Pochi nomi hanno risuonato con tale persistenza e significato nella storia d’Europa e, in particolare, d’Italia, come quello della Casa Savoia. Una dinastia le cui radici affondano nell’Alto Medioevo e che, attraverso secoli di astuzia politica, conquiste militari e sapienti alleanze matrimoniali, è giunta a unificare la penisola italiana sotto la propria corona. Eppure, le origini più remote di questa stirpe regale sono avvolte in una nebbia fitta di leggende e giustificazioni postume, spesso plasmate più dagli interessi del momento che dalla rigorosa documentazione storica.
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Le Nebulose Origini: Tra Mito e Politica
Per secoli, la Casa Savoia ha intrecciato la propria narrazione delle origini con le trame della politica e del potere, cercando di legittimare la propria ascesa e i titoli acquisiti. Già dal XV secolo, in particolare dopo l’ottenimento del titolo ducale da parte di Amedeo VIII nel 1416, si rese necessaria una genealogia prestigiosa. Fu così che scrittori compiacenti, come il cronista medievale Jean d’Ormeville, si adoperarono per far discendere i Savoia dall’imperatore Ottone II di Sassonia, conferendo alla dinastia un’aura di nobiltà imperiale.
Nel secolo successivo, con l’evoluzione degli equilibri politici e l’interesse sabaudo a consolidare la propria posizione nell’Impero, le ambizioni genealogiche si spinsero ancora più indietro. Studiosi come G. Botero, G. Monod e Guichenon, pur mantenendo il legame sassone, vollero rintracciare il capostipite addirittura in Vitichindo, l’eroe che difese strenuamente l’indipendenza dei Sassoni contro Carlo Magno, aggiungendo un tocco di valore e resistenza all’albero genealogico.
Quando, in un’epoca successiva, la politica sabauda si orientò sempre più verso l’Italia, emerse l’esigenza di dimostrare un’origine italiana per la dinastia. Nel XVIII e XIX secolo, figure come G. F. Napione e L. Cibrario concentrarono le loro ricerche sull’ultimo sovrano del regno italico altomedievale, Berengario II d’Ivrea. Paradossalmente, Berengario era stato deposto da Ottone I, membro di quella stessa famiglia sassone da cui i Savoia, in precedenza, avevano voluto discendere. Si trattava dunque di un capovolgimento narrativo, dove le vittime di un tempo diventavano gli antenati di oggi, pur di assecondare le nuove direttrici politiche. Anche altre teorie, come quella borgognona di D. Carutti, rimasero nel campo delle pure congetture.
Il XX secolo ha visto ulteriori tentativi di definire le origini, cercando legami con la dinastia provenzale carolingia (come suggerito da C. W. Previté Orton, Baudi di Vesme e F. Gabotto) o con una famiglia del Viennese, discendente per linea femminile da Lotario II di Lotaringia (teoria di G. de Manteyer).
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