Salzburg cafe

Cafe Tomaselli

Nel cuore pulsante di Salisburgo, dove la storia si intreccia con la melodia della cultura, sorge un'istituzione senza tempo: il Café Tomaselli.

Descrizione Storica

Nel cuore pulsante di Salisburgo, dove la storia si intreccia con la melodia della cultura, sorge un’istituzione senza tempo: il Café Tomaselli. Più di un semplice luogo di ristoro, questo storico caffè rappresenta un vero e proprio santuario della tradizione austriaca, un crocevia di idee, incontri e narrazioni che hanno plasmato l’identità della città. Entrare al Tomaselli significa immergersi in un’atmosfera d’altri tempi, dove ogni tazza di caffè e ogni fetta di torta custodiscono secoli di storia e leggende.

Le Radici Profonde di un’Istituzione

Dall’Alba del XVIII Secolo: La Nascita del Caffè

Le origini del Tomaselli affondano in un passato glorioso, rendendolo non solo il caffè più antico di Salisburgo, ma anche il più venerabile di tutta l’Austria. Grazie alle meticolose ricerche dello storico salisburghese DDr. Gerhard Ammerer, è stato possibile tracciare l’atto di nascita di questa illustre tradizione fino all’anno 1700. Fu proprio allora che il francese Johann Fontaine ottenne l’autorizzazione commerciale per deliziare i palati salisburghesi con cioccolato, tè e, naturalmente, caffè. Il 31 marzo 1700, nella pittoresca Goldgasse, apriva i battenti il primo caffè della città, un luogo destinato a diventare un punto di riferimento insostituibile. Dopo la scomparsa di Fontaine, la gestione di questo locale dal soffitto a volta passò di mano più volte, fino a quando, nel 1753, fu rilevato da Anton Staiger. Undici anni più tardi, nel 1764, Staiger compì un passo decisivo, acquisendo il prestigioso edificio che oggi ammiriamo sull’Alter Markt, ponendo le basi per l’attuale sede del Tomaselli.

Un Luogo di Incontro e Ispirazione

Fin dai suoi albori, il caffè si affermò come un vitale epicentro sociale e culturale per la borghesia salisburghese, un salotto raffinato dove affari, pettegolezzi e grandi idee si mescolavano liberamente. Le sue sale hanno respirato un’aria intrisa di creatività e genio. È qui, tra il tintinnio delle tazzine e il profumo del caffè appena macinato, che si narra abbia preso forma un’idea rivoluzionaria: quella del Festival di Salisburgo. La leggenda vuole che figure del calibro di Hermann Bahr, Hugo von Hofmannsthal e Max Reinhardt, seduti a uno dei suoi tavolini, abbiano concepito il progetto che avrebbe trasformato Salisburgo in una capitale mondiale della musica e del teatro.

L’Epoca d’Oro dei Tomaselli

L’Arrivo della Dinastia

Il 1852 segna l’inizio di una nuova, duratura era per il caffè. Fu in quell’anno che il pasticcere Carl Tomaselli acquisì quello che all’epoca era noto come Café Staiger, dando il via alla dinastia che ancora oggi custodisce gelosamente questo patrimonio. La storia dei Tomaselli a Salisburgo è però ancora più antica. Il padre di Carl, Giuseppe Tomaselli, un promettente tenore, si trasferì da Milano a Salisburgo nel 1781, dove ottenne l’ambito incarico di tenore di corte. La sua presenza e il suo talento contribuirono a consolidare il legame della famiglia con il vivace panorama culturale della città.

Legami con i Grandi Nomi di Salisburgo

Giuseppe Tomaselli non fu solo una voce celebre, ma anche una figura profondamente inserita nel tessuto sociale e artistico di Salisburgo. La sua amicizia con la famiglia di Wolfgang Amadeus Mozart è un capitolo affascinante della storia del caffè. Giuseppe era un assiduo frequentatore della casa dei Mozart, dove condivideva serate musicali con il padre Leopold e la sorella Nannerl. Partecipavano insieme a spettacoli teatrali e si esibivano in rappresentazioni con altri amici comuni, intessendo una rete di relazioni che arricchiva ulteriormente il prestigio della famiglia Tomaselli e, di riflesso, l’aura del loro futuro caffè.

Un’Eredità Resiliente

Sfide e Rinascita nel Dopoguerra

Il XX secolo mise a dura prova la resilienza del Café Tomaselli. Dopo la scomparsa di Otto Tomaselli nel 1925, all’età di soli 44 anni, fu sua moglie Olga a prendere coraggiosamente le redini della gestione. La sua determinazione mantenne vivo il caffè attraverso tempi incerti, fino al drammatico esproprio da parte delle forze di occupazione americane nel 1945. Il celebre caffè fu trasformato nel “Forty Second Street Cafe”, e una sezione del piano terra ospitò persino una stazione della Croce Rossa, testimoniando i profondi cambiamenti imposti dalla guerra. Ma Olga non si arrese. Grazie ai suoi instancabili sforzi, nel 1950 il caffè fu finalmente restituito alla famiglia.

La Tradizione Continua

Con il ritorno della proprietà, Olga Tomaselli affidò l’eredità ai suoi figli, Dipl.-Kfm. Karl Tomaselli ed Elisabeth Tomaselli (coniugata Aigner). Da allora, la gestione del Café Tomaselli è rimasta saldamente nelle mani di due rami della dinastia Tomaselli, garantendo la continuità di una tradizione che ha saputo resistere alle intemperie della storia. Oggi, il Café Tomaselli continua a essere un faro di cultura e ospitalità, un luogo dove ogni visitatore può respirare la grandezza del passato e sentirsi parte di una storia che continua a essere scritta, tazza dopo tazza.