Salisburgo cafe

Caf Bazar

Nel cuore pulsante di Salisburgo, dove le acque del Salzach riflettono secoli di storia e arte, sorge un luogo che è molto più di una semplice caffetteria: il Café Bazar.

Descrizione Storica

Nel cuore pulsante di Salisburgo, dove le acque del Salzach riflettono secoli di storia e arte, sorge un luogo che è molto più di una semplice caffetteria: il Café Bazar. Non è solo un punto di riferimento geografico sulla Schwarzstraße, ma un vero e proprio crocevia culturale, un salotto letterario e un testimone silenzioso delle vicende della città di Mozart. Per chi cerca un’esperienza che vada oltre il gusto, per chi desidera immergersi nell’atmosfera di un’epoca passata pur vivendo il presente, il Café Bazar rappresenta una tappa imprescindibile in un itinerario storico-culturale.

Una Storia Intrecciata con la Cultura Salisburghese

Le radici del Café Bazar affondano profondamente nella storia urbana di Salisburgo, risalendo alla fine del XIX secolo. L’edificio che oggi lo ospita, progettato dagli architetti Valentin e Jakob Ceconi e completato nel 1881, era originariamente concepito come un vivace complesso commerciale. La sua vocazione primigenia di accogliere una pluralità di piccole botteghe gli valse l’appellativo di “edificio del bazar”, un nome che, con il tempo, si sarebbe legato indissolubilmente all’identità della celebre caffetteria.

La parte meridionale della struttura accolse inizialmente diverse attività commerciali, tra cui, dal 1906, la sede della Carl Spängler & Co, una delle più antiche e prestigiose banche austriache. Fu però nella sezione settentrionale che, nel 1882, prese vita il germe del Café Bazar. Johann Greiml, un noto salumiere e produttore di insaccati dell’epoca, commissionò la costruzione di un caffè, affidandone la gestione a Ferdinand Böck subito dopo il completamento. Questa fu la scintilla che accese la lunga e gloriosa storia del locale.

La proprietà del caffè passò di mano più volte nei primi anni: il 1° ottobre 1883, Elisabeth e Josef Musch ne assunsero la conduzione, seguiti nel 1886 da Johann e Philippine Brandl. Un capitolo fondamentale si aprì nel 1909, quando Richard Tomaselli, già stimato gestore del Café Central, rilevò il Café Bazar, riaprendo le sue porte il 23 settembre. Sotto la guida della famiglia Tomaselli, il locale fiorì, diventando un faro culturale. Dopo la prematura scomparsa del figlio Otto nel 1959, la ventunenne figlia Vera prese coraggiosamente le redini, guidando il caffè per decenni e contribuendo all’aggiunta del suggestivo giardino d’inverno. Solo nel 2003, Vera Tomaselli ha ceduto la storica attività alla famiglia di Evelyn Brandstätter, garantendo la continuità di una tradizione centenaria.

Architettura tra Funzionalità e Visioni Urbane

L’architettura dell’edificio Ceconi, pur nella sua eleganza funzionale ottocentesca, ha subito una significativa trasformazione che ne racconta un aneddoto curioso e tipicamente salisburghese. Nel 1906, l’originario tetto piatto fu sostituito da un’imponente copertura a mansarda, arricchita da torri e una cupola ribassata. Questa modifica non fu dettata solo da esigenze estetiche o strutturali, ma, si narra, da una singolare motivazione: i residenti sul lato opposto della Schwarzstraße avrebbero protestato veementemente contro l’aggiunta di un ulteriore piano, temendo che avrebbe compromesso la loro ineguagliabile vista sul centro storico di Salisburgo. Un episodio che sottolinea la sensibilità e la cura per il patrimonio visivo della città, anche a costo di influenzare lo sviluppo architettonico.

Il Café Bazar Oggi: Un Salotto Culturale Senza Tempo

Ancora oggi, il Café Bazar mantiene intatta la sua aura di luogo d’incontro privilegiato per intellettuali, artisti e tutti coloro che cercano un’atmosfera autentica e stimolante. È un porto sicuro dove scrittori possono trovare ispirazione, dove le conversazioni fluiscono liberamente tra tavoli e poltrone, e dove il tempo sembra rallentare, permettendo una profonda immersione nella cultura.

La sua fama è cementata da un inestimabile libro degli ospiti, tenuto ininterrottamente dal 1927, che custodisce le firme di alcune delle più illustri personalità che hanno attraversato le sue soglie. Sfogliarne le pagine è come compiere un viaggio attraverso la storia culturale del XX e XXI secolo. Tra i nomi che hanno onorato il Café Bazar con la loro presenza spiccano giganti come Max Reinhardt, Hugo von Hofmannsthal, Marlene Dietrich, Stefan Zweig, Thomas Mann, Thomas Bernhard, Arturo Toscanini e Romy Schneider. Più recentemente, artisti del calibro di Klaus Maria Brandauer, Udo Jürgens e Tobias Moretti hanno continuato questa tradizione, dimostrando come il locale rimanga un punto di riferimento vitale per la scena culturale contemporanea.

Nel 1999, la rilevanza del Café Bazar è stata ulteriormente riconosciuta dalla pubblicazione di un libro di Walter Müller, che ne ha sapientemente narrato la commovente e significativa storia. Visitare il Café Bazar oggi non è solo sorseggiare un caffè con vista sul fiume, ma è compiere un atto di connessione con un passato glorioso, respirare l’aria che ha ispirato generazioni di creativi e sentirsi parte di una tradizione che continua a vivere e a evolversi nel cuore di Salisburgo.