Lombardia circolo

Clubino

Nel cuore pulsante di Milano, città da sempre crocevia di storia, cultura e innovazione, si cela un luogo che incarna l'eleganza discreta e la tradizione più radicata dell'alta società: il Clubino.

Descrizione Storica

Nel cuore pulsante di Milano, città da sempre crocevia di storia, cultura e innovazione, si cela un luogo che incarna l’eleganza discreta e la tradizione più radicata dell’alta società: il Clubino. Non un semplice circolo, ma un vero e proprio custode di un’epoca, un cenacolo esclusivo dove il tempo sembra rallentare, avvolgendo i suoi frequentatori in un’atmosfera di raffinata riservatezza.

Una Storia Intrecciata con l’Élite Milanese

La genesi del Clubino risale al fervente inizio del Novecento, precisamente al 1901. Nato inizialmente come “New Club”, questo sodalizio emerse da una scissione dal più antico e blasonato Circolo dell’Unione, un punto di riferimento per l’aristocrazia e la borghesia milanese. L’intento dei suoi fondatori, tra cui figure di spicco come l’ingegner Giulio Ceretti, il cavalier Gerardo Maino e l’ingegner Carlo Vogel, era quello di creare un nuovo spazio di incontro e confronto per la classe dirigente della città, un luogo che riflettesse le aspirazioni e lo stile di vita di una Milano in piena evoluzione.

I primi anni videro il club spostarsi tra diverse prestigiose sedi. Se la prima dimora fu l’ex Fiaschetteria Toscana in Via Berchet, già nel 1902 il circolo si stabilì in eleganti saloni di Via Ugo Foscolo 3, offrendo ai suoi membri una vista privilegiata sulla maestosa Galleria Vittorio Emanuele II, proprio sopra il celebre Ristorante Biffi. Fu un periodo di consolidamento e affermazione, che vide il nome del club evolvere da “New Club” a “Nuovo Circolo” e infine all’attuale “Clubino”. Durante il periodo fascista, in linea con le politiche di italianizzazione, il nome fu temporaneamente ripristinato in “Nuovo Club”, per poi tornare alla denominazione odierna che lo ha reso celebre.

Il 1928 segnò una tappa fondamentale nella storia del Clubino con il suo trasferimento definitivo in una delle dimore più emblematiche di Milano: la Casa degli Omenoni. Questa scelta non fu casuale, ma consolidò l’immagine del club come istituzione di inestimabile valore storico e sociale, legandolo indissolubilmente a uno dei gioielli architettonici della città.

La Magnificenza della Casa degli Omenoni

La sede attuale del Clubino non è un palazzo qualsiasi, ma un capolavoro architettonico del tardo Rinascimento milanese: la Casa degli Omenoni. Edificata nella seconda metà del XVI secolo, questa residenza storica prende il nome dagli otto imponenti telamoni – o “Omoni” – che ne adornano la facciata. Queste figure scultoree, vere e proprie cariatidi maschili che sembrano sorreggere il peso della struttura, furono realizzate dal talentuoso scultore Antonio Abondio. La loro presenza conferisce al palazzo un’aura di grandiosità e mistero, rendendolo uno degli edifici più riconoscibili e fotografati di Via Omenoni, nel cuore del centro storico di Milano.

L’architettura della Casa degli Omenoni, con la sua facciata in bugnato rustico e le sue figure muscolose, riflette il gusto manierista dell’epoca, esprimendo potenza e prestigio. Ospitare il Clubino in un contesto così ricco di storia e arte non fa che amplificarne il fascino, offrendo ai soci un ambiente che è esso stesso un viaggio nel tempo, un connubio perfetto tra arte rinascimentale e l’eleganza intramontabile di un club per gentiluomini.

Il Clubino Oggi: Un Cenacolo di Esclusività

Oggi, il Clubino mantiene saldamente la sua reputazione come uno dei club per gentiluomini più esclusivi d’Italia. La sua frequentazione è un privilegio riservato ai suoi membri, provenienti da alcune delle più antiche e influenti famiglie aristocratiche e dell’alta borghesia, non solo milanese ma di tutto il territorio nazionale. La sua politica di ammissione è rigorosa e la discrezione è una delle sue colonne portanti.

Ciò che distingue ulteriormente il Clubino è la sua peculiare politica di reciprocità. A differenza di molti circoli, il Clubino ha scelto di limitare severamente i rapporti di scambio con altre istituzioni italiane, mantenendo accordi solo con il prestigioso Circolo degli Scacchi di Roma e il Circolo del Whist di Torino. Questa scelta rafforza il suo carattere unico e la sua identità ben definita. Al contempo, il club vanta importanti legami di reciprocità con rinomati circoli internazionali, come il Knickerbocker di New York e il Boodle’s di Londra, offrendo ai suoi soci una rete di relazioni globali pur preservando la sua intima esclusività locale.

Visitare o anche solo immaginare il Clubino significa immergersi in un’esperienza che va oltre il semplice turismo: è un’occasione per sfiorare la storia vivente di Milano, per comprendere le dinamiche di un’élite che ha plasmato e continua a influenzare la città, il tutto all’interno di una cornice architettonica di ineguagliabile bellezza. Un luogo dove la tradizione non è un ricordo statico, ma una forza vitale che continua a definire l’identità di un’istituzione senza tempo.