Castello degli Schiavi

Via Badala, SNC - 0 Fiumefreddo di Sicilia - Catania   vedi mappa - contatti
Il Castello degli Schiavi è un gioiello dell’architettura barocca siciliana del 1700, da sempre una delle più suggestive costruzioni dell’intera isola. Il Castello, che deve il proprio nome ad una leggenda, si trova sulla via Marina che da Fiumefreddo scende verso il mare. Famoso per essere stato utilizzato come set per il famoso film Il Padrino di Francis Ford Coppola, è una location esclusiva ospitante una casa/museo e si presta ad ospitare prestigiosi eventi .

Castello degli Schiavi Storia

Il Castello degli Schiavi sorge tra gli agrumeti della magnifica Riviera di Taormina e rappresenta uno splendido esempio di barocco rurale siciliano del ‘700. La villa fortificata si trova a pochi minuti dalla riserva naturale di Fiumefreddo e dalla celebre cittadina di Taormina.

L'edificio ha un prospetto leggermente inclinato e questo si pensa sia stato voluto di proposito per dare ulteriore risalto alle decorazioni. Il giardino circostante è molto ampio, è fornito di un pozzo proprio ed è ricco di piante di svariata natura che lo rendono molto suggestivo. Adiacenti alla costruzione si trovano i magazzini, le stalle e la dimora del guardiano.

Il Castello presenta due piani di cui quello inferiore dedito alla conservazione di quanto prodotto nel fondo limitrofo e quello superiore, adibito ad abitazione per i proprietari. L'ingresso del piano terra è rappresentato da una porta centrale molto alta, circoscritta da una cornice di pietra lavica e con una luce al vertice. Il piano superiore presenta un elegante balcone centrale con una ringhiera bombata e tre lampade pendenti molto pregiate. La porta di questo balcone è bordata di pietra lavica decorata da varie maschere e affiancata da due grandi finestre, allineate con quelle sottostanti. Ad ogni angolo di questo piano vi sono delle piccole torri, che hanno attribuito alla costruzione l'appellativo di castello. Ciascuna di queste risulta sfaccettata, chiusa in alto e in basso e con delle feritoie su ogni lato, alcune delle quali con su scolpiti occhi e orecchie. L'accesso alle torri è interno e avviene per mezzo di una piccola porta. Molto evidente è poi l'imponente loggia alla sommità dell'edificio, situata sulla zona di congiunzione delle facce spioventi del tetto. La sua estensione in altezza è di tre metri mentre la base misura circa quattro e mezzo per tre. È fornita di tre ampie aperture ad arco sia nel lato orientale che occidentale, e di altre due delle stesse dimensioni, al lato nord e al lato sud. In direzione di queste aperture si possono ammirare delle statue raffiguranti due mori. Per quanto riguarda l'interno del Castello, esso si presenta molto differente tra un piano e l'altro. Il piano inferiore è infatti un freddo riposto per la conservazione di vari prodotti alimentari, privo di luci. Il piano superiore invece presenta otto stanze piene di molti oggetti riconducibili al tenore di vita tipicamente signorile. Tra questi, degni di particolare attenzione alcuni pregiati dipinti, raffiguranti tra le altre cose lo stemma dei Gravina, antichi testi ormai introvabili, l'elegante mobilia in tipico stile ottocentesco e le pregevoli porte bianche riconducibili al Settecento.

Il complesso dispone di un’ampia corte capace di ospitare fino a 400 persone con al centro un romantico pozzo e di un ambiente sotterraneo dalla capienza di 200 persone ideale per ospitare cerimonie di nozze e meeting aziendali. Il Castello ha conosciuto un periodo di grande popolarità alla fine degli anni ’60 quando numerosi registi lo scelsero come ambientazione. Nel 1968 Pier Paolo Pasolini vi girò alcune scene del film “L’Orgia ” e nel 1971 fu la volta di Francis Ford Coppola che lo scelse per ambientare alcune delle scene principali de “Il Padrino” e “il Padrino II” donando alla struttura una fama mondiale.

Il Castello degli Schiavi, in siciliano “Casteddu di scavi”, deve il suo nome ad una leggenda: si narra infatti che circa due secoli fa, un valente medico palermitano, tale Gaetano Palmieri, abbia salvato da una grave malattia il figlio del Principe di Palagonia, il Cruyllas-Gravina, e che questi in segno di riconoscenza gli abbia donato un appezzamento del suo feudo situato vicino al Fiumefreddo. Il Palmieri volle costruirvi una villa per abitarla insieme alla conserte, Rosalia, che amoreggiava con un certo Nello Corvaja di Taormina. Purtroppo un giorno sbarcarono dei pirati turchi i quali si diedero al saccheggio selvaggio e, una volta giunti al castello, rapirono i due proprietari con l’intenzione di rivenderli come schiavi. Mentre stavano tornando alla spiaggia per fuggire furono però raggiunti da un gruppo di giovani armati, capeggiati proprio dal Corvaja: i pirati furono uccisi, i superstiti messi in fuga e i Palmieri liberati. Per ringraziare Iddio fu eretta una Chiesetta, adiacente il Castello, dedicata alla Madonna della Sacra Lettera e costruita una loggia dove vennero poste due statue di musulmani con lo sguardo rivolto al mare, come in attesa di essere liberati dai loro compagni. Proprio per la presenza di questi due mori (in siciliano anche “schiavi”) il Castello ha assunto il nome attuale.

Castello degli Schiavi

Epoca
  • Settecento
Dove
  • Italia, Catania
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