Itinerario: Biblioteche storiche
Percorso tra le biblioteche storiche italiane più antiche, dalla Capitolare di Verona alla Biblioteca Apostolica Vaticana, con date verificate.
13 tappe
La storia della biblioteca pubblica, nel senso moderno del termine, nasce in buona parte in Italia. Prima che uno Stato aprisse una raccolta di libri alla cittadinanza, furono un vescovo agostiniano, un signore di provincia e un ordine religioso a farlo per primi – e le loro fondazioni sono ancora oggi in funzione.
Dagli scriptoria monastici alle prime biblioteche pubbliche
La più antica testimonianza è anche la meno appariscente: la Biblioteca Capitolare di Verona, attestata già nel 517 e riconosciuta come la più antica biblioteca del mondo ancora attiva ininterrottamente, nata come scriptorium della cattedrale e frequentata, secoli dopo, da Dante e Petrarca. Un percorso simile, da raccolta monastica a istituzione pubblica, riguarda la Biblioteca Classense di Ravenna, i cui primi codici camaldolesi risalgono al Duecento e la cui sala monumentale fu voluta dall'abate Pietro Canneti a partire dal 1704; divenne biblioteca civica solo nel 1803, dopo la soppressione napoleonica degli ordini religiosi.
Il salto verso l'apertura al pubblico avviene nel Seicento. Nel 1604 il vescovo agostiniano Angelo Rocca lasciò la propria raccolta di circa 20.000 volumi al convento di Sant'Agostino a Roma, fondando quella che sarebbe diventata la Biblioteca Angelica – la prima biblioteca d'Europa aperta a chiunque, senza distinzione di censo. Pochi decenni dopo il cardinale Girolamo Casanate lasciò in eredità oltre 25.000 volumi ai domenicani di Santa Maria sopra Minerva: la Biblioteca Casanatense inaugurò il 3 novembre 1701. Il primato della biblioteca civica – di proprietà non ecclesiastica, aperta a tutti per statuto – spetta però alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, costruita tra il 1447 e il 1452 per volontà del signore Malatesta Novello e aperta al pubblico il 15 agosto 1454: è anche l'unica biblioteca monastica e civica del Quattrocento arrivata intatta fino a oggi, inserita dall'UNESCO nel registro Memory of the World.
Le grandi raccolte rinascimentali e l'età dei lumi
Il Rinascimento produce le biblioteche-monumento. A Firenze, papa Clemente VII commissionò a Michelangelo Buonarroti il progetto della Biblioteca Medicea Laurenziana nel 1519, per custodire i manoscritti raccolti da Lorenzo il Magnifico; i lavori, diretti dallo stesso Michelangelo fino al 1534, si conclusero solo nel 1571. A Venezia, la donazione di circa mille manoscritti greci e latini fatta dal cardinale Bessarione nel 1468 pose le basi della Biblioteca Marciana, la cui sede fu costruita da Jacopo Sansovino a partire dal 1537 e completata da Vincenzo Scamozzi nel 1588.
Il Settecento illuminista porta le prime biblioteche di Stato pensate per la formazione pubblica. Maria Teresa d'Austria ne volle due nei suoi domini italiani: la Biblioteca Braidense di Milano, aperta nel 1786 nel Palazzo di Brera dopo la soppressione dei gesuiti, e la Biblioteca Teresiana di Mantova, aperta al pubblico il 30 marzo 1780 nel Palazzo degli Studi. Sono coeve alla Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza, aperta nel 1708 grazie al lascito del giurista Giovanni Maria Bertolo.
La Biblioteca Apostolica Vaticana raccoglie un'eredità precedente: papa Niccolò V aveva già riunito quasi 1.200 codici alla propria morte nel 1455, ma fu papa Sisto IV a fondarla formalmente con la bolla Ad decorem militantis Ecclesiae del 15 giugno 1475, affidandone la direzione al primo bibliotecario, Bartolomeo Platina. Un percorso diverso, novecentesco, è quello della Biblioteca Hertziana di Roma, fondata nel 1913 dalla mecenate Henriette Hertz come istituto di ricerca sulla storia dell'arte italiana, oggi parte della Società Max Planck.
Come leggere l'elenco
Le tappe sono ordinate lungo un asse che attraversa la penisola da sud a nord: dalla Città del Vaticano e Roma, dove si concentrano tre fondazioni, verso Firenze, Bologna, Ravenna e Cesena in Emilia-Romagna, quindi verso Venezia, Vicenza e Verona in Veneto, Mantova e infine Milano. La Biblioteca Salaborsa di Bologna chiude idealmente il cerchio: inaugurata nel dicembre 2001 nel Palazzo d'Accursio, mostra sotto un pavimento di vetro gli scavi archeologici che documentano l'uso continuo di quello stesso luogo dal VII secolo a.C. – la stratificazione fisica di tutto ciò che le tappe precedenti raccontano in forma di libri.
Le tappe
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Biblioteca Apostolica Vaticana
Fondata formalmente da papa Sisto IV con la bolla Ad decorem militantis Ecclesiae del 15 giugno 1475, ereditò la collezione di quasi 1.200 codici messa insieme da Niccolò V. Il primo bibliotecario, l'umanista Bartolomeo Platina, ne assunse la direzione il 18 giugno dello stesso anno.
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Biblioteca Casanatense
Roma, Italia
Nata dal lascito testamentario del cardinale Girolamo Casanate, che nel 1698 destinò oltre 25.000 volumi ai domenicani di Santa Maria sopra Minerva, inaugurò il 3 novembre 1701 in un edificio progettato da Antonio Maria Borioni nel chiostro del convento.
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Biblioteca Angelica
Fondata nel 1604 dal vescovo agostiniano Angelo Rocca, che vi lasciò circa 20.000 volumi, è la prima biblioteca pubblica d'Europa aperta a chiunque, senza distinzioni di censo o di status – un primato che precede di un secolo le grandi biblioteche di Stato illuministe.
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Biblioteca Hertziana
Fondata nel 1913 dalla mecenate Henriette Hertz, che nel 1912 aveva donato Palazzo Zuccari sul Pincio come sede, nacque come istituto di ricerca sulla storia dell'arte italiana all'interno della Kaiser-Wilhelm-Gesellschaft. Oggi fa parte della Società Max Planck.
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Biblioteca Medicea Laurenziana
Firenze, Italia
Commissionata nel 1519 da papa Clemente VII per custodire i manoscritti raccolti da Lorenzo il Magnifico, fu progettata e in parte diretta da Michelangelo Buonarroti fino al 1534. I lavori, completati da altri architetti, si conclusero con l'apertura al pubblico l'11 giugno 1571.
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Biblioteca Salaborsa
Inaugurata nel dicembre 2001 nel Palazzo d'Accursio, sede storica del governo cittadino, sorge sopra un'area archeologica visibile attraverso un pavimento di vetro: resti che documentano insediamenti dal VII secolo a.C. e la fondazione della Bononia romana nel 189 a.C.
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Biblioteca Classense
Le prime raccolte di codici dei monaci camaldolesi risalgono al Duecento; la sala monumentale attuale fu commissionata all'architetto Giuseppe Antonio Soratini dall'abate Pietro Canneti a partire dal 1704. Divenne biblioteca civica di Ravenna nel 1803, dopo la soppressione napoleonica degli ordini religiosi.
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Biblioteca Malatestiana
Cesena, Italia
Costruita tra il 1447 e il 1452 per volontà di Malatesta Novello, signore di Cesena, e aperta al pubblico il 15 agosto 1454, è la prima biblioteca civica d'Europa e l'unica biblioteca monastica e civica del Quattrocento conservata intatta: dal 2005 è nel registro UNESCO Memory of the World.
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Biblioteca Nazionale Marciana
Nata dalla donazione di circa mille manoscritti greci e latini fatta dal cardinale Bessarione alla Repubblica di Venezia nel 1468, ha sede nell'edificio progettato da Jacopo Sansovino a partire dal 1537 e completato da Vincenzo Scamozzi nel 1588, affacciato sulla Piazzetta San Marco.
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Biblioteca Civica Bertoliana
Nata dal lascito di quasi 9.000 volumi del giurista vicentino Giovanni Maria Bertolo nel 1696, trovò sede nel Palazzo del Monte di Pietà, ampliato dall'architetto Francesco Muttoni, e aprì al pubblico nel 1708: oggi è la terza biblioteca del Veneto per importanza, dopo la Marciana e l'Universitaria di Padova.
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Biblioteca Capitolare di Verona
Attestata dal 517, è la più antica biblioteca del mondo tuttora in attività, nata come scriptorium della cattedrale. Conserva oltre 1.200 manoscritti e la più antica copia esistente del De Civitate Dei di Sant'Agostino; tra i suoi frequentatori medievali figurano Dante e Petrarca.
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Biblioteca Teresiana
Voluta da Maria Teresa d'Austria nell'ambito della riforma illuminista delle istituzioni culturali lombarde, aprì al pubblico il 30 marzo 1780 in un'ala del Palazzo degli Studi, ex collegio gesuitico la cui facciata neoclassica fu disegnata nel 1757 da Alfonso Torregiani.
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Biblioteca Braidense
Milano, Italia
Voluta da Maria Teresa d'Austria con un decreto dell'8 ottobre 1770 per colmare l'assenza a Milano di una biblioteca pubblica di libri a stampa, trovò sede nel Palazzo di Brera, ex collegio gesuitico, e aprì il 2 novembre 1786 come Imperialis Regia Bibliotheca Mediolanensis.