Veneto biblioteca

Biblioteca Civica Bertoliana

Nel cuore pulsante di Vicenza, scrigno di arte e storia, si erge un'istituzione che da oltre tre secoli custodisce la memoria e il sapere della città e del territorio: la Biblioteca Civica Bertoliana.

Descrizione Storica

Nel cuore pulsante di Vicenza, scrigno di arte e storia, si erge un’istituzione che da oltre tre secoli custodisce la memoria e il sapere della città e del territorio: la Biblioteca Civica Bertoliana. Non un semplice archivio di volumi, ma un vero e proprio epicentro culturale, la Bertoliana rappresenta oggi la più antica e significativa biblioteca di Vicenza, distinguendosi nel panorama veneto come una delle prime tre per importanza, subito dopo la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia e la Biblioteca Universitaria di Padova.

Dalle Visioni di un Nobile alla Nascita di un Polo Culturale

La storia affascinante della Bertoliana affonda le sue radici nella generosità illuminata di un nobile vicentino, Giovanni Maria Bertolo. Nel lontano 1696, mosso da un profondo desiderio di rendere accessibile il sapere, Bertolo decise di donare alla sua amata città la sua considerevole collezione personale, composta da quasi novemila volumi. La sua unica, ma perentoria, condizione era che questa ricchezza intellettuale fosse conservata in un “vaso di tanto splendore”, a beneficio di tutti i cittadini.

La scelta del luogo ricadde sull’imponente Palazzo del Monte di Pietà, un edificio già simbolo di prestigio civico. Qui, dopo un’attenta riorganizzazione e un notevole ampliamento curato dall’architetto Francesco Muttoni, la biblioteca aprì ufficialmente le sue porte al pubblico nel 1708. In omaggio al suo lungimirante fondatore, scomparso prima di vedere l’opera compiuta, l’istituzione fu battezzata “Bertoliana”. Il nucleo originario, comprendente oltre ottomila opere, di cui una parte significativa dedicata al diritto, gettò le basi di un patrimonio inestimabile.

Nel corso dei decenni, il tesoro della Bertoliana crebbe esponenzialmente grazie a continue donazioni e oculate acquisizioni. Un punto di svolta si ebbe con il lascito di Fedele Lampertico, illustre economista, statista e senatore, che arricchì la collezione con circa ventimila tra volumi e opuscoli. Questa straordinaria espansione rese evidente la necessità di spazi più ampi e adeguati. La soluzione fu individuata nell’ex convento di San Giacomo, in Contra’ Riale, liberato dai padri Somaschi. L’ingegnere Dondi dall’Orologio, dell’Ufficio tecnico comunale, guidò il progetto di ristrutturazione che culminò con l’inaugurazione della nuova sede il 23 gennaio 1910. Un evento di tale portata non poteva che vedere la partecipazione di figure di spicco, tra cui lo scrittore Antonio Fogazzaro. La nuova casa della Bertoliana fu progettata per accogliere una mole impressionante di materiale: 240.000 volumi, 100.000 opuscoli e 20.000 buste d’archivio.

La crescita non si arrestò neanche negli anni difficili del primo conflitto mondiale. Tra il 1924 e il 1933, l’ambasciatore Lelio Bonin Longare arricchì ulteriormente il patrimonio con la donazione dell’archivio e della libreria della famiglia Nievo, un tesoro di manoscritti, incunaboli e preziose cinquecentine. La Seconda Guerra Mondiale pose la biblioteca di fronte a una sfida senza precedenti: la salvaguardia del suo inestimabile patrimonio. Le opere più pregiate intrapresero un’odissea di trasferimenti, nascoste tra ville e abbazie, per poi essere murate nei sotterranei del Santuario di Monte Berico e in parte trasferite a Venezia, in un disperato tentativo di proteggerle dalla