Castello del Trebbio

Via Santa Brigida, 9 - 50060 Pontassieve - Firenze   vedi mappa - contatti
Il Trebbio è una delle costruzioni più antiche della vallata mugellana e risale, come fortilizio e torre di guardia, ai tempi dei longobardi e successivamente, undicesimo secolo, al tempo di Matilde di Canossa. Il castello mediceo del Trebbio è senz’altro uno dei principali edifici storici del Mugello. Importante per storia, importante per architettura. E se ancora oggi l’antica torre svetta sul versante sud della vallata, è per merito degli attuali proprietari, la famiglia italo-inglese Scaretti, che settanta anni fa acquistò all’asta, per un milione di lire, l’intera tenuta. Fu Enrico Scaretti, banchiere, a partecipare all’asta, con l’aggiudicazione fatta a lume di candela e con il banditore che ricevette quell’unica offerta. Il banchiere romano acquistò il Trebbio come regalo per sua moglie, l’inglese Majorie Jebb, in occasione del loro secondo anniversario di nozze.

Castello del Trebbio Storia

Nel 1427, per ordine di Cosimo il Vecchio, l’architetto Michelozzo Michelozzi costruì il Castello sopra l’antichissimo fortilizio come luogo di villeggiatura e padiglione di caccia, posto sopra una collinetta circondata, ai cui piedi troneggiava già il castello di Cafaggiolo, residenza primaria della famiglia medicea dopo il 1452: il Trebbio, se così si vuol dire, era il cugino “anziano" del più sontuoso Cafaggiolo. Questo splendido maniero divenne proprietà nel tempo di Pier Francesco (1430-1476) successivamente del figlio Giovanni detto “il popolano” (1467-1498) facente parte del ramo cadetto dei Medici, il quale non disdegnava nell’ospitare illustri personaggi come Amerigo Vespucci che fu al Trebbio nel 1476 durante la peste che infestò Firenze e poeti ed artisti come Donatello, il Poliziano, Pico della Mirandola, Luigi e Luca Pulci, Marsilio Ficino. Giovanni “il popolano” durante una ambasceria nella Signoria di Forlì, Faenza e Imola, conobbe la leggendaria Caterina Sforza Riario (1462-1509), già due volte vedova, coraggiosa condottiera, (fu una delle rarissime donne che non si sottomise a Cesare Borgia, il Duca Valentino) che divenne sua moglie e da questa unione nacque l’unico loro figlio, chiamato Lodovico (1498-1526), più noto poi come Giovanni Dalle Bande Nere. Questi sposò una cugina di terzo grado, Maria Salviati, ebbe un figlio, Cosimo (Cosimo I Granduca di Toscana) e morì a soli 28 anni per le gravi ferite riportate durante uno scontro contro i francesi a Pavia.

La lapide posta dagli attuali proprietariIl Castello del Trebbio, morta Maria Salviati fu nel corso di quegli anni poco frequentato servendo solamente per battute di caccia poiché Cosimo I con la moglie Eleonora di Toledo preferiva Cafaggiolo. Finalmente nel 1644 la proprietà fu acquistata dal fiorentino Giulio Serragli, che lasciò eredi di tutto il complesso la Congregazione dei Padri Filippini. Molte furono, fra ‘700 e 800, le vicissitudini del Trebbio e la proprietà dai Filippini passò per una serie di oscure ragioni ad un certo Oreste Codibò, nipote del vecchio amministratore dei Filippini, il quale accumulando moltissimi debiti con una vita dissoluta, fece sì che il Trebbio venisse acquistato nel 1882 dal principe Marcantonio Borghese, già proprietario del Castello di Cafaggiolo, della fortezza Medicea di San Piero a Sieve e di Villa Il Palagio di Scarperia. Il Trebbio fu abbandonato e nel 1936 che Enrico Scaretti, di antica famiglia liberale piemontese radicata in Roma dove era proprietario di un Istituto di Credito (Banca Scaretti) acquistò all’incanto tutto il complesso monumentale, e con la moglie, Marjorie Jebb di antica nobiltà inglese, ha riportato agli antichi splendori il Castello mediceo. 

Quando porta gli ospiti nel grande parco, o concede loro il privilegio di salire sulla torre, da dove si domina l’intero Mugello, Lorenzo Scaretti non trattiene il suo amore per questo straordinario monumento mediceo – che definisce “l’anello mancante tra l’architettura medievale e quella rinascimentale” - e ne ripercorre la lunga storia, dal nome, derivante dal latino “trivium”, importante incrocio di strade, che in epoca etrusca presupponeva l’esistenza di un cimitero. Poi nel 900, in epoca longobarda, la torre, e ancora le mura fatte costruire da Matilde di Canossa ai suoi feudatari del luogo, gli Ubaldini.

In seguito si giunge alla proprietà medicea, con la famiglia fiorentina che prima fa costruire Cafaggiolo per un cugino di Cosimo il Vecchio e poi radicalmente modifica l'antico fortizio, già degli Ubandini, del Trebbio. Chiusa la pagina dei Medici, il Trebbio divenne, per due secoli, anche monastero, ceduto all’ordine religioso dei Filippini. Dopo il nuovo cambio di proprietà dovuto agli espropri dello Stato italiano ai danni delle proprietà ecclesiastiche, il Trebbio, così come Cafaggiolo e il Palagio, fu acquistato dai Borghese, che evidentemente non si curarono molto del maniero, visto che quando Scaretti lo acquistò, era ridotto in pessime condizioni.

Ora invece è uno splendore, dentro e fuori: la lunga pergola, il parco, le sale decorate, la torre. E nei suoi saloni, dopo personaggi come Giovanni dalle Bande Nere e Amerigo Vespucci, è tornato a ospitare regine  (Olga ed Elena di Grecia), Giovanni Gronchi, già presidente della Repubblica italiana, il primo ministro del Lussemburgo, ambasciatori inglesi e altre personalità. 

Oggi è sede dell’omonima fattoria di proprietà della famiglia Baj Macario dal 1968. La tenuta, interamente gestita dalla famiglia, offre, oltre a prodotti di qualità (vino, olio extravergine di oliva, zafferano) la possibilità di organizzazione di matrimoni per italiani e stranieri.

Grazie al nostro ristorante “La Sosta del Gusto”, inaugurato nel 2006, fresco vincitore del premio internazionale “Great Wine Capitals”, siamo in grado di offrire un servizio completo alle coppie che decidono di sposarsi da noi: alloggio, cerimonia nel castello, ricevimento di matrimonio presso il ristorante adiacente al castello.

Castello del Trebbio

Epoca
  • Medioevo
Dove
  • Italia, Firenze
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  Via Santa Brigida, 9 - 50060 Pontassieve
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