Dal bar d’albergo al locale simbolo della piazza
Café Schiller si trova su Rembrandtplein, accanto all’hotel che gli ha dato il nome. L’hotel fu il progetto di Frits Schiller, insieme al fratello Hein e alla sorella Elsa, e aprì il 6 agosto 1913. Frits, che era anche pittore e ritrattista di noti amsterdamesi, gestì l’hotel e il suo ristorante come un’unica impresa familiare fin dall’inizio. Il caffè vero e proprio arrivò poco dopo, aprendo tra il 1921 e il 1922 come bar dell’hotel nell’edificio adiacente, al civico 24A.
Negli anni tra le due guerre il locale divenne un punto d’incontro per artisti, scrittori e interpreti attivi ad Amsterdam, parte di un più ampio circuito di locali di Rembrandtplein che attiravano gli ambienti teatrali e letterari della città. Tra gli avventori abituali di quegli anni figuravano i cabarettisti Jean-Louis Pisuisse e Louis Davids, il conferenziere Lou Bandy, gli attori Nap e Fien de la Mar, lo scrittore Herman Heijermans e il pittore George Breitner. Il locale rimase aperto anche negli anni difficili della Seconda guerra mondiale, sebbene il passaggio verso l’hotel fosse chiuso perché le truppe tedesche vi avevano alloggiato personale militare. L’attività proseguì sotto la famiglia Schiller fino alla morte di Frits, nel 1971, quando il bar chiuse; riaprì il 28 aprile 1977 per iniziativa dell’imprenditore della ristorazione Luc Wildschut.
Un interno Art Déco
L’aspetto distintivo del caffè risale principalmente a un rinnovo del 1933, attribuito all’architetto M.J.E. Lippits in collaborazione con Frits Schiller. È in questa occasione che l’interno assunse il carattere Art Déco che lo contraddistingue ancora oggi: dettagli geometrici, boiserie calda e apparecchi d’illuminazione d’epoca distribuiti in tutta la sala. Il rinnovo arrivò un decennio dopo l’apertura del bar, sostituendo gli arredi più semplici degli anni Venti con lo schema più deliberato tuttora visibile.
L’elemento più caratteristico è un mosaico in vetro dipinto, realizzato nel 1948 dall’artista Joop Sjollema, che raffigura figure di teatro musicale. Collocato in posizione centrale nel locale, è diventato il punto focale della sala, legando l’aggiunta del dopoguerra allo schema del 1933 che la circonda. Il soggetto, interpreti sul palcoscenico, mantiene presenti nella sala i legami teatrali della piazza a distanza di decenni dal cambiamento dei locali che li avevano ispirati.
Un secolo di proprietà
Hotel e bar furono venduti nel 1970 alla NV Caransa en Co., confluita nel 1996 nel Krasnapolsky Group, a sua volta fuso nel 2000 con la spagnola NH Hoteles: da quel momento il caffè si è separato fisicamente dall’hotel, pur condividendo ancora oggi lo stesso edificio e lo stesso indirizzo su Rembrandtplein.
Café Schiller oggi
Il locale funziona ancora come bar e ristorante attivo, servendo colazione, pranzo e drink serali nella stessa sala Art Déco. La sua posizione su Rembrandtplein, una delle piazze più frequentate di Amsterdam, lo colloca al centro della vita notturna cittadina, ma l’interno offre un contrasto marcato: una sala più tranquilla e formale, cambiata relativamente poco dagli anni Trenta, che continua a puntare sulla stessa combinazione di ospitalità e design che la caratterizzava un secolo fa sotto la famiglia Schiller.