Morosini

Famiglia patrizia veneziana, quattro dogi tra cui Francesco Morosini, ventisei procuratori di San Marco

I Morosini furono una delle grandi famiglie del patriziato veneziano, con quattro dogi eletti tra il XII e il XVII secolo, tra cui il celebre Francesco Morosini.

I Morosini sono una delle più antiche famiglie del patriziato di Venezia, annoverata tra le cosiddette “case apostoliche”, ovvero tra le dodici famiglie che, secondo la tradizione, presero parte all’elezione del primo doge Paolo Lucio Anafesto. Le origini della casata restano incerte: una leggenda la vuole giunta in laguna in fuga da Attila, un’altra la fa provenire da Mantova.

Un ruolo pubblico quasi ininterrotto

Per secoli i Morosini ebbero un ruolo di primo piano nella vita pubblica veneziana, esprimendo complessivamente quattro dogi, due cardinali, numerosi prelati e ventisei procuratori di San Marco, una delle cariche più prestigiose della Repubblica dopo quella dogale. Tra i dogi della famiglia figurano Domenico Morosini, in carica dal 1147 al 1156, Marino Morosini, doge dal 1249 al 1253, e Michele Morosini, che resse la carica nel 1382.

Francesco Morosini, il Peloponnesiaco

Il membro più celebre della famiglia fu Francesco Morosini, nato a Venezia il 26 febbraio 1619 e morto a Nauplia il 6 gennaio 1694. Soprannominato “il Peloponnesiaco” per le sue campagne militari nel Peloponneso contro gli ottomani, fu eletto centoottesimo doge della Repubblica il 3 aprile 1688 e resse la carica fino alla morte, sopraggiunta mentre si trovava ancora al comando delle operazioni militari in Grecia. Fu il quarto e ultimo membro della famiglia a raggiungere il dogado.

Le campagne di Morea

Prima di essere eletto doge, Francesco Morosini si era già distinto come capitano generale da mar nelle guerre contro l’Impero ottomano, in particolare nella riconquista della Morea, il Peloponneso, tra il 1684 e il 1687, da cui derivò il soprannome con cui è ricordato. Fu durante l’assedio veneziano dell’Acropoli di Atene nel 1687, condotto sotto il suo comando, che un colpo di mortaio provocò la celebre esplosione del Partenone, allora utilizzato dagli ottomani come deposito di polvere da sparo, un episodio che segnò in modo permanente il monumento antico.

Le residenze della famiglia a Venezia

Tra le dimore che testimoniano la presenza della famiglia in città vi è il palazzo di Campo Santo Stefano, acquistato dai Morosini nel 1628 e fatto restaurare dallo stesso Francesco Morosini, oggi noto come Palazzo Morosini Gatterburg. La famiglia possedette inoltre diverse ville e proprietà nella terraferma veneta, tra cui la villa un tempo nota come Priuli Grimani Morosini, alla quale è oggi legato il nome dell’attuale Golf Club Ca’ della Nave, nel territorio di Mirano.

Alla famiglia appartennero anche altri palazzi veneziani, tra cui Palazzo Morosini del Pestrin, Palazzo Morosini Brandolin e Palazzo Morosini Sagredo, e diversi rami produssero, oltre ai quattro dogi, personalità di rilievo culturale come l’umanista Domenico Morosini, vissuto tra il 1417 e il 1509 e autore di un trattato sul buon governo della repubblica completato dal figlio Lorenzo. Lo stemma di famiglia, d’oro con una banda d’azzurro, fu modificato nel 1299 da Albertino Morosini, bano di Slavonia, che ne trasformò la banda da orizzontale a diagonale.

Tra i membri della famiglia figurò anche Marcantonio Morosini, vissuto tra il 1434 e il 1509, che ricoprì la carica di podestà in diverse città soggette a Venezia e prese parte alla battaglia di Fornovo del 1495 contro le truppe di Carlo VIII di Francia.

Anche nei secoli successivi diversi membri della casata ricoprirono incarichi diplomatici per conto della Repubblica presso le corti europee, a testimonianza della continuità con cui i Morosini restarono presenti ai vertici dell’amministrazione veneziana fino agli ultimi decenni di vita dello stato.

Un’eredità nella storia della Repubblica

La lunga presenza dei Morosini nella vita pubblica veneziana, distribuita su un arco di oltre sei secoli, ne fa una delle famiglie di riferimento per ricostruire la storia politica e militare della Repubblica di Venezia, dal consolidamento dell’oligarchia patrizia nel Medioevo fino alle ultime campagne militari nel Mediterraneo orientale nel tardo Seicento, quando Francesco Morosini rappresentò l’ultimo grande tentativo veneziano di espansione territoriale prima del lento declino della Repubblica nel secolo successivo.