Vienna cafe

Cafe Schwarzenberg

Un Salotto Viennese Intramontabile: Il Café Schwarzenberg Nel cuore vibrante di Vienna, dove la maestosa Ringstraße disegna un anello di storia e splendore, sorge un'istituzione che da oltre un secolo incarna l'anima più autentica della capitale austriaca: il Café Schwarzenberg.

Descrizione Storica

Un Salotto Viennese Intramontabile: Il Café Schwarzenberg

Nel cuore vibrante di Vienna, dove la maestosa Ringstraße disegna un anello di storia e splendore, sorge un’istituzione che da oltre un secolo incarna l’anima più autentica della capitale austriaca: il Café Schwarzenberg. Più che un semplice luogo di ristoro, il caffè viennese è un vero e proprio tempio della convivialità, un palcoscenico di incontri e un rifugio per l’intelletto, una tradizione che il Café Schwarzenberg ha custodito e tramandato con inalterata grazia, presentandosi oggi come uno degli ultimi e più illustri esempi di questa cultura secolare lungo il celebre viale.

Storia di un’Icona Viennese

L’epopea del Café Schwarzenberg inizia nel 1861, un anno cruciale per Vienna, che vedeva la nascita di uno dei suoi viali più sontuosi, la Ringstraße. Fu in questo fermento di rinnovamento urbano che l’edificio che oggi ospita il caffè prese forma, commissionato dal commerciante di seta e fornitore di corte K&K, Albrecht Zeppezauer. Nelle sue nuove mura, i coniugi Hochleitner aprirono quello che sarebbe divenuto un crocevia di destini e conversazioni.

Il caffè, nel corso della sua lunga vita, ha conosciuto diverse identità. Inizialmente conosciuto come Café Hochleitner e poi come Café Sperrer, assunse il nome di Café Schwarzenberg solo nel 1902, quando fu rilevato da Josef Menschl. Una breve parentesi, dal 1939 alla fine della Seconda Guerra Mondiale, lo vide ribattezzato Café Deutschland, un’eco dei tempi bui che avvolgevano l’Europa.

Il dopoguerra portò con sé nuove sfide e un’ulteriore trasformazione. I locali furono occupati da ufficiali dell’esercito sovietico, che, durante i loro eventi, finirono per danneggiare gli interni con colpi di proiettile. Testimone silenzioso di quel periodo fu uno specchio, le cui crepe e fori di proiettile vennero ingegnosamente celati e decorati con viti e motivi floreali, trasformando la necessità in virtù artistica, una reliquia che sopravvisse fino ai restauri del 1979.

Verso la fine degli anni ’70, il futuro del Café Schwarzenberg apparve incerto. Nel 1978, il proprietario, Kom. Rat. Waltersam, meditava di chiudere l’attività per vendere i locali a una concessionaria d’auto. Fu l’intervento provvidenziale del Dr. Zilk, all’epoca assessore alla cultura e in seguito sindaco di Vienna, a salvare il caffè da un destino che avrebbe privato la città di uno dei suoi gioielli. Grazie a questa azione, nel 1979 il Café Schwarzenberg fu sottoposto a una completa ristrutturazione e modernizzazione, riaprendo i battenti con una cerimonia solenne nel 1980 sotto una nuova gestione.

Sebbene non sia mai stato un caffè di bohémien o un fulcro esclusivo di artisti e letterati, il Café Schwarzenberg ha nondimeno ospitato figure di spicco. Tra i suoi avventori più fedeli vi fu l’architetto Josef Hoffmann, fondatore della celebre Wiener Werkstätte. Si narra che Hoffmann fosse regolarmente accompagnato dal suo autista per il pranzo, dedicandosi alla lettura dei quotidiani o, con il suo inconfondibile “quadratel Hoffmann”, a schizzare le idee che avrebbero poi preso forma in alcuni dei suoi straordinari progetti. Anche personaggi come il pittore Hermann Nitsch, l’attrice teatrale Adrienne Gessner e importanti figure del mondo politico e industriale hanno frequentato le sue sale, rendendolo un palinsesto di esistenze e idee.

Splendore Architettonico e Dettagli Storici

Oggi, il Café Schwarzenberg si erge come uno degli ultimi bastioni della tradizione dei caffè sulla Ringstraße, un viale che un tempo ne contava più di trenta. La sua architettura interna conserva ancora elementi di pregio che risalgono alle ristrutturazioni del periodo tra le due guerre, riconosciuti e tutelati dall’Ufficio federale austriaco dei monumenti.

Particolarmente degni di nota sono la sala d’angolo, situata a sinistra dell’ingresso principale, e il bagno delle donne. La sala d’angolo, quasi perfettamente quadrata, sfoggia un rivestimento in marmo originale, un’elegante combinazione di due diverse tipologie: superfici chiare, dalle venature marcate e intrigate, si contrappongono con armonia a lastre di marmo nero scuro, quasi omogenee, creando un gioco di contrasti e texture che testimonia l’attenzione al dettaglio e la raffinatezza del design dell’epoca. Questi elementi non sono semplici decorazioni, ma vere e proprie vestigia di un’estetica che ha plasmato l’identità del caffè.

Il Café Schwarzenberg Oggi: Tradizione e Accoglienza

Varcarne la soglia oggi significa immergersi in un’atmosfera senza tempo, dove il profumo del caffè si mescola al fruscio dei giornali e al discreto chiacchiericcio. Il Café Schwarzenberg continua a essere un punto di riferimento per viennesi e visitatori, un luogo dove la tradizione è vissuta con orgoglio e la modernità si inserisce con discrezione. Offre l’esperienza autentica del caffè viennese: un’ampia scelta di caffè, dolci tradizionali come la Sachertorte o l’Apfelstrudel, piatti della cucina locale, ma soprattutto, uno spazio per sostare, riflettere, conversare o semplicemente osservare il mondo che scorre fuori dalle sue grandi finestre, proprio come faceva Josef Hoffmann. È un invito a rallentare, a gustare ogni momento e a connettersi con la ricca storia culturale di Vienna.