Incastonato maestosamente su uno sperone roccioso che domina la pittoresca Val di Tures ed Aurina, sopra l’abitato di Campo Tures, si erge il Castello di Tures, un’imponente fortezza che da secoli veglia sul paesaggio alpino. Questa roccaforte, tra le più scenografiche e ben conservate dell’intero Tirolo storico, non è solo una meraviglia architettonica, ma un vero e proprio scrigno di storie, leggende e arte, capace di trasportare il visitatore in un viaggio affascinante attraverso i secoli.
Un Viaggio Attraverso la Storia: Dalle Origini ai Restauri
La storia del Castello di Tures affonda le sue radici negli albori del XIII secolo, quando fu edificato dai potenti Signori di Taufers (o Baroni di Tures), la casata dominante della valle. La scelta del sito non fu casuale: la posizione elevata e strategica permetteva un controllo visivo completo sull’intera vallata, rendendola un punto focale per la difesa e l’amministrazione del territorio. In quel periodo primigenio, il complesso era già dotato di elementi essenziali come un robusto mastio, un palazzo signorile e una torre, a testimonianza della sua intrinseca funzione difensiva e residenziale.
Tuttavia, il destino della nobile casata di Taufers subì una svolta nel 1340, con l’estinzione del ramo principale della famiglia. Questo evento segnò l’inizio di un periodo di alterne fortune per il castello, che passò di mano in mano tra diverse famiglie nobiliari, subendo un progressivo declino e cadendo in uno stato di parziale rovina. Molti degli elementi che oggi ammiriamo furono aggiunti o modificati nel corso dei secoli, riflettendo le esigenze e i gusti dei vari proprietari che si susseguirono.
Fu solo all’inizio del XX secolo che si assistette a un primo, significativo tentativo di recupero. Ludwig Lobmayr, un appassionato studioso e collezionista d’arte, intraprese un’opera di risanamento volta a restituire parte dell’antico splendore alla struttura. Ma la vera e propria rinascita del Castello di Tures si ebbe nel secondo dopoguerra, grazie all’instancabile dedizione dell’abate benedettino Hieronymus Gassner. Con una visione chiara e un impegno straordinario, l’abate promosse un restauro complessivo che interessò le mura perimetrali e portò alla riedificazione di elementi chiave come la torre, salvando il maniero da un inesorabile degrado. Dal 1977, la gestione e la conservazione del castello sono affidate all’Associazione Castelli dell’Alto Adige, che ne assicura la fruizione pubblica e la tutela per le generazioni future.
Architettura: Un Mosaico di Stili tra Romanico e Gotico
Il Castello di Tures si presenta oggi come una sintesi armoniosa di stili e periodi costruttivi, testimoniando la sua lunga e complessa evoluzione. Il nucleo originario, risalente all’epoca dei Signori di Taufers nel XIII secolo, mostra chiari tratti romanici. A questo periodo appartengono elementi distintivi come il mastio imponente, la torre residenziale caratterizzata da eleganti bifore ad arco – tipiche dell’architettura romanica – e la suggestiva cappella del castello, un gioiello d’arte sacra. Le spesse mura e la sobrietà delle forme richiamano la robustezza e la funzionalità delle fortezze medievali.
Successivamente, il complesso fu ampliato e modificato, incorporando elementi di stile gotico, soprattutto durante il periodo in cui fu sotto la giurisdizione dei Vescovi di Bressanone. Questi interventi hanno arricchito la struttura con dettagli più raffinati e slanciati, pur mantenendo intatta la sua natura difensiva. Nel corso del Cinquecento, furono aggiunti ulteriori elementi strategici, come i robusti portoni e i ponti levatoi, che ne rafforzarono ulteriormente le capacità difensive, adattandola alle nuove tecniche militari dell’epoca.