo, in Val di Chiese, a nord del Lago d’Idro, in Trentino. La prima traccia documentaria certa è un contratto di affitto del 10 marzo 1086, che nomina “gli uomini di Lodrone” e un certo Calapino di Lodrone, ricomparso nel 1185 come vassallo del conte Enrico di Appiano. Una leggenda locale attribuisce a un antenato di nome Silvestro di Lodron la partecipazione alla Prima Crociata del 1099, ma il racconto non ha fondamento storico confermato ed è da considerarsi parte della successiva auto-mitizzazione della famiglia più che un fatto accertato. Il 24 agosto 1189 il vescovo di Trento, Corrado II di Beseno, concesse il castello di Lodrone in feudo ai rappresentanti di sette famiglie di Storo, un atto che formalizzò la posizione del gruppo nella valle e diede alla famiglia una base giuridica documentata su cui le generazioni successive avrebbero costruito.

Conti dell’Impero ed espansione

La posizione della famiglia salì rapidamente nel Quattrocento. Nel 1452 i fratelli Giorgio e Pietro Lodron ricevettero dall’imperatore Federico III il titolo di Conti dell’Impero, insieme all’amministrazione della Contea di Lodrone; il servizio militare reso a Venezia portò loro anche il castello di Cimbergo in Valcamonica. Nel 1456 estesero ulteriormente il proprio territorio, sottraendo alla famiglia rivale dei Castelbarco i castelli di Castelnuovo-Noarna e Castellano in Vallagarina, agendo per conto del principe-vescovo di Trento. Le generazioni successive aggiunsero possedimenti intorno a Concesio, in Val Trompia, e territori nel Veronese, costruendo una rete di beni feudali che si estendeva oltre i confini del Trentino, un’ampiezza territoriale insolita per una famiglia originaria di una singola valle alpina.

Una dinastia arrivata a Salisburgo

Alcuni rami della famiglia estesero in seguito il nome Lodron ben oltre le Alpi. Paride Lodron, figlio del conte Nicolò Lodron, governatore del Tirolo, nacque nel 1586 proprio a Castelnuovo, uno dei castelli conquistati dalla famiglia nel 1456, e divenne principe-arcivescovo di Salisburgo nel 1619, mantenendo la carica fino alla morte, nel 1653. Durante la Guerra dei Trent’anni riuscì a mantenere Salisburgo fuori dal conflitto, dedicandosi invece al governo e all’abbellimento della città: nel 1622 fondò l’università di Salisburgo, che ancora oggi porta il suo nome (Paris-Lodron-Universität Salzburg), fece erigere dall’architetto Santino Solari una nuova cinta di bastioni difensivi e completò il rinnovo della cattedrale cittadina, consacrata nel 1628. La sua opera diede alla dinastia un ruolo nella politica ecclesiastica austriaca lontano dalle sue origini trentine. I Lodron continuarono a esercitare un’influenza significativa fino all’inizio dell’Ottocento, con l’ultimo conte della linea morto nel 1842, quando il ruolo feudale della famiglia in Trentino, nel Bresciano e a Salisburgo era già stato superato dai più ampi cambiamenti politici che ridisegnavano la regione alpina.

Un’eredità dinastica

In oltre sette secoli i Lodron passarono da un gruppo di famiglie vassalle in un’unica valle alpina a Conti dell’Impero con castelli sparsi tra Trentino, Bresciano e Veronese, fino a esprimere un principe-arcivescovo di Salisburgo. I loro possedimenti, tra cui i castelli di Lodrone, Castelnuovo e Castellano, restano oggi parte del patrimonio costruito della regione.