Margherita di Savoia

Margherita di Savoia: Il Volto della Nuova Italia Nata nel 1851 e spentasi nel 1926, Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia fu una figura di straordinaria rilevanza nel panorama del Regno d'Italia appena unificato.

Biografia

Margherita di Savoia: Il Volto della Nuova Italia

Nata nel 1851 e spentasi nel 1926, Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia fu una figura di straordinaria rilevanza nel panorama del Regno d’Italia appena unificato. Consorte di Umberto I, ella assunse il ruolo di prima regina d’Italia, un titolo che la moglie di Vittorio Emanuele II, Maria Adelaide d’Austria, non poté mai fregiarsi essendo venuta a mancare prima della proclamazione del Regno nel 1861. La sua reggenza non fu meramente protocollare, ma si distinse per una profonda influenza culturale, politica e sociale, plasmando l’immagine della monarchia sabauda agli occhi di una nazione in cerca di identità.

Un’Icona Popolare e una Tessitrice di Consensi

Fin dagli anni in cui ricoprì il ruolo di principessa ereditaria e, in seguito, dal 1878, di regina, Margherita esercitò un’influenza notevole sulle decisioni del marito e un fascino innegabile sulla popolazione. Con una sapiente regia delle proprie apparizioni pubbliche, concepite per attrarre il popolo, la regina si presentava con un abbigliamento sempre ricercato e una costante affabilità. Questa combinazione di eleganza e cordialità le permise di guadagnare un’ammirazione trasversale, capace di unire le classi elevate e quelle più umili. Fu una vera e propria icona popolare, tanto che, secondo alcuni storici, suscitò un entusiasmo paragonabile solo a quello di figure come Giuseppe Garibaldi o, in seguito, Benito Mussolini, sebbene in contesti e con finalità ben diverse.

Tra Conservatorismo e Diplomazia Reale

Profondamente cattolica, fieramente legata alla Casa Savoia e intrinsecamente reazionaria, Margherita fu una nazionalista convinta e fervida sostenitrice delle politiche imperialiste di Francesco Crispi. Il suo incitamento alla repressione delle rivolte popolari, come accadde a Milano nel tragico episodio del 1898, pur controverso, non compromise in modo irreparabile la sua immagine pubblica. Questo fenomeno potrebbe essere in parte attribuito al suo status di prima donna a sedere sul trono del paese neocostituito, che le conferiva un’aura di novità e legittimità. A corte, la regina si rivelò anche una sottile diplomatica. I suoi sontuosi balli e ricevimenti celavano spesso un piano strategico, mirato in particolare ad assicurare una mediazione con l’aristocrazia “nera”, quella fazione rimasta fedele al Vaticano dopo la breccia di Porta Pia e la presa di Roma. Attraverso il dialogo e il fascino personale, Margherita cercò di ricucire gli strappi tra la monarchia e il mondo cattolico intransigente.

Mecenate Illuminata e Fautrice della Cultura

Al di là delle sue posizioni politiche, Margherita di Savoia si distinse come una fervida promotrice delle arti e della cultura. Fu lei a introdurre la musica da camera in Italia e a fondare il quintetto d’archi di Roma. Settimanalmente, il Quirinale diveniva un salotto culturale di prim’ordine, radunando attorno alla regina il fior fiore dell’intellettualità italiana ed europea di passaggio nella capitale. Personalità del calibro di Ruggiero Bonghi, Theodor Mommsen, Ferdinand Gregorovius e Giuseppe Martucci furono assidui frequentatori di questi circoli. La sua sensibilità e lungimiranza si manifestarono anche nel sostegno a giovani talenti: fu grazie a una borsa di studio da lei concessa che, tra il 1880 e il 1883, il giovane Giacomo Puccini poté studiare al Conservatorio di Milano, gettando le basi per la sua futura grandezza. Persino il poeta Giosuè Carducci, nonostante il suo passato repubblicano e il suo iniziale disprezzo per i monarchi, finì per tributarle un’ode celebre, “Alla regina d’Italia”, subendo il fascino della sua personalità e del suo impegno culturale.

L’Alpinista e l’Eredità Indelebile

Margherita non fu solo una regina di corte e di cultura, ma anche una donna di spirito avventuroso. Appassionata alpinista, fu la prima donna a scalare una delle più alte vette delle Alpi, il Monte Rosa. In omaggio a questa sua impresa e alla sua passione, le venne dedicato il celebre Rifugio Margherita, costruito in prossimità della cima. La sua figura lasciò un’impronta indelebile nella memoria collettiva italiana, celebrata non solo in inni poetici ma anche in omaggi popolari, come la celebre “pizza Margherita”, creata in suo onore. Anche dopo l’assassinio del marito e la sua ascesa al ruolo di Regina Madre, il suo carisma e la sua influenza rimasero intatti, consolidando il mito di una regina che, pur con tutte le sue complessità e contraddizioni, seppe incarnare lo spirito di un’epoca e contribuire a forgiare l’identità di un’intera nazione.