Palazzina di Caccia Stupinigi

Piazza Principe Amedeo, 7 - 10042 Stupinigi - Torino   vedi mappa - contatti
La Palazzina di Caccia di Stupinigi fa parte del circuito delle Residenze Sabaude in Piemonte, sito seriale proclamato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Progettata da Filippo Juvarra nel 1729 su volontà di Vittorio Amedeo II è oggi di proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano. La Palazzina conserva la mobilia originale, i dipinti e i capolavori è dal 1919 anche sede del Museo dell’Arredamento oltre a ospitare periodicamente mostre d'arte di livello internazionale

Palazzina di Caccia Stupinigi Storia

Dal cuore della città di Torino parte un viale rettilineo che sbocca dopo quasi dieci chilometri nell’ampio piazzale  dove sorge la Palazzina di Caccia di Stupinigi, uno dei capolavori di Filippo Juvarra, che diede qui la sua originale interpretazione delle istanze scenografiche barocche esprimendo tutta la sua maestria.
Il complesso fu iniziato nel 1729 su commissione di Vittorio Amedeo II di Savoia, sui terreni che già in età medievale presentavano un piccolo castello tuttora visibile. Nel 1730 era conclusa la parte centrale e dopo la partenza di Juvarra da Torino nel 1735, i lavori di costruzione proseguirono sotto la guida di architetti locali, tra cui Benedetto Alfieri, che lavorò soprattutto agli interni riccamente decorati da tele e affreschi di Cignaroli, Van Loo e Perego.
La costruzione si ampliò durante i regni di Carlo Emanuele III e Vittorio Amedeo III con il contributo di architetti quali Bo, Prunotto e Alfieri aggiungendo le ali ospitanti le scuderie e le rimesse agricole. Anche Napoleone Bonaparte soggiornò alla Palazzina, dal 5 al 16 maggio 1805, prima di recarsi a Milano per cingere la Corona Ferrea. Nel 1808 per brevi periodi vi soggiorna anche Paolina Bonaparte con il consorte Camillo Borghese, al tempo governatore generale del Piemonte. Il 12 aprile 1842 qui fu celebrato il matrimonio tra Vittorio Emanuele II, futuro primo Re d’Italia, e Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena.
Durante l’800 il parco della Palazzina di Stupinigi ospitò un elefante indiano, arrivato a Torino come dono del viceré d’Egitto Mohamed Alì per il Re di Sardegna Carlo Felice. L’elefante Fritz abitò a Stupinigi per oltre 20 anni diventando molto famoso tra la popolazione, come testimoniano le molte fotografie dell’epoca con il pachiderma circondato dalla folla. Purtroppo dopo qualche anno l’animale impazzì cominciando a danneggiare ciò che lo circondava uccidendo anche uno dei custodi. Nel 1852 venne così abbattuto e il corpo imbalsamato donato all’Università di Torino è attualmente in mostra presso il Museo regionale di scienze naturali di Torino.
La struttura è composta da un nucleo centrale con il grande salone da cui partone quattro bracci più bassi a formare una croce di Sant’Andrea dove sono situati gli appartamenti reali e gli alloggi per gli ospiti. Il fulcro della palazzina è il magnifico Salone ellittico dove un grande affresco, opera dei fratelli Valeriani, rappresenta il mito di Diana, dea della caccia. Dal salone ellittico si passa all’Anticamera della Regina, affrescata dagli artisti Corsato e Casolo, con quattro grandi tele raffiguranti alcune principesse di casa Savoia. Sempre dal salone ellittico è collegata l’Anticamera del Re, dove affreschi e mobilia in stile Luigi XV e Luigi XVI decorano mirabilmente l’ambiente. Celebre nella Palazzina, la Sala del Bonzanigo, così chiamata per lo stipo con la doppia funzione di libreria e scrivania, presenta arredi di stile classicista a contrasto con lo stile barocco e presenta stucchi e affreschi opera di Pietro Domenico Olivero e Giovanni Battista Alberoni. L’Anticappella, denominata un tempo Sala dei buffetti, fu adibita a cappella nel 1767 e dedicata a Sant’Uberto e i soffitti decorati e stuccati da Gaetano Perego, Giacomo Borri e Ignazio Nepote. La Sala degli Scudieri, collegata anch’essa al salone principale, fu uno dei primi ambienti ad essere affrescati e presenta affreschi su porte e sovraporte opera del Cignaroli raffiguranti scene di caccia. Da vedere anche quella che oggi viene denominata Galleria dei ritratti, un tempo sala adibita a scuderia, con ai lati cinquantaquattro tele raffiguranti alcuni membri della famiglia Savoia.
Il complesso è inserito all’interno di un vasto parco progettato nel 1740 da Michel Benard. In origine di stampo francese, durante l’800 perse gradualmente le caratteristiche formali e geometriche per trasformarsi gradualmente in parco paesistico secondo lo stile inglese.

Palazzina di Caccia Stupinigi

Epoca
  • Settecento
Dove
  • Italia, Torino
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Palazzina di Caccia Stupinigi
  Piazza Principe Amedeo, 7 - 10042 Stupinigi
  +39 011 6200634
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