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Seguendo le orme di Hemingway in Italia

Nato il 21 luglio 1899 in Illinois, Ernest Hemingway è stato uno delle figure più importanti della letteratura del XX secolo. Vera e propria icona e celebrità mondiale, nonché vincitore del Premio Nobel del 1954, ha legato la sua vita avventurosa a luoghi come la la Spagna, Cuba e Florida, ma anche all’Italia.

Il suo primo contatto col Belpaese durante la Prima Guerra Mondiale, quando il giovane Ernest fu si arruolò come autista di ambulanza della Croce Rossa. Poco dopo essere trasferito sulle rive del Piave, Hemingway venne colpito dai frammenti di un mortaio e sebbene ferito si prodigò per mettere in salvo i soldati vicini, azione che successivamente gli valse l’onore di una Medaglia d’argento al valor militare da parte dello Stato italiano.

La convalescenza in un ospedale a Milano e la storia d’amore fallita con l’infermiera Agnes von Kurowsky furono poi l’ispirazione per il suo romanzo “Addio alle armi”, scritto 10 anni dopo gli eventi. 
Questo primo assaggio, intenso e tragico, di vita italiana rimase per sempre indelebile nel cuore dello scrittore, al punto da farlo tornare a più riprese nel corso della sua turbolenta vita con presenze continue.

I luoghi di Hemingway


Relais Villa Fiorita 

La signorile residenza veneziana del XVII secolo durante la prima guerra mondiale fu abbandonata ed occupate dalle truppe della Croce Rossa americana, ed è proprio qui che Hemingway venne portato gravemente ferito nella notte dell’8 Luglio 1818. Una mostra ospitate tra le sale della villa ripercorre questa esperienza e i legami che lo scrittore ha poi sviluppato col territorio.

Grand Hotel des Iles Borromees

Ancora in semiconvalescente dalle ferite di guerra, Hemingway ottenne alcuni giorni di licenza che decise di trascorrere trovando ristoro nelle bellezze naturali di Stresa e del Lago Maggiore. Alloggiò al Grand Hotel des Iles Borromees nella camera 106, oggi rinominata Hemingway Suite, trascorrendo le giornate socializzando con gli ospiti e degustando gli immancabili cocktail nel bar dell’Hotel. Hemingway tornà al Grand Hotel des Iles Borromees nel 1948, firmandosi nel libro degli ospiti come “An old client”, un vecchio cliente

Hotel Bellevue

Nel cuore dell’elegante e mondana Cortina Hemingway arrivò nel 1923, soggiornando come molte altre celebrità dell’epoca all’Hotel Bellevue. Sarà proprio tra le sue stanze che scriverà una delle sue opere d’esordio della serie “Out of season”

Villa Kechler de Asarta

Arrivato per la prima volta a Venezia nel 1948, scrisse un altro dei suoi capolavori “al Di là dal fiume e tra gli alberi” soggiornando nella pittoresca Torcello. È durante questo periodo che Hemingway stringe amicizia con la i fratelli Kechler, con cui amava andare a pesca o a caccia di anatre nella laguna di Caorle. E’ più volte ospite di Villa Kelcher, tra i pioppi della campagna friulana che tanto amava.

Venezia e l’Harry’s bar

A metà degli anni ’50 Hemingway divenne un habitué di Venezia e dei suoi posti più iconici, come il Gritti Palace o l’Harry’s Bar, dove gli fu riservato un tavolino. Tra cene con amici e vini come il Valpolicella che Giuseppe Cipriani, titolare del bar, gli fece conoscere ed amare, Hemingway divenne una presenza fissa dello storico bar, tanto da lanciare lui stesso un nuovo cocktail, il Montgomery, ispirato al generale inglese